ADDIO ANGELICA, paladina della lotta contro la fibrosi cistica, vittima di un furto di foto e immagini, da una donna di Ischia senza scrupoli.

“Sono nata con la Fibrosi Cistica tra le braccia di due genitori meravigliosi. Mi hanno riempita di dolcezza e forza ogni giorno, mi hanno curata con precisione e determinazione. Le terapie giornaliere non erano altro che un’ulteriore dimostrazione d’amore, un’occasione per riempirmi di coccole ed attenzioni. La mia meravigliosa sorella tiene stretta la mia mano sin da quando eravamo piccine, non mi ha mai fatto sentire diversa ma mi ha trasmesso tutto il suo essere speciale. Hanno trasformato ricoveri, flebo, punture, aerosol e antibiotici in una quotidianità necessaria ma per niente pesante. Sono stati in grado di far diventare la Fibrosi Cistica la ragione che mi spinge a godermi ogni istante della vita con una passione fuori dal comune ed è a loro che devo ogni mio respiro.

Crescere con questa malattia significa capire che vivere è la cosa più bella e rara al mondo e che i più, esistono solamente.
Significa amare profondamente e sorridere con il cuore, vedere le cose in maniera diversa, meditare sulla mia vita con urgenza appassionata.

La Fibrosi Cistica è probabilmente la causa dei miei più grandi problemi e pensieri, ma è questa bestia che mi ha fatto diventare quella sono, che mi ha fatto conoscere le persone più importanti e speciali, che mi ha fatto capire i valori della vita, che mi ha circondato di persone stupende.

Sostenete la ricerca, vogliamo guarire!”

Angelica Angelinetta scriveva queste parole sul suo profilo facebook. E’ morta ieri 22 ottobre 2018, a soli 26 anni12046640_10205041300247968_8640070184038226090_nlottando fino alla fine col suo ineguagliabile sorriso. Era diventata una paladina per la lotta a questa malattia, raccogliendo migliaia e migliaia di euro, con iniziative lanciate da lei e dai suoi familiari e amici, per raccogliere fondi per la ricerca.  Tra le tante iniziative, la Marafibrositona,  una corsa non competitiva, sulle rive del lago di Como, che a settembre è giunta alla 4° edizione ed ha raggiunto la somma record di 80.000 euro.  In questo momento a Dongo, sul lago di Como, si stanno celebrando i funerali di questa fantastica ragazza, che col suo coraggio ha dato speranza per sconfiggere questa malattia.

Noi ischitani questo bel viso lo avevamo conosciuto due anni fa, per una vicenda che ancora adesso ci lascia inorriditi e basiti per la sua crudeltà. Una donna di Ischia rubò le foto di Angelica dai social network, rubò le foto di sua sorella, del suo fidanzato, delle sue amiche e persino dei suoi genitori, per crearne un fake, ovvero il profilo di una persona non esistente a cui diede anche un nome: Irene De Luise.

Per molti mesi la donna di Ischia si è collegata ogni mattina al suo pc, e spacciandosi per Irene De Luise, inviava richieste di amicizia e commentava in modo ammiccante le foto  di ragazzi e uomini ischitani. Utilizzando l’immagine fresca e sorridente di Angelica, inventava storie, scriveva post  per sedurre e far immaginare un arrivo e un incontro a Ischia, arrivando persino a ricattare.  La donna ischitana trascorreva molte ore al pc, immaginando davvero di essere lei, inventava uscite con le amiche (che erano le amiche di Angelica) postando foto di viaggi favolosi con le foto del  fidanzato vero di Angelica. Lo squallore massimo di questa vicenda toccò l’apice quando venne persino simulata la morte del vero padre di Angelica e a Ischia uscirono addirittura dei manifesti funebri con un nome e cognome inventati dalla paranoica donna.  L’inganno venne poi scoperto quando qualcuno dei contatti di Angelica, scoprì che c’era stato un furto di immagine.

Il movente di questa vicenda, pare siano stati i ricatti che la donna ischitana ha perpetrato ai danni degli uomini isolani cascati nella sua rete. Il mio pensiero però è che la mente umana sia diabolica, ad inventare simili inganni, e io credo che la donna credesse davvero di essere Irene, immedesimandosi nel personaggio, al punto che nessuno si sia accorto che Irene fosse un fake e non un profilo reale.

Oggi che questa straordinaria ragazza, così piena di voglia di vivere, così pura, così coraggiosa, è volata in cielo, mi chiedo perché, tra  tanti profili che c’erano su facebook, sia stata scelta proprio lei, che  lottava contro un male così terribile. Perché infierire rubando le foto di una vita, che era già stata messa così a dura prova dal destino?

Parlo a nome di tutto il popolo ischitano, spero che oggi leggendo la notizia, questa donna si sia profondamente vergognata, che si sia sentita un verme della peggior specie, per essersi permessa di violare, anche se solo mediaticamente,  l’esistenza di una ragazza come Angelica, che era angelica di nome e di fatto e adesso sarà un angelo meraviglioso e grazie al suo impegno, noi speriamo che la fibrosi cistica venga finalmente sconfitta.

Miriam Messina

 

 

 

 

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MEDIAMENTE FELICI

Si è mediamente felici quando si fanno le cose che ci fanno stare bene, si è doppiamente felici quando si fa qualcosa che fa stare bene chi amiamo. La vera felicità senza condivisione non esiste: è un surrogato, un fake, un falso.

– Miriam Messina

ANCHE SE SOFFRI

Anche se soffri, nessuno ti deve nulla.
Non è colpa degli altri.
Piuttosto usa il dolore per crescere e per guardarti dentro.
Quando starai meglio, sarai capace di riconoscere chi merita di stare vicino a te, anche come semplice amico.

– Miriam Messina

ALTERNANZA

L’amore è alternanza, solo così possiamo descriverlo…
Un giorno ci consola come un amico, come un fratello.
Un giorno ci fa soffrire come il peggior nemico, e le spire dell’ odio più potente s’ insinuano tra i nostri pensieri.
Un altro giorno ci scuote la passione più esaltante, e il giorno dopo ancora la tenerezza più dolce,
sempre verso quell’ unica persona,
con mille colori, mille emozioni, tutte in girotondo intorno, dentro e fuori, forza e debolezza, dolcezza e violenza,
ricordo e oblio,
mai più e per sempre,
addio,
no, ancora…
insieme…

– Miriam Messina 44716170_1634172850015809_5160544351654248448_n

UNA GIORNATA SUL SET DI HOLLYWOOD

Martedì 16 la sveglia è suonata alle 3.30. Appuntamento alle 4.15 con la mia amica Anna, direzione Sant’Angelo, in un hotel adibito a base di ritrovo per le comparse e i membri della produzione del film. La maggior parte erano già arrivati ed erano seduti al buio, ai tavolini all’aperto dell’hotel. Ci siamo guardate intorno per vedere se conoscevamo qualcuno e ci siamo aggregate a un gruppo di simpatiche ragazze. Quando sono arrivati tutti, hanno cominciato a chiamarci per vestirci, con ciò che avevano già deciso per noi in una prova costume del giovedì precedente. Anna ed io, sapendo di dover indossare degli abiti estivi, ci siamo messi in coda alla fila, per evitare di prendere molto freddo e restare ancora un poco con il nostro outfit autunnale . Fortuna che a un certo punto è arrivato il sevizio catering che ci ha offerto brioche e caffè.
E’ stato bello ritrovarci con molti amici che avevano partecipato anche al film “L’amica geniale”, in quanto la produzione di reclutamento comparse, era la stessa, e ci hanno telefonate per proporci la parte, senza un ulteriore provino.
Dopo il trucco-parrucco, ci hanno accompagnati con varie navette al borgo di Sant’Angelo, mentre iniziava ad albeggiare.
Scendendo per le stradine del borgo, già immaginavo che avrei avuto problemi con gli alti zatteroni  che mi avevano fatto indossare. Con noi c’era la simpatica costumista americana che mi ha fornito di sandaletti bassi, arancioni come il mio vestito e con cui sono stata comodissima tutto il giorno.
Anche se a Ischia in quei giorni faceva caldo, laggiù c’era un vento molto freddo, che ha messo a dura prova tutti noi, vestiti di abiti leggerissimi, da mare. Ci hanno cominciato a dividere in gruppi, sparsi per le stradine del borgo ed è stato emozionante constatare che quel meraviglioso posto, frequentato continuamente da turisti, era soltanto nostro, chiuso a tutto il resto della gente. Fortuna che avevamo delle grandi borse da mare in cui abbiamo messo dei giubbettini per ripararci dal freddo, che dovevamo togliere ovviamente appena partiva il “ciak si gira”. La mia amica Anna, nella prima parte della mattinata, è stata in fondo, sui pontili, dove tirava un vento terribile, io invece sono stata comodamente seduta ai tavolini del famigerato bar “Il Pirata” in cui ero ripresa con altri figuranti, da inquadrature dall’alto, che mostravano le bellezze della mia meravigliosa terra. A un certo punto abbiamo notato un gran movimento e ci siamo resi conto che erano arrivati gli attori principali. Chris Hemsworth si è presentato vestito di una bellezza mozzafiato che non lascia dubbi a nessuno. Camicia azzurrina e pantaloni rosa chiaro, impeccabile con la sua riga a lato e il ciuffetto biondo dei suoi capelli da bambolotto della marvel. Lo abbiamo visto spesso fare videochiamate con la moglie e i figli e ruotare il telefono per mostrare il panorama. Nessuna ombra di snobismo o di nervoso in tutta la giornata, disponibile a fare selfie con tutti coloro che si avvicinavano. Ammetto di non averglielo chiesto, lo tenevo vicino, non volevo disturbarlo con una richiesta così banale, anche perché lo confesso, non sapevo neanche chi fosse, prima di questo film. Ho tentato di godere il momento, fotografando con gli occhi il mare e le barche, la magia di quell’istante, condividendo più possibile le emozioni con le altre comparse come me, ben sapendo, che come era accaduto durante le riprese de “L’amica geniale”, avremmo ricordato quei momenti per sempre. D’improvviso ci hanno detto di andare da un altro lato del borgo, su un molo, in cui abbiamo dovuto fingere di chiacchierare come un qualsiasi gruppo di turisti, dopo un bagno di mare. Abbiamo iniziato fingendo, ma poi, visto che la scena veniva ripetuta un’infinità di volte, ci siamo conosciuti veramente, parlando parlando ci siamo scordati che stavamo girando un film e ci siamo raccontati di tutto, un ragazzo ci ha confidato di essere stato in fin di vita per un incidente sul lavoro, e che poi miracolosamente si è svegliato, che mentre a noi il freddo sulle braccia dava fastidio, a lui invece faceva proprio male, e che non sarebbe guarito mai del tutto. Ho disobbedito quando ho indossato il mio giubbettino portafortuna rosso, sperando che, essendo di spalle alla camera, e coperto dai miei lunghi capelli, non se ne accorgessero, e invece è arrivata una costumista che mi ha pesantemente redarguita. Quante belle ragazze che c’erano tra le comparse, una più bella dell’altra, tutte coraggiose a sfidare il vento con i loro calzoncini corti e i top leggeri, ma sulla pelle c’erano costantemente i puntini della pelle d’oca.
Poi cambio scena: chi aveva il costume è stato dirottato sulla spiaggia e mi sono ritrovata sdraiata su un esclusivo lettino della spiaggia di Sant’Angelo, mentre il bel Chris e la sexy Tessa Thompson, giravano altre scene sui pontili.
Finalmente la pausa pranzo. Neanche il tempo di aprire il cestino che ci hanno distribuito e di assaggiare la favolosa pasta al pesto, affiancata da insalata caprese, che con l’appetito che avevamo, appariva più gustoso di qualsiasi altro piatto ci avessero proposto, che mi sento chiamare, insieme a un ragazzo di nome Luca, che dovevamo rappresentare una coppia elegante che saliva in barca e faceva un giro nel meraviglioso specchio d’acqua della baia. In quel momento ci siamo sentiti davvero dei vip. Eravamo sul pontile con gli attori principali accanto, in attesa che arrivasse la barca e che preparassero la scena. Luca ed io non ci conoscevamo, ed eravamo anche piuttosto imbarazzati di dover interpretare una coppia di innamorati. Tessa era a pochi centimetri da me, col suo tailleur nero e i tacchi altissimi, sempre molto sorridente. Aveva due truccatori intorno che le incipriavano il viso e ritoccavano il rossetto e lei invece si lavava i denti con uno strano spazzolino (forse alieno? ) piccolo e maneggevole, che usava con grazia e maestria. Mi stavo chiedendo invece il mio trucco in che condizioni fosse, se avevo il naso lucido o la matita sbavata, ma nessuno badava a noi, gente ordinaria, tutte le attenzioni erano per la dolce Tessa.
In quel mentre Luca mi guarda in modo strano e mi dice: “scusa hai qualcosa tra i denti”… era il pesto, che minacciava il mio sorriso hollywoodiano, e meno male che Luca aveva avuto la sincerità di dirmelo.
Ecco che comincia la scena, noi che passeggiamo sul pontile, la barca si avvicina, sale Luca, poi mi porge la mano e salgo anche io con movimento elegante (anche se nella mia testa pensavo di inciampare). In barca dico: ” Luca guardami e fai la faccia innamorata”, ma siamo molto imbarazzati. Luca continuava a ripetere che aveva fame, ma poi si è convinto che stavamo facendo una scena importante e si è scordato della succulenta pasta al pesto che ci attendeva sui tavolini, in piazza.
Quando la barca riattaccava al molo, c’erano Chris e Tessa che ci guardavano, fino al momento in cui il regista gridava: STOOOOOP.
Dopo aver ripetuto la scena almeno 5 volte, siamo tornati a vedere se i nostri pasti erano ancora lì e per fortuna abbiamo potuto finire il pranzo.
Subito dopo, una nuova scena in cui dovevamo passeggiare sul pontile, davanti alla mitica signora Brigida, che interpretava una pescivendola. Brigida è una signora anziana, ma molto forte e resistente, che non si è mai lamentata di nulla, anzi dava la carica a tutti noi.
Questa scena è stato il momento più duro per tutti, perché è stata ripetuta più di 25 volte, eravamo distrutti.
Chris e Tessa erano nel negozio “Il Pellicano” a girare delle scene e poi uscivano, in quel momento sentivamo urlare: “MOVIMENTO”, con voce furiosa, e scattavamo per passeggiare, fingendo di scegliere il pesce dalla signora Brigida e parlando tra noi, nel modo che fosse più credibile possibile, mentre sognavamo un caffè e un gelato.
Credo che al venticinquesimo ciak andassimo avanti per inerzia, ritornando al nostro posto iniziale e ricominciando la scena come fosse la prima volta.
C’erano due ragazze su un motoscafo che sono restate tutto il tempo in costume da bagno, per tutte le volte in cui è stata girata questa scena, e le ho ammirate per il loro stoicismo nel non lamentarsi neanche un momento.
Terminata finalmente la lavorazione della famigerata scena del negozio, hanno preparato un tavolo dove servivano focacce, torta caprese, tisane calde e caffè e, ammutoliti e infreddoliti, ci siamo approvvigionati di calorie e bevande calde.
Me ne sono tornata al bar “Il Pirata”, sperando che le scene da girare fossero finite. Invece mancava un’ultima scena e ho ammirato la mia amica Anna, che subito si è alzata per essere presente all’ultima , in cui si passeggiava nella piazza centrale.
Verso le 18 ci hanno detto che dovevamo tornare in hotel per cambiarci. I taxi sono venuti a prenderci e quando siamo arrivati in hotel, abbiamo dovuto fare un’altra fila per toglierci i vestiti e riprendere i nostri.
Mi ero affezionata al mio vestito arancione, che mi era stato modificato su misura dalla sarta e che mi aveva tenuto compagnia in questa lunga giornata. Ho chiesto alla costumista se avessi potuto acquistarlo, ma purtroppo non è stato possibile. Anna ed io siamo andate via frastornate. Non ci siamo quasi salutate con gli altri, eravamo davvero tutti stanchi.
Il giorno dopo avremmo ripensato a tutte le foto che non avevamo scattato, a tutti i numeri di telefono che non ci eravamo scambiati, a tutti i saluti finali che non abbiamo badato a fare, perché esauste.
Il giorno dopo avremmo rimpianto tante cose, perché giorni simili ne capitano davvero pochi nella vita, e soltanto chi ha vissuto le emozioni con noi può capirci.
Il giorno dopo c’è la nostalgia, perché si torna alla solita vita e ai soliti orari, ma Anna ed io, insieme a tutti gli altri, ogni volta che torneremo a passeggiare per le stradine di Sant’Angelo, ripenseremo a quella magnifica giornata del 16 ottobre 2018, in cui siamo state attrici di Hollywood e chissà, chissà in quante scene ci rivedremo tra qualche mese sul grande schermo.
Anna era vestita color senape e io di arancione.
Fateci caso quando vedrete al cinema e poi in tv, “Men in black 4”.44250773_1629364280496666_8658186578725699584_n

POTRAI

Nella tua vita accadranno diversi avvenimenti spiacevoli. Spesso saranno anche cose di poco conto, come per esempio, la perdita di oggetti a cui tieni particolarmente, o delusioni per persone di cui ti fidavi. Ci saranno poi i lutti, non potrai evitarli. Ti sentirai lacerato dentro, saranno giorni, settimane o mesi bui.
Come potrai difenderti da questa vita? Potrai difenderti costruendo tantissimi momenti di piccole felicità, cogliendo le occasioni di gioia, stringendo nuove amicizie, ricominciando ad amare anche quando non ci credi più, telefonando a quell’amica per andare a fare un giro o prendere un caffé, oppure accettare quando quell’amica ti chiamerà per un caffè, invece di rifiutare con scuse banali. Potrai risparmiare i soldi che guadagnerai, per investirli in un sogno in cui credi, fosse anche un corso di pasticceria, che sogni di fare da sempre. Potrai donare amore ai bambini che non ne hanno, se non avrai figli tuoi. Potrai abbracciare e coccolare una vecchia zia, se ti mancherà l’abbraccio confortevole della tua mamma. Potrai truccarti ogni mattina usando dei colori luminosi, e mentre disegnerai i contorni delle tue labbra e dei tuoi occhi, ti vedrai più bella, e per incanto sorriderai di più, perché la bellezza è contagiosa e porta luce intorno.
Potrai comprare una pianta, anche se non hai il pollice verde e pensi che a casa tua non fioriscano bene, tu comprala lo stesso e innaffiala, guardala, toccala. Potrai passare un freddo pomeriggio d’inverno in pasticceria e comprarti una fetta di torta, anche se sei a dieta, perché una fetta di torta, mangiata piano piano, gustandola, non ti farà ingrassare, ma ti toglierà quella voglia sbagliata di dolce, che cerchi di colmare di nascosto col barattolo della nutella. Potrai decidere di non aprire più la scatola dei ricordi che hai in soffitta, perché sappilo, che i ricordi, spesso sono zavorre, che ci appesantiscono e ci tolgono lo spazio vuoto di cui ha bisogno la nostra testa per respirare.
Potrai dormire fino a tardi una domenica, perché se anche pulisci la casa, domani si sporcherà di nuovo, mentre una bella dormita ti regalerà voglia di fare cose nuove ed energia per produrre il doppio, nella metà del tempo.
Potrai guidare più lentamente in macchina, anche se vai di fretta, e non trasformare ogni uscita in auto in una serie di imprecazioni contro il traffico e la gente, perché i tuoi figli che ti sentono sempre irritata e nervosa, diventeranno adulti irritati e nervosi.
Potrai decidere di premiarti ogni giorno, e la motivazione per i premi che ti concederai, sarà che stai facendo scorte di felicità, per quei momenti in cui di felicità non ne avrai e dovrai essere forte, molto forte.
Nei momenti bui ripenserai a tutte queste piccole felicità, che saranno i tuoi braccioli colorati da infilare alle braccia, per non annegare nel mare tempestoso, che è la nostra esistenza.

– Miriam Messina

SELFIE

Ciao sono Miriam e anche se mi trovo particolarmente bella, non pubblico più selfie da un bel po’. Se ho una maglietta nuova non non più l’ istinto di farmi una foto, ma esco prima di casa senza perdere tempo e vivo giornate di qualità, perché parliamoci chiaro ragazze, prima di pubblicare un selfie, ne scattiamo perlomeno 5, poi controlliamo la luce, lo sguardo, il rossetto. Sono già trascorsi 20 minuti. Poi appena pubblicato, diamo una sbirciatina ai primi like, e perdiamo altri dieci minuti. Neanche il tempo di uscire e parcheggiare l’auto, che diamo un’ altra controllata per curiosità e cominciamo a rispondere ai vari commenti veri o falsi, di apprezzamento. Giusto il tempo di fare una commissione e andiamo a riguardare la nostra foto quanti like ha preso, ci chiediamo perché quella persona non l’abbia messo e pensiamo alle nostre false amiche che stanno morendo di invidia. Alla fine della giornata per un selfie avremo perduto circa un’ ora e mezza, e che cosa ci siamo ritrovate? Un bel niente. Tempo perso. Nessun uomo si è innamorato per un selfie, anzi avrà pensato che siamo sexy per una notte e via ma di certo non perde la testa per una che si autopubblica. Vi parla una che a ogni foto prende tra i 300/500 like. Vi posso assicurare che quei like sono restati li, imbalsamati come il nostro sorriso. Siamo belle anche senza fotografarci. Saranno gli altri a farlo se ci troveranno belle. Riprendiamoci la nostra vita vera che ci dara’ gioie ben più esaltanti che qualche like o cuoricino.

EMPATIA

Quando stai provando un dolore profondo non servono troppe parole.
Il meglio che può capitarci è incontrare qualcuno che sia capace di scordare sé stesso per un attimo e accogliere la nostra sofferenza e condividerla con noi.
La chiamano empatia, è la capacità di un essere umano di provare le stesse emozioni di un suo simile e farlo sentire meno solo.

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IL MOMENTO

Non capisci mai di amare una persona
quando ce l’hai davanti,
ma lo capisci sempre in un momento in cui non è fisicamente presente.
Magari stai camminando per strada con un amico o stai acquistando un etto di prosciutto al supermercato,
forse stai facendo benzina o stai parlando con qualcuno di attraente, 
ma senti che quella persona lo è di più,
e vorresti stare a parlarci insieme in quel momento,
perché è più bello parlare con quella persona e fare qualsiasi altra cosa soltanto
con quella persona.

– Miriam Messina

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