TI RICORDO

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Ti ricordo con le tue Marlboro rosse
e l’espressione che facevi quando
ti leggevo un articolo 
sui danni del fumo.
Ti ricordo nelle tue camicie di jeans
perché dicevi che era l’unica camicia
che avresti mai indossato.
Ti ricordo nelle notti in bianco
e nelle mattinate passate a dormire
mentre tutti i tuoi amici lavoravano.
Ti ricordo nella tenerezza con cui
ti fermavi in strada a raccogliere
un cucciolo ferito.
E lo curavi.
Eppure non lo dicevi a nessuno.
Te ne fregavi dei giudizi degli altri.
Non volevi essere amato
da gente di cui non ti importava nulla.
Volevi cambiare il mondo.
Volevi essere te stesso.
Per questo, quando ti ho rivisto
stamattina
al centro commerciale
con la camicia stirata,
una donna elegante sottobraccio
e lo sguardo assente
non ti ho riconosciuto subito.
Lei guardava il cellulare.
Tu guardavi avanti
ma non mi hai vista per fortuna.
Sono sicura che non ti avrebbe fatto piacere.
Perché io ti conoscevo a fondo
e quando non siamo felici,
lo sguardo di chi ci vuol bene,
ci pesa tanto addosso.

Miriam Messina

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TI PROMETTO

22730384_1233777343388697_4945322849595022968_n (1)– Ti prometto che diventerò una donna ricca
e avremo sempre tutto ciò che desideriamo,
ti prometto che sarò sempre la più bella,
cosicché tu non possa mai guardare nessun’altra,
ti prometto che ogni giorno sarà speciale
e che inventerò per noi, giochi nuovi da sperimentare.

Ti prometto che mi vedrai ogni giorno con occhi diversi
come se avessi ogni giorno
una donna nuova tra le braccia.
Ti prometto di esserci quando avvertirai solitudine
e di ignorarti e quando avrai bisogno di crescere
e capire quali sono le cose che contano.
Io prometto e prometto ancora.
E tu ?

– Io non posso promettere nulla.
Sono un uomo e non posso sapere
cosa domani accadrà.
Vorrei starti accanto,
mi riesce tanto bene abbracciarti,
baciarti, carezzarti,
farti sorridere e brillare gli occhi.
forse è la cosa che mi riesce meglio,
amarti e farti felice…

Miriam Messina

NON VI CREDO

 

Non vi credo che siete felici nelle vostre foto.
La felicità la senti dentro e pensi di farti male da quanto è potente.
La felicità vuoi tenerla nascosta perché è troppo grande e hai paura che te la portino via.

Miriam Messina22815088_1235358019897296_5973707470676409308_n

LAURA

Laura tu sei una mamma
anche se in fondo sei ancora una bambina.
Oggi è arrivato anche Francesco 
l’ultimo tuo gioiello prezioso.
Francesco ha dovuto ascoltare dal tuo grembo
il battito del tuo cuore spezzato
dal dolore di un abbandono.

Laura tu sei una mamma
e sei più brava di alcune mamme di oggi,
che magari hanno trenta o quarant’anni
ma sono egoiste e vuote e mettono
al primo posto altri valori.

Laura oggi abbracci il tuo quarto principino
e non sei ancora una regina,
sei una principessa ancora anche tu.
Hai creduto nell’amore,
hai creduto di poter formare
una famiglia felice e
ce l’hai messa tutta da parte tua,
sei stata grande.
Il tuo uomo invece è stato piccolo
e ti ha lasciata sola
proprio quando avevi più bisogno di lui.

Laura tu sei una mamma,
ma non una mamma qualunque
sei una grande mamma e dovrai
raccontarlo ai tuoi cuccioli
che un giorno saranno orgogliosi
di essere i figli di Laura.

Tu hai messo i tuoi bambini
al primo posto,
hai dedicato a loro
la tua giovinezza
privandoti di tutto,
per poter acquistare
ciò di cui loro hanno bisogno.
Hai rinunciato a uscire la sera
come fanno tutte le tue coetanee,
hai offuscato la tua luce
per dare alla luce loro.

Adesso stringi tra le tue braccia Francesco
e sai che ce l’hai fatta ancora una volta da sola,
anche se credevi che stavolta non
sarebbe stato possibile.
Invece eccoti,
bella più che mai
col tuo fagottino azzurro
stretto sul cuore.
Laura il tuo papà dal cielo
ti ha protetta e ti ha aiutata
in quest’altra difficile prova.

Laura, tu sei una mamma
ma sei anche una donna,
una giovane e bellissima donna
e un giorno incontrerai il tuo re
che ti amerà e ti proteggerà
e proverai la felicità completa
che più di ogni altra donna meriti.
Auguri Laura 💙10155614_853677791314742_2819943556165684142_n

PER ELISA

Elisa noi ti vogliamo ricordare così
quando ancora avevi mille progetti
e mille sogni da realizzare,
quando la parola malattia
non era entrata ancora
a sconvolgenti l’animo
e le giornate.

Quando avevi il tuo lavoro e il tuo amore,
e il tuo grande sogno di diventare mamma.
Hai aspettato tanto quel momento
e forse avevi smesso
quasi di sperarci.

Poi è arrivata lei:
una nuvola rosa d’amore
e tenerezza.
La parola felicità aveva un senso.
Eri al centro del tuo cerchio magico
col tuo uomo e la vostra bambina
da amare e crescere insieme.

Poi di colpo un tunnel.
Un abisso di paura.
I pensieri impazziti
e l’angoscia di non poter
veder crescere la tua bimba.

Elisa noi ti vogliamo ricordare così
col tuo sorriso dolce
e i tuoi riccioli ribelli.
Ogni 21 agosto
penseremo alla tua piccola
quando scartera’ i regali
che la sua mamma
ha scelto per lei
con l’amore infinito
che solo una madre
che sa di dover lasciare
la sua creatura
può provare.

#miriammessina

– In memoria di Elisa Girotto22096228_1209881665778265_5189116410232374798_o.jpg

L’IDEA DI NOI

Non so come siamo arrivati a questo punto.
Abbiamo preso in considerazione
di cambiare città, 
di cambiare casa,
cambiare amici
e cambiare persino divano
quando è diventato troppo logoro.
Abbiamo preso in considerazione
l’idea di cambiare fede religiosa
o di provare la nuova dieta senza pane.
L’idea però di vivere l’uno senza l’altra
non l’abbiamo mai
presa in considerazione.
Mai. Neanche per un secondo.

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COL TEMPO

Col tempo
ci renderemo conto
di chi ci ha amato davvero. 
Basterà guardare ognuno
cosa avrà messo sul piatto della bilancia.
Chi ci avrà cercato per noia,
chi per solitudine,
chi per capriccio,
senza rinunciare a nulla,
e chi, pur di starci accanto,
avrà rinunciato a tante ma tante cose.

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IN VILLEGGIATURA CAUSA TERREMTOTO

Nell’hotel dove lavoro,
abbiamo accolto una signora col figlio,
che hanno la casa lesionata dal terremoto di Casamicciola del 21 agosto.
Una donna anziana, vedova, umile, molto dolce e riservata.
In questi giorni di soggiorno in hotel, per scendere a pranzo e a cena, indossa i suoi vestiti più eleganti, quelli che magari teneva nell’armadio e non aveva mai occasione di sfoggiare.
La casa dove viveva, che attualmente è inagibile, in quanto dovrà essere ristrutturata, è un casolare di campagna, dove lei trascorreva le sue giornate nel giardino, ad accudire conigli e galline e coltivare il suo orticello, per produrre verdure di stagione.
Oggi si è avvicinata alla reception per chiedere un’informazione, aveva occhi molto tristi, quasi assenti.
Il figlio, un giovane molto educato, le stava vicino con attenzione.
Le ho detto: “signora, capisco che lei sia molto abbattuta per questa vicenda, ma immagini di trovarsi qui come se fosse in vacanza, in una camera d’albergo, in cui c’è qualcuno che le prepara da mangiare e le fa le pulizie, cerchi di vivere il tutto come una villeggiatura, la casa piano piano tornerà bella come prima”.
Lei mi ha guardato con gli occhi improvvisamente illuminati di luce e ha detto: “sa che è dal mio viaggio di nozze che non mi concedo una vacanza e non soggiorno in un hotel? Anzi, è successo un’altra volta, che siamo andati a La Spezia, al giuramento di mio figlio, per il servizio militare, ma fu un giorno di pioggia terribile.”
Il figlio, in quel momento, l’ha abbracciata e le ha dato un bacio sulla fronte, un gesto che voleva esprimere tutto il suo affetto e la sua devozione, per quella mamma, che si è sempre sacrificata per la famiglia e che, dopo aver sopportato la perdita del marito, adesso è costretta a vivere una situazione talmente dura: essere sradicata dalla propria casa, dalle proprie abitudini, dagli oggetti quotidiani e dalle sue familiari comodità.

Miriam Messina

la nonnina

 

 

NOEMI

NOEMI

Noemi è un bel nome.
La sua mamma lo avrà scelto tra tanti
mentre era in dolce attesa della sua bambina.
Il nome è il primo regalo
che un genitore fa a un figlio,
perché lo accompagnerà
per tutta la vita,
e la vita è ben lunga.

È cresciuta in fretta Noemi e
la mamma certo sapeva che
sarebbe stata dura negli anni
dell’ adolescenza.
Aveva già immaginato
i litigi per lo studio,
per le serate in discoteca,
per le sigarette di nascosto,
o per qualche amicizia sbagliata.

Era pronta,
perché oggi le mamme
sono pronte a questa società difficile.
Però poi sarebbe passata questa età e
Noemi sarebbe diventata una donna.
Avrebbero organizzato insieme
un bel matrimonio,
l’avrebbe accompagnata
a scegliere l’abito bianco
e magari sarebbe scappato un altro litigio.
Poi un giorno Noemi sarebbe corsa a casa
e senza parlare l’avrebbe abbracciata
perché sarebbe diventata mamma anche lei.

Tanti sogni nella testa,
per un futuro incerto,
certamente difficile
ma sempre futuro era.

Invece un giorno,
la parola futuro è sparita.
Risucchiata in un vortice di orrore
che non avrebbe mai potuto
immaginare. Mai.
A Noemi è stato rubato il futuro.
In un colpo solo.
O forse con tanti colpi.
Tremendi.
Indimenticabili.

    Miriam Messina
    • In memoria di Noemi Durini

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