POTRAI

Nella tua vita accadranno diversi avvenimenti spiacevoli. Spesso saranno anche cose di poco conto, come per esempio, la perdita di oggetti a cui tieni particolarmente, o delusioni per persone di cui ti fidavi. Ci saranno poi i lutti, non potrai evitarli. Ti sentirai lacerato dentro, saranno giorni, settimane o mesi bui.
Come potrai difenderti da questa vita? Potrai difenderti costruendo tantissimi momenti di piccole felicità, cogliendo le occasioni di gioia, stringendo nuove amicizie, ricominciando ad amare anche quando non ci credi più, telefonando a quell’amica per andare a fare un giro o prendere un caffé, oppure accettare quando quell’amica ti chiamerà per un caffè, invece di rifiutare con scuse banali. Potrai risparmiare i soldi che guadagnerai, per investirli in un sogno in cui credi, fosse anche un corso di pasticceria, che sogni di fare da sempre. Potrai donare amore ai bambini che non ne hanno, se non avrai figli tuoi. Potrai abbracciare e coccolare una vecchia zia, se ti mancherà l’abbraccio confortevole della tua mamma. Potrai truccarti ogni mattina usando dei colori luminosi, e mentre disegnerai i contorni delle tue labbra e dei tuoi occhi, ti vedrai più bella, e per incanto sorriderai di più, perché la bellezza è contagiosa e porta luce intorno.
Potrai comprare una pianta, anche se non hai il pollice verde e pensi che a casa tua non fioriscano bene, tu comprala lo stesso e innaffiala, guardala, toccala. Potrai passare un freddo pomeriggio d’inverno in pasticceria e comprarti una fetta di torta, anche se sei a dieta, perché una fetta di torta, mangiata piano piano, gustandola, non ti farà ingrassare, ma ti toglierà quella voglia sbagliata di dolce, che cerchi di colmare di nascosto col barattolo della nutella. Potrai decidere di non aprire più la scatola dei ricordi che hai in soffitta, perché sappilo, che i ricordi, spesso sono zavorre, che ci appesantiscono e ci tolgono lo spazio vuoto di cui ha bisogno la nostra testa per respirare.
Potrai dormire fino a tardi una domenica, perché se anche pulisci la casa, domani si sporcherà di nuovo, mentre una bella dormita ti regalerà voglia di fare cose nuove ed energia per produrre il doppio, nella metà del tempo.
Potrai guidare più lentamente in macchina, anche se vai di fretta, e non trasformare ogni uscita in auto in una serie di imprecazioni contro il traffico e la gente, perché i tuoi figli che ti sentono sempre irritata e nervosa, diventeranno adulti irritati e nervosi.
Potrai decidere di premiarti ogni giorno, e la motivazione per i premi che ti concederai, sarà che stai facendo scorte di felicità, per quei momenti in cui di felicità non ne avrai e dovrai essere forte, molto forte.
Nei momenti bui ripenserai a tutte queste piccole felicità, che saranno i tuoi braccioli colorati da infilare alle braccia, per non annegare nel mare tempestoso, che è la nostra esistenza.

– Miriam Messina

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SELFIE

Ciao sono Miriam e anche se mi trovo particolarmente bella, non pubblico più selfie da un bel po’. Se ho una maglietta nuova non non più l’ istinto di farmi una foto, ma esco prima di casa senza perdere tempo e vivo giornate di qualità, perché parliamoci chiaro ragazze, prima di pubblicare un selfie, ne scattiamo perlomeno 5, poi controlliamo la luce, lo sguardo, il rossetto. Sono già trascorsi 20 minuti. Poi appena pubblicato, diamo una sbirciatina ai primi like, e perdiamo altri dieci minuti. Neanche il tempo di uscire e parcheggiare l’auto, che diamo un’ altra controllata per curiosità e cominciamo a rispondere ai vari commenti veri o falsi, di apprezzamento. Giusto il tempo di fare una commissione e andiamo a riguardare la nostra foto quanti like ha preso, ci chiediamo perché quella persona non l’abbia messo e pensiamo alle nostre false amiche che stanno morendo di invidia. Alla fine della giornata per un selfie avremo perduto circa un’ ora e mezza, e che cosa ci siamo ritrovate? Un bel niente. Tempo perso. Nessun uomo si è innamorato per un selfie, anzi avrà pensato che siamo sexy per una notte e via ma di certo non perde la testa per una che si autopubblica. Vi parla una che a ogni foto prende tra i 300/500 like. Vi posso assicurare che quei like sono restati li, imbalsamati come il nostro sorriso. Siamo belle anche senza fotografarci. Saranno gli altri a farlo se ci troveranno belle. Riprendiamoci la nostra vita vera che ci dara’ gioie ben più esaltanti che qualche like o cuoricino.

