DI NOTTE

Ciao.
Sono contenta che stai venendo
a trovarmi spesso negli ultimi tempi.
Di notte.
Arrivi e non mi stupisco,
mi pare un evento normale.
Facciamo cose,
le stesse cose che facevamo un tempo,
che abbiamo fatto per tanto tempo.
Quanti anni abbiamo trascorso insieme,
tutti insieme
e adesso sembrano anni di una vita non mia,
perché il secondo tempo della mia esistenza
è cominciato quando tu sei andata via.
Vieni spesso di notte,
nei miei sogni
e facciamo cose,
tu fai anche le cose per i tuoi nipotini,
nel sogno,
anche se nella realtà non li hai mai conosciuti.
Ti vedo in bagno che ti asciughi i capelli,
prepari il bagnetto per la piccola,
in cucina giri il sugo,
chiudi la macchinetta del caffè
e la poggi sul fornello.
Poi ti giri e mi guardi
e io mi chiedo
se sei vera
se sei sempre stata qui
anche se non ti vedevo
e pensavo che mi avessi lasciata.
Una mamma non lascia mai
una figlia da sola,
per questo torni di notte.
Io ti aspetto,
torna sempre di notte
per fare cose insieme,
come se non fosse mai
successo niente.
Buonanotte
spengo la luce,
tu vieni,
vieni…
– Miriam Messina99b6cb3e6915ab7478cbbd9e75d89704

QUANDO UN’AMICA

Quando un’amica ha un dolore
lo senti sottopelle come fosse tuo
vorresti asciugare le lacrime
e alleggerire il suo cuore
puro come la neve.
Quando un’amica vive
la sua notte più buia
vorresti che dormisse,
e poterle sussurrare
che è soltanto un incubo
e domani sarà tutto come prima.
Quando un’amica ti racconta
la sofferenza di un ultimo addio,
non consola
avere davanti il mare
non consola
avere un cielo azzurro
su cui puntare gli occhi,
non consola
il pensiero del futuro.
Quando un’amica
con cui hai vissuto
tante tappe
della vita
soffre,
soffri anche tu
e aspetti il giorno in cui
potrete brindare
di nuovo
a qualcosa di bello,
ancora insieme
ancora unite
per la vita.
– Miriam Messina

L’AMORE TOSSICO

L’amore tossico è come le sigarette.
All’inizio ti manca in un modo incontenibile, ma se riesci a superare il periodo critico, ti rendi conto che è stupendo starne senza, ti senti ossigenato, purificato e alla fine, anche solo l’odore del fumo o semplicemente a pensare a quella persona, ti viene un senso di schifo.

– Miriam Messina93435461_2551829991583419_7957640364360204288_n

SORRIDO DA SOLA

Ma come fate a chiedervi se siete innamorati oppure no? Sorrido, sorrido da sola nel mio silenzio stracolmo di parole. Ripenso a quando avevo l’impressione che il cuore mi dovesse scoppiare in petto e i pensieri pulsanti di felicità facessero esplodere il cervello. Ero talmente euforica, ebbra, che avevo paura veramente, di stare male, che mi trovassero priva di sensi per la troppa gioia. Sorrido. Che ne sapete voi? Recitate le frasi delle poesie a memoria, ma dentro lo sapete che siete indifferenti. L’amore vi cambia. La vita quotidiana cambia. Diventa tutto irregolare e bagnato di sole, impregnato di quel pulviscolo che entra dalle finestre col fascio di luce del primo pomeriggio. Gli oggetti e le strade e la gente, diventano iridescenti. Poi invece diventa tutto nero. Nulla resta più come era prima.
– Miriam Messina93990993_2545594028873682_6328816365729742848_n

