SE NON TI CERCA NON TI AMA

Perché continui a pensare a lui?
Mentre tu ti stai scervellando, cercando di capirlo, di perdonarlo, stai pensando con i pensieri che potrebbe avere lui, e ogni secondo della tua energia mentale è per lui, vuoi sapere invece che cosa sta facendo?
Sta guardando una partita o sta in un gruppo whats app a parlare di calcio, sta prendendo un caffè e sta guardando una ragazza con un bel fisico, sta vivendo la sua vita senza pensare a te, altrimenti ti avrebbe telefonata, ti avrebbe cercata. Ecco, mentre tu pensi continuamente a lui e a quanto stai male, lui pensa che ha fame e si prepara un bel panino. Il suo pensiero è tutto da un’altra parte. È per questa persona cosi distante che ti stai rovinando la giornata?
Pensaci mia cara. Pensa a te. Guardati allo specchio. Fatti bella. Chiama quell’amica e vai a prendere un caffè con lei. Guardati intorno. Fai come lui. Impariamo dagli uomini a vivere in modo più semplice e meno contorto. Se un uomo ama lo sa. Se non ti cerca non ti ama. Stop.

– Miriam Messina

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LA POSTA DEL CUORE

Sono una donna di 40 anni sposata da 17 e mamma di 4 figli. Tre anni fa ho scoperto che mio marito mi tradiva con una donna più giovane e più bella di me e a come diceva lei aspettava anche un figlio da lei. Io, distrutta dal dolore, sono andata via ma poi ho provato a riallacciare i rapporti. Ma le cose ancora oggi non vanno, almeno per me. Nell’autunno del 2016 alcuni amici di scuola hanno deciso di fare delle uscite per rivederci. In quel gruppo c’era una persona speciale che io non ho mai dimenticato anzi ho sempre portato in un angolino del mio cuore anche se non eravamo mai stati insieme. Quando ci siamo rivisti abbiamo capito tutti e due che c’era ancora qualcosa tra noi, io venivo da un matrimonio rattoppato e lui da un matrimonio poco felice. Sta di fatto che lo scorso anno ad agosto abbiamo.iniziato una storia con la consapevolezza che io non amo più mio marito e così diceva anche lui della moglie. Un anno in cui lui mi ha lasciata per due mesi per problemi che ha avuto per poi riprenderci fino a mercoledi scorso. La nostra storia ci permetteva di vederci massimo una volta a settimana, alcune volte passava anche un mese, ma eravamo sempre vicini con messaggi foto e quant’altro. I nostri messaggi erano: ti voglio bene, sei il mio angelo, sei il mio ossigeno e quant’altro. Lui diceva di volermi bene e sinceramente ci stavamo innamorando, anzi io mi sono innamorata, io avevo intenzione di separarmi da mio marito o almeno di mandarlo a stare dalla madre. Lui sapevo che non avrebbe mai lasciato la moglie per paura di perdere i figli ma alla fine alla mia felicità bastava un angoletto del suo cuore. Giovedi mi chiama facendo un lungo discorso su un’amico che si sta separando e poi mi dice che è il caso che chiudiamo tutto mi dice ciao e chiude. È da giovedì che non ce la faccio neanche a respirare, ho solo voglia di piangere e dormire e vorrei solo che lui fosse con me anche se sono una pazza lo so ma è l’unica persona che mi ha fatto sentire unica,bella, importante e utile in questa vita che mi ha riservato solo tante botte. Non so più che fare.

IL NEMICO

La maggior parte delle persone trova l’energia per alzarsi alla mattina, tramite gli odi e i rancori che cova nel proprio animo.
Abbiamo bisogno di nemici da combattere per sentirci vivi.
Questo è un grande limite dell’essere umano, che dovrebbe invece riuscire a produrre energia dall’amore e dalla costruzione di piccoli grandi progetti quotidiani.
Il problema diventa ancora più complicato quando il nemico da combattere non è una persona esterna ma si trova dentro di noi.

– Miriam Messina

L’ESTRANEO

Quando ci innamoriamo, sentiamo l’esigenza di raccontare anche i più piccoli episodi dell’infanzia, consegniamo la nostra parte di vita già vissuta nelle mani dell’altro, e incosciamente gli affidiamo il futuro, perché crediamo che la nostra intera vita abbia un senso in funzione di quell’amore.
Tutto ci commuove e ci appare sotto una luce emotiva.
Si dovrebbe però stare attenti a notare atteggiamenti simili dall’altra parte, prima di consegnare passato, presente e futuro nelle mani di un estraneo.

– Miriam Messina

LA PAURA

Se è la paura a
dirigere il vostro corso
voglio ricordarvi
che un giorno
saremo al riparo
da 4 lati da pezzi
di legno fissi.
La paura è un limite
che non ci permette
di esprimere la nostra vera natura
e compiere il destino
che è ststo segnato
per noi.

– Miriam Messina

IL NOME

Anche se adesso
ti ho ribattezzato col nome Amore
mi piace
intercalare spesso nei nostri discorsi
il tuo nome vero
e ripeterlo
anche quando non necessario.
Mi piace pronunciare quelle lettere
che ti hanno accompagnato
dalla tua infanzia ad oggi,
mi piace pensare che i tuoi genitori
hanno formulato il tuo nome
per sceglierlo
quando ancora non eri al mondo
e lo hanno ripetuto più volte
quando eri talmente piccolo
da non sapere ancora che fosse il tuo.
Mi piace chiamarti ad alta voce
allo stesso modo in cui ti hanno chiamato le maestre
i tuoi compagni di scuola
e le tue fidanzate
quando io ancora non
ero entrata nella tua vita.
Chiamo il tuo nome
per tutte le volte
che non ho potuto farlo prima
quando quelle lettere
messe insieme
non erano nulla per me
mentre invece adesso
sono il tutto.

Miriam Messina

QUANDO UN’AMICA

Quando un’amica ha un dolore
lo senti sottopelle come fosse tuo
vorresti asciugare le lacrime
e alleggerire il suo cuore
puro come la neve.
Quando un’amica vive
la sua notte più buia
vorresti che dormisse,
e poterle sussurrare
che è soltanto un incubo
e domani sarà tutto come prima.
Quando un’amica ti racconta
la sofferenza di un ultimo addio,
non consola
avere davanti il mare
non consola
avere un cielo azzurro
su cui puntare gli occhi,
non consola
il pensiero del futuro.
Quando un’amica
con cui hai vissuto
tante tappe
della vita
soffre,
soffri anche tu
e aspetti il giorno in cui
potrete brindare
di nuovo
a qualcosa di bello,
ancora insieme
ancora unite
per la vita.

– Miriam Messina