L’AMORE TOSSICO

L’amore tossico è come le sigarette.
All’inizio ti manca in un modo incontenibile, ma se riesci a superare il periodo critico, ti rendi conto che è stupendo starne senza, ti senti ossigenato, purificato e alla fine, anche solo l’odore del fumo o semplicemente a pensare a quella persona, ti viene un senso di schifo.

– Miriam Messina93435461_2551829991583419_7957640364360204288_n

IL SEME

Stamattina ho fatto un buco, sì un buco nel terreno di un piccolo pezzo di terra nel mio giardino.
Scavando con le dita, senza guardarmi intorno, ho trovato un seme.
L’ ho tenuto stretto forte nel pugno della mia mano.
Quel seme è la mia vita, sì sono io.
Ha il mio nome. L’ ho pulito, l’ho messo in un bicchiere e l’ho poggiato sulla tavola. Mentre lo guardavo ho rivisto me da piccola, gli errori, le paure, le sconfitte. Ho rivisto tutti i piccoli traguardi che ho sempre raggiunto, le persone che ho amato e quelle che mi hanno amato. In quel seme ci sono io, la mia vita, che è solo mia, perché il seme è uno.
Intorno a me c’è adesso paura, sgomento, incertezza. Io sono serena. Il mondo fuori non è il mondo dentro.
La forza non va presa dall’esterno, dagli oggetti, dal denaro, dalle persone, ma da dentro. Fate anche voi la vostra buca. Se non avete un terreno, prendete un vaso e scavate, fino a che non troverete il vostro seme. Se il seme non basta per darvi serenità, vuol dire che non siete ancora pronti. In quel caso dovrete cercare dei maestri, intelligenti, generosi, colti, divertenti e con esperienza di vita.
Trovate bravi maestri, ma tenete l’occhio sempre puntato sul vostro seme e non avrete più paura.
– Miriam Messina

LA MANCANZA

La mancanza non la avverti mai subito, arriva come un ospite inaspettato in una mattina di primavera, in quelle giornate in cui sembra tutto così lineare, in cui non c’è vento, né pioggia, né troppo sole, e state portando a spasso la vostra esistenza su un passeggino economico e sicuro. Quando il ritmo del vivere vi culla e vi riscalda in un torpore di piccole cose, che sembrano tanto importanti e a cui annodate i pensieri ora dopo ora, fino al calare della sera e al dopocena, sempre uguale e rassicurante. Quando le giornate sono attaccate le une alle altre come le tessere del domino, diverse, ma sempre uguali nella forma. Basta poi uno squarcio, una parola, una fotografia, un pezzo di canzone, un nome ascoltato per strada, per riportare tutto il vortice direttamente alla punta, direttamente al punto più doloroso.
Quella è la mancanza che toglie il fiato, perché in quell’attimo le tessere del domino cadono dal tavolo e i pensieri diventano farfalle impazzite in una stanza troppo piccola. La giornata non ha più un’ora di pranzo e un’ora di cena, non ha più quelle telefonate tranquille e quei caffè sorridenti, quell’ordine e quella pace che ci congelano la mente.
La giornata diventa soltanto mancanza, asfissia, ricerca, vuoto, rimpianto. La mancanza che diventa la protagonista senza averla invitata, perché ci sono persone che vogliamo vicine, senza le quali non ha senso, perché sono la nostra luce, la nostra forza e il nostro destino, disperatamente ci restano attaccate all’anima e ci chiamano da lontano, attraverso segni che possiamo percepire soltanto noi e che gli altri non possono comprendere.

– Miriam Messina11015208_10153396687227922_4582715173232680104_n.jpg

IL PERIODO PIU’ BELLO

Sai quando comincia una donna a stare bene? Quando non si stupisce più per le delusioni, perché capisce che fanno parte del suo karma. Quando una donna riesce a stare serena, nonostante guardi la realtà nuda e cruda, e la ama lo stesso, allora comincia il periodo più bello della sua vita.

– Miriam Messinastraordinari-ritratti-celebrita-bianco-nero-irving-penn-cv-700x706.jpg

CHIUDETE IL CANCELLO

Sapete perché dovete tenere il cancello del vostro giardino chiuso bene? Perché la gente che passa non ci butti la sua mer.. dentro.
Non dovete permettere che tutto ciò che avete fatto per diventare delle persone equilibrate e serene, venga inquinato da chi non vede l’ora di buttarvi le sue ansie e frustrazioni addosso.
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SAI QUANTE VOLTE

Sai quante volte volevi sfogarti,
lamentarti
e non l’hai fatto,
per non appesantire gli altri,
coloro a cui vuoi bene.
Lo sai che non fa bene
tenerti tutto dentro ma,
il tuo è un atto d’amore
verso chi ami.
Brava,
hai dimostrato maturità,
perché chi è più piccolo e debole,
ha diritto a pace e serenità.
Chi è saggio sa che può sfogarsi
e parlare, crescere,
con chi ha le spalle più larghe,
con chi è pronto per capirti,
e sa ascoltare.
In fondo la vita è questa:
imparare a scegliere le persone,
imparare a scegliere i momenti,
imparare quando parlare
e quando restare zitti.
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