IL PADRE E’ UNA PIETRA

Ognuno se lo porta dentro
il suo papà
il suo babbo
il suo papi.
Te lo porti dentro da vivo
e ancor più forte da morto.
Il padre è una pietra
nella nostra esistenza.
Pietra perché forte come
una roccia
o pietra perché resta lì
e non si toglie più
dai ricordi
belli o brutti.
Il volto di un padre
non ha lineamenti
è un volto unico
un quadro immobile.
Le parole di un padre
ci restano nelle orecchie
e ogni tanto le ripetiamo
con lo stesso suo tono.
A volte le richiamiamo noi
ma più spesso ci entrano
nella testa da sole
e non se ne vogliono andare.
Beati coloro che vedranno
il padre tornare bambino
nel tempo della vecchiaia
e avranno la possibilità
di fare da padre a un padre
per far chiudere un cerchio.
Il padre è una pietra
incastrata nel cammino
della nostra vita
per sempre.

Miriam Messina

 

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PARLATELE

Consiglio ai maschietti:
se volete conquistare una donna, parlatele.
Non importa se siete magri o robusti, se avete gli occhi marroni o azzurri, se siete biondi o pelati.
Parlatele, scegliete belle parole,
sceglietele una ad una. 
Perché i centri del piacere, nel cervello femminile, si attivano attraverso l’udito.

– Miriam Messina

LA BANALITA’ DEL DOLORE

La cultura ti salva sempre.
Non sei mai solo.
Perché in ogni dolore
la tua testa crea frasi
con parole desuete
che conoscono in pochi.
Le tue parole creano frasi
e nelle frasi ci puoi stare
come in un mucchio di cuscini comodi.
Gli ignoranti se soffrono
pensano:
“sto male”.
I colti hanno meandri di parole
aforismi
citazioni
in cui cullarsi
per farsi del bene
e guarire.
Quante scappatoie creano
le parole.
Potente balsamo di gioia
e forza.
Una frase giusta
ti salva sempre
dalla banalità
del dolore.

– Miriam Messina

SAI QUANDO?

Sai quando sarai diventato davvero adulto? Quando sarai capace di onorare i tuoi genitori e ringraziarli per averti dato la possibilità di esistere. Al di là dell’amore che avrai ricevuto. Al di là dell’infanzia che ti avranno donato e al di là di ciò che ti avranno o non ti avranno lasciato.

– Miriam Messina

IL PIU’ POTENTE AMORE

Sara guardava le foto
del passato
dell’uomo che amava 
e rifletteva.
Era incredibile come
gli apparisse estraneo,
lontano,
in quelle foto.
Era un altro uomo.
Sempre bello,
ma non suo.
Quando viveva
in una dimensione diversa
in cui lei ancora non c’era.

Come era possibile
che invece adesso
sembrava fosse talmente suo,
talmente affine,
da non poter credere
che ci fosse stato davvero
un tempo in cui
non si vivevano,
non si toccavano.

Sara guardava le foto
e rifletteva.
Non aveva capito niente
fino a quel momento.
Il più potente amore
non lega le persone
dalla nascita alla morte,
ma le lega in tempi magici
separati da spazi temporali.
Una persona non è mai
totalmente tua
perché appartiene soltanto
alla sua stessa esistenza.
Una persona è tua soltanto
nel tempo che vi è
concesso dall’universo
ed è l’universo
che dirige l’orchestra.
A noi tocca soltanto
danzare nella musica
che ci concede.

Il più potente amore
è tollerante
degli spazi che
l’universo regala
e non invade mai,
non pretende mai
eppure è il più
splendente di tutti
gli amori del mondo.

– Miriam Messina

GLI ANNI PERSI

La conoscete tutta questa malinconia?
La conoscete, la sentite ogni volta?
Perché ci ostiniamo a darle da mangiare?
Perché la accogliamo così a braccia aperte?
Malinconia, nostalgia, mancanza…
Sbagliamo, maledizione…
Sbagliamo!

Non serve a nulla crogiolarci
in questo stupido carosello
in questo inutile girotondo.
Dovremmo produrre azioni concrete
rimboccarci le maniche.
Nessuno ci osserva dall’alto
o dal più nero degli abissi
per premiarci per
questo sentire senza scopo.
Quanto tempo perduto,
canzoni su canzoni
giorni che non torneranno.
Non c’è alcuna medaglia
per il dolore.
C’è un prezzo invece:
gli anni persi che non
verranno restituiti mai.
Mai.

– Miriam Messina26731707_1301365689963195_7659152536608045014_n

TI MANDAI A CHIAMARE

26196487_1295394787226952_8245507594315575288_nTi ricordi  amore quella mattina
che ti mandai a chiamare.
Ti dissi di correre da me
perché finalmente
avevo compreso.
Ricordi amore come fu bello
dopo giorni e giorni di buio
svegliarsi una mattina
e avvertire il sole che si
insinuava tra le tende.
Un sole prepotente,
impetuoso.
Quel sole, amore
profumava di futuro
profumava di noi.

Ricordi amore quella mattina,
mi vestii con quel sole
mi truccai con quel sole
non misi nulla nella mia borsa
soltanto il profumo
uno nuovo,
un profumo che
non mi ricordasse nulla
ma che mi preparasse
a nuovi ricordi
solo nostri.

Ti mandai a chiamare
e tu venisti subito a prendermi
senza chiedermi nulla
senza falso orgoglio
senza parole
ma venisti direttamente.

Ricordi amore
che sorriso
che sguardo.
Eravamo pronti
per il nostro
meraviglioso futuro.

– Miriam Messina