EMPATIA

Quando stai provando un dolore profondo non servono troppe parole.
Il meglio che può capitarci è incontrare qualcuno che sia capace di scordare sé stesso per un attimo e accogliere la nostra sofferenza e condividerla con noi.
La chiamano empatia, è la capacità di un essere umano di provare le stesse emozioni di un suo simile e farlo sentire meno solo.

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IL MOMENTO

Non capisci mai di amare una persona
quando ce l’hai davanti,
ma lo capisci sempre in un momento in cui non è fisicamente presente.
Magari stai camminando per strada con un amico o stai acquistando un etto di prosciutto al supermercato,
forse stai facendo benzina o stai parlando con qualcuno di attraente, 
ma senti che quella persona lo è di più,
e vorresti stare a parlarci insieme in quel momento,
perché è più bello parlare con quella persona e fare qualsiasi altra cosa soltanto
con quella persona.

– Miriam Messina

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L’AMORE PURO

Ho dovuto aspettare
davvero tanto tempo
nonna 
perché le tue parole
avessero un senso
e risuonassero cristalline
alle mie orecchie
come se le avessi pronunciate
questa mattina
e non una marea di anni fa.

“Piccola mia non piangere per
questo ragazzo
che tra un paio di mesi
avrai già dimenticato.
Riconoscerai l’amore
quando arriverà,
perché ti apparirà
come qualcosa di talmente
pulito e giusto,
talmente ovvio
nella sua naturalezza
che qualsiasi persona o cosa
al suo cospetto
sembrerà sbiadita
e sporca.
Qualsiasi situazione
potrete mai vivere
sarà limpida,
perché limpidi
saranno i vostri cuori.
Perché l’amore vero
tutto purifica
e tutto fa splendere.”

– Miriam Messina

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LA MANCANZA

La mancanza non la avverti mai subito, arriva come un ospite inaspettato in una mattina di primavera, in quelle giornate in cui sembra tutto così lineare, in cui non c’è vento, né pioggia, né troppo sole, e state portando a spasso la vostra esistenza su un passeggino economico e sicuro. Quando il ritmo del vivere vi culla e vi riscalda in un torpore di piccole cose che sembrano tanto importanti e a cui annodate i pensieri ora dopo ora, fino al calare della sera e al dopocena, sempre uguale e rassicurante. Quando le giornate sono attaccate le une alle altre come le tessere del domino, diverse, ma sempre uguali nella forma. Basta poi uno squarcio, una parola, una fotografia, un pezzo di canzone, un nome ascoltato per strada, per riportare tutto il vortice direttamente alla punta, direttamente al punto più doloroso. Quella è la mancanza che toglie il fiato, perché in quell’attimo le tessere del domino cadono dal tavolo e i pensieri diventano farfalle impazzite in una stanza troppo piccola. La giornata non ha più un’ora di pranzo e un’ora di cena, non ha più quelle telefonate tranquille e quei caffè sorridenti, quell’ordine e quella pace che ci congelano la mente. La giornata diventa soltanto mancanza, asfissia, ricerca, vuoto, rimpianto. La mancanza che diventa la protagonista senza averla invitata, perché ci sono persone che vogliamo vicine, senza le quali non ha senso, perché sono la nostra luce, la nostra forza e il nostro destino, disperatamente ci restano attaccate all’anima e ci chiamano da lontano, attraverso segni che possiamo ascoltare soltanto noi e che gli altri non possono comprendere.