PERDERE LA MADRE

Ho deciso di scrivere questa lettera per chi ha ancora una madre.
Io non ero preparata perché credevo di poter vivere senza di lei, credevo che se la vita mi aveva messo davanti a questo avvenimento, evidentemente non poteva essere così negativo.
Nessuna delle persone più grandi di me, che mi erano accanto in quel periodo, che anche avevano già subito quella perdita, mi avvisarono su ciò che stava accadendo, né mostrarono particolare comprensione per i miei sentimenti.
Volete sapere perché?
Ve lo spiego subito: perché quando avrai perso tua madre, non ci sarà nessuna persona che si preoccuperà di te allo stesso modo che faceva lei, neanche tuo padre, o forse qualche bravo padre sì.
Quando perderai tua madre, il tuo mondo cambierà, anche se accadrà tardi nella tua vita.
Ti sveglierai una mattina col mal di gola, proverai a dirlo a qualche caro, ma non ci baderanno molto. Se non prenderai un’aspirina e non metterai una sciarpa, non passerà, e dovrai pensarci tu, anche se già prima ci pensavi tu, ma lei non sarà li a chiederti due volte al giorno se è passato, a nessuno interesserà realmente il tuo mal di gola, perché è un semplice mal di gola.
Ti sveglierai una mattina nervoso, con un carattere impossibile, ma se risponderai male a qualcuno, poi dovrai chiedere scusa, perché è così che funziona, mentre lei ti avrebbe capito e ti avrebbe detto che ti voleva bene anche col tuo caratteraccio, ma gli altri no.
Prenderai degli aerei, e ogni volta, appena atterrato, penserai di chiamarla per dirglielo, perché una mamma che sa che suo figlio è in aereo, aspetta che atterri, per poter tornare a respirare normalmente.
Spero che quando accadrà, sarai già laureato, sposato e genitore, perché metà della gioia che proverai in quel momento, sarà oscurata dell’amarezza di non poter condividere con lei quel risultato.
Sarà strano stare seduto a tavola a Natale e renderti conto che nessuno guarderà nel tuo piatto per vedere se stai mangiando con appetito e nessuno guarderà nel tuoi occhi per capire se sei turbato o sereno.
Ti sentirai anche molto libero, in determinati momenti, forse finalmente libero da quel troppo amore, chissà.
Con questa lettera non voglio intendere che non ti amerà nessuno o che sarai una persona sola, assolutamente.
Voglio semplicemente intendere che nessuno ti amerà come si ama se stessi, più di se stessi.
Con questa lettera neanche voglio rattristarti per cio’ che dovrai vivere in futuro, ma voglio prepararti, in modo da essere pronto e poter vivere il resto della tua vita con più serenità, perché la cosa più brutta sarà poi la sensazione di non aver fatto di tutto per lei.
Quindi adesso lo sai cosa devi fare.
Devi amarla, abbracciarla e starle vicina quando potrai, avere pazienza quando te la fara’ perdere e andare adesso a fare pace se avete litigato o se addirittura avete rotto i rapporti.
Chiedile tante cose di quando eri piccolo, perché poi nessuno potrà raccontartele piu’, lei invece sa tutto di te.
La sentirai vicina nei momenti più impensati, sentirai la sua voce negli attimi della quotidianità , che ti spiega come fare una determinata cosa, ma soprattutto la sentirai quando starai male, e sarà il tuo conforto nell’ultima tua ora, in cui tu ti sforzerai di non farti vedere sofferente dai tuoi figli e affiderai la tua sofferenza a lei, che in quel momento avrà lo stesso volto della Madonna, la invocherai col pensiero o ad alta voce, perché sai che ti sarà vicina nel passaggio.
Adesso guardati allo specchio e sorridi, perché sei ricco, come dice il proverbio: chi ha la mamma, è ricco e non lo sa.
– Miriam Messina

IL SEME

Stamattina ho fatto un buco, sì un buco nel terreno di un piccolo pezzo di terra nel mio giardino.
Scavando con le dita, senza guardarmi intorno, ho trovato un seme.
L’ ho tenuto stretto forte nel pugno della mia mano.
Quel seme è la mia vita, sì sono io.
Ha il mio nome. L’ ho pulito, l’ho messo in un bicchiere e l’ho poggiato sulla tavola. Mentre lo guardavo ho rivisto me da piccola, gli errori, le paure, le sconfitte. Ho rivisto tutti i piccoli traguardi che ho sempre raggiunto, le persone che ho amato e quelle che mi hanno amato. In quel seme ci sono io, la mia vita, che è solo mia, perché il seme è uno.
Intorno a me c’è adesso paura, sgomento, incertezza. Io sono serena. Il mondo fuori non è il mondo dentro.
La forza non va presa dall’esterno, dagli oggetti, dal denaro, dalle persone, ma da dentro. Fate anche voi la vostra buca. Se non avete un terreno, prendete un vaso e scavate, fino a che non troverete il vostro seme. Se il seme non basta per darvi serenità, vuol dire che non siete ancora pronti. In quel caso dovrete cercare dei maestri, intelligenti, generosi, colti, divertenti e con esperienza di vita.
Trovate bravi maestri, ma tenete l’occhio sempre puntato sul vostro seme e non avrete più paura.
– Miriam Messina

AMICA GENIALE

Ada si presenta sfacciata e sicura a casa di Lila, le dice che è l’amante del marito, la sbeffeggia, le urla che non sa cucinare e che non sa rifare il letto, né pulire la casa. Lila resta impassibile, perché già sa tutto. La lascia sbraitare e le offre una camomilla per farla calmare. Ada si offende, afferma di non aver bisogno di camomilla e va via infuriata.
Ada in quel momento si sente forte, crede davvero che Stefano la ami, per il semplice fatto che lei lo tratta con dolcezza e Lila no. Ada crede che siccome è una brava massaia, che cucina, che pulisce la casa, Stefano la amerà di più e la rispetterà. Invece Stefano la picchia, quando gli dice che è andata a parlare dalla moglