LA PAURA

Se è la paura a
dirigere il vostro corso
voglio ricordarvi
che un giorno
saremo al riparo
da 4 lati da pezzi
di legno fissi.
La paura è un limite
che non ci permette
di esprimere la nostra vera natura
e compiere il destino
che è ststo segnato
per noi.

– Miriam Messina

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IL NOME

Anche se adesso
ti ho ribattezzato col nome Amore
mi piace
intercalare spesso nei nostri discorsi
il tuo nome vero
e ripeterlo
anche quando non necessario.
Mi piace pronunciare quelle lettere
che ti hanno accompagnato
dalla tua infanzia ad oggi,
mi piace pensare che i tuoi genitori
hanno formulato il tuo nome
per sceglierlo
quando ancora non eri al mondo
e lo hanno ripetuto più volte
quando eri talmente piccolo
da non sapere ancora che fosse il tuo.
Mi piace chiamarti ad alta voce
allo stesso modo in cui ti hanno chiamato le maestre
i tuoi compagni di scuola
e le tue fidanzate
quando io ancora non
ero entrata nella tua vita.
Chiamo il tuo nome
per tutte le volte
che non ho potuto farlo prima
quando quelle lettere
messe insieme
non erano nulla per me
mentre invece adesso
sono il tutto.

Miriam Messina

QUANDO UN’AMICA

Quando un’amica ha un dolore
lo senti sottopelle come fosse tuo
vorresti asciugare le lacrime
e alleggerire il suo cuore
puro come la neve.
Quando un’amica vive
la sua notte più buia
vorresti che dormisse,
e poterle sussurrare
che è soltanto un incubo
e domani sarà tutto come prima.
Quando un’amica ti racconta
la sofferenza di un ultimo addio,
non consola
avere davanti il mare
non consola
avere un cielo azzurro
su cui puntare gli occhi,
non consola
il pensiero del futuro.
Quando un’amica
con cui hai vissuto
tante tappe
della vita
soffre,
soffri anche tu
e aspetti il giorno in cui
potrete brindare
di nuovo
a qualcosa di bello,
ancora insieme
ancora unite
per la vita.

– Miriam Messina

IL CAMPANELLO

A noi donne capita così:
possiamo amarti
senza limiti
per giorni
mesi, anni.
Possiamo essere
come geishe:
adorarti
ascoltarti
coccolarti
darti tutto di noi,
anima e corpo.
Arriva poi un giorno
in cui suona un campanello
nella nostra testa,
un giorno qualsiasi
in cui il nostro grado
di sopportazione
raggiunge il colmo

e diciamo STOP


Quel giorno
quando arriva
è definitivo.

– Miriam Messina

SE UNA PERSONA TI AMA

Se una persona ti ama
è il tuo primo fan
ti incoraggia
ti aiuta a realizzare i tuoi sogni
ti fa mille complimenti
parla bene di te a chiunque
ti cerca
organizza cene
aperitivi
passeggiate
per fare tante cose insieme.
Se una persona ti ama ti telefona
ti scrive
ti prende in giro
scherza
ride con te
e fa di tutto per farti ridere.
Se una persona ti ama
ti prepara cose buone da mangiare
le cose che pacciono a te
e fa di tutto per farti stare bene.
Se una persona ti ama
non riesce a nasconderlo
perché l’amore è trasparente.
Se una persona ti ama
te ne accorgi.

– Miriam Messina

SEMPRE ARRABBIATI

Erano sempre arrabbiati
quando sapevano che non avrebbero potuto vedersi.
Quando stavano vicini non litigavano mai.
Bastava guardarsi negli occhi,
abbracciarsi, toccarsi, ridere, sorridere, 
farsi mille scherzi
e coccole e pizzichi
e giochi.
E andava tutto bene.
Appena si separavano iniziava
la guerra,
per chat, per telefono.
Ripicche, silenzi, recriminazioni,
accuse, rivendicazioni, attacchi, difese.
Era solo la paura di perdersi,
la paura di non rivedersi.
Così decisero
di stare sempre insieme
e di non lasciarsi mai più.

– Miriam Messina

L’AMORE SIMMETRICO

L’amore non può essere solo di testa.
Per quanto i nostri pensieri siano simili,
non possiamo vivere amori senza fisicità.
Per fisicità non si intende l’amplesso,
che dura pochi secondi 
e non lascia nulla.
Per fisicità intendo i nostri corpi
che creano una simmetria,
per cui i pensieri
si rispecchiano nel nostro essere
e quando siamo insieme
le mani si toccano
le braccia si sfiorano
le labbra baciano spesso
lembi di pelle a caso
le gambe creano giochi di intreccio
e gli occhi si cercano
anche parlando con altri.
Siamo a una festa distanti di metri,
ma i nostri sguardi si rincorrono.
Essere nel cosmo soli
ma sentirsi uniti,
aperti al mondo e alla vita,
con corpi fisici
che si ritrovano uniti
appena possibile.
Non credo a quelle coppie
che non si toccano mai
che sono sempre a distanza.
Ho visto corpi talmente
simmetrici
da sembrare specchi riflessi.
Ritrovarsi l’uno nell’altro
come pezzi unici
di una perfetta meraviglia
che trova l’apice
nel contatto e
nell’unione ancestrale.

– Miriam Messina

UNA FIDANZATA IN CRISI

Cara Miriam,ho deciso di raccontarti la mia storia e condividerla affinché possa aiutarmi a capire..
Ho 25 anni e da 3 anni e qualche mese sono fidanzata con un ragazzo che ha 23 anni. La nostra storia è iniziata a bomba. Mille emozioni,tutto bello. Viaggi,vacanze,festività passate tutte insieme e con le rispettive famiglie. Ogni momento era buono per stare insieme insomma. Sembrava di vivere una favola. Era tutto perfetto..e non ti nego che pensavo seriamente a mettere su famiglia con lui..in quanto per me era l’uomo della mia vita.Solo che poi dopo il primo anno le cose hanno incominciato a cambiare. Iniziammo a discutere per le cose più piccole. Dall’uso del profumo e del trucco in sua assenza,al dire una cosa e se disgraziatamente poi cambiavi idea..al taglio di capelli. Tant’è che iniziai a soffire di attacchi di panico e avendo io un buonissimo rapporto con la mia famiglia,mi confidai e decisero così di parlargli per far si che certe situazioni non si verificassero. Ecco,da quel momento tutto peggioro’.
Non solo tra lui e la mia famiglia(non siamo più fidanzati in casa e lui è convinto che la colpa sia dei miei),non si capiscono e non si comprendono. Ma anche tra me e lui. Discussioni su discussioni che alle volte sfociano anche in dispetti e spintoni. In più ha deciso ultimamente di levarsi la fedina ed il nostro braccialetto finché i miei non chiederanno scusa dell’intromissione. Ecco,io so benissimo che i miei non chiederanno mai scusa perché hanno agito come qualsiasi genitore agirebbe..e si benissimo anche che lui non si smuovera’. Quello che forse non capisce è che se siamo arrivati qui è solo ed esclusivamente colpa nostra. Mia,perché io tendo ad incolparmi,a inplorarlo e correre dietro per non perderlo e lui perché si mette sempre sul piano della freddezza. È come se non ci capissimo. Io sto male per questa situazione perché sono innamorata e vorrei tanto che tutto si sistemasse..
Spero che riceverò qualche consiglio ed intanto ti ringrazio per questa stupenda pagina che hai creato. Ti chiedo di mantenere l’anonimato quando la scriverai. In bacio grande.

DONNA DEL 2018

È difficile essere donna nel 2018.
Se sei bella ti criticheranno su tutto e dovrai dimostrare di non essere vanitosa, di non aver avuto un posto di lavoro per aver concesso favori speciali, dovrai anche dimostrare alle altre donne che non è finto il tuo seno e non sono rifatte le tue labbra, che i tuoi capelli non sono extensions.
Allora cercherai di renderti meno appariscente, di studiare sodo e lavorare, abiti poco vistosi, serietà estrema e tirerai su anche un paio di bambini, portando persino uno stipendio a casa, perché “una noce sola nelle tasche non suona”.
Poi una mattina ti svegli e ti accorgi che tuo marito guarda “quelle belle”, quelle che sui social hanno foto sorridenti ed eleganti, che si truccano ed escono con le amiche, e tu diventi la brava ragazza da stimare, perché sei unica, sei una gran lavoratrice e non hai mai guardato un altro uomo.
Eppure tuo marito guarda e corteggia le altre, quelle belle.
Eppure lo eri anche tu bella, una volta.
Poi la gente diceva che se una donna è bella e posta foto sui social, è poco seria, non può essere una brava moglie, una brava professionista, perché ha un’immagine leggera. Perché un bravo avvocato o una brava professoressa o una pediatra, devono apparire pesanti, altrimenti non fanno bene il proprio lavoro.
Scusate, ma chi le ha dette queste cose?
E perché dopo tutta la fatica che hai fatto, tuo marito perde la testa per una che non ha mai letto un libro, ma ha il sedere sodo come Belen, che passa i pomeriggi in palestra, mentre tu cresci i suoi figli, con cui lui si farà le foto profilo su facebook senza di te, per apparire un bravo papà, e piacere a quelle col sedere alla Belen, mentre in realtà i figli li hai cresciuti tu.
Allora la storia è questa.
Non vogliamo essere più le brave mogli da stimare e portare a cena nei giorni comandati, che guai a chi ce le tocca, ma poi desiderate le altre.
Non vogliamo essere più neanche le belle donne, desiderate da tutti ma amate veramente da nessuno.
Non vogliamo più avere nessuno dei due ruoli.
Vogliamo essere le donne che ci meritiamo di essere: belle, forti, serie, fedeli, amate e rispettate ma anche desiderate, perché una donna ha bisogno della stima del proprio uomo, ma anche del suo desiderio, che sia puntato proprio su di lei, e se dovremo passare qualche pomeriggio in più in palestra a fare gli squat, non ci lamenteremo, perché ” chi bella vuol apparir, almeno un poco ha da soffrir”.

– Miriam Messina

ERO DIVERSA

Quella mattina mi alzai
spostai le tende
che erano azzurre come sempre
e guardai fuori
come sempre.
Il giardino era sempre lo stesso
eppure i miei pensieri erano diversi.
Durante la giornata presi
il solito caffè al solito bar
e andai al lavoro
al solito posto
come sempre.
Eppure i miei pensieri
erano diversi.
Io ero diversa.
Ero cambiata.
Da quando lo avevo conosciuto
ero cambiata.
Ero una persona diversa
certamente migliore
più sensibile
più attenta
più serena.
Perché l’amore ci cambia
e ci cambia sempre in meglio
altrimenti non è amore
ma qualsiasi altra cosa
a cui devi dare un altro nome.

– Miriam Messina