– Miriam Messina

LE ANIME

Quando sono le anime a scegliersi, bisogna obbedire, perché è l’unica via giusta, che porta al senso vero dell’esistenza.
Poveri coloro che faranno finta di non ascoltare il battito.
Poveri coloro che resteranno in superficie, sotto un cielo finto azzurro, che si sgretolera’ al primo temporale.

– Miriam Messina

LA CONFUSIONE

È sempre nei momenti di confusione che riusciamo a vedere la nostra vita più chiaramente, perché siamo in allerta e abbiamo tutte le antenne più ricettive. Possono trascorrere anni e anni in cui facciamo una vita ordinata e serena, senza concludere nulla e poi nel caos e nel disordine mentale ed esterno riusciamo a concepire progetti e idee che ci salveranno la vita senza neanche rendercene conto.

– Miriam Messina

IL CUORE DI ANGELA

Il cuore di Angela si è fermato lì,
davanti a quella scuola
dove era il suo cuore di mamma e
davanti alla sua stessa madre,
che ha dovuto vedere sua figlia
perdere la vita
con i suoi increduli occhi.
Il cuore di Angela si è fermato
in un giorno di settembre,
davanti alla scuola
dove cominciava il nuovo anno
del suo bambino.
Il cuore di Angela
non era come gli altri:
custodiva sogni,
custodiva rime e poesie
per i bambini di tutto il mondo.
Il cuore di Angela era
un bellissimo cuore,
grande come i suoi occhi
e quante cose ancora
aveva da raccontare.
Quante filastrocche per tutti i bambini e
quante ninne nanne per il suo,
di bambino, che non potrà più
carezzare i riccioli
della sua mamma e perdersi
nei suoi grandi occhi blu.
Il cuore di Angela era
il cuore di una mamma,
di una figlia, di una poetessa,
ma soprattutto di una donna,
che ha avuto, come tante altre,
l’unica colpa di volersi riprendere
la sua libertà.
Il cuore di Angela si è fermato li,
e non batte più
per mano di quell’uomo
che avrebbe dovuto amarla
e per colpa di coloro che non hanno
saputo difenderla,
e giace adesso accanto alle altre
tante donne come lei,
uccise dalla stessa mano
che avrebbe dovuto proteggerle.
Angela, che il tuo splendido volto possa
essere l’immagine che proteggerà
tutte noi donne dalla ferocia
di queste belve.

Miriam Messina
in memoria di Angela Ferrara
15 settembre 2018

https://www.facebook.com/Miriamessina/

 

LA POSTA DEL CUORE

“Salve, sono una mamma di una bimba di 5 anni, nata da un grande amore… Peccato che lui è un grande manipolatore… Che all’inizio mi ha fatto vivere una favola… Un amore travolgente e passionale… Ho perso completamente la testa e gli ho dato tutta me stessa,anche l’anima… Per poi ritrovarmi in un incubo. Ho subito violenze psicologiche di ogni tipo. Non ero mai abbastanza… Ho accettato situazioni inaccettabili, offese, insulti sia a me che alla mia famiglia, perché volevo a tutti i costi portare avanti questa relazione e far crescere mia figlia con suo padre. Ma alla fine ho dovuto prendere una decisione… Non avevo più una vita.. Vivevo in ansia e con la paura addosso giorno e notte. Adesso sto molto meglio… Anche se mi porto ancora delle ferite dentro che non so se guariranno mai.. Ora vedo mia figlia, che ovviamente lo frequenta 3 giorni a settimana, completamente manipolata da lui. E questo mi fa molto male, non so quale sia la cosa meno peggiore tra crescere senza un padre o frequentare un padre così… Grazie a chi risponderà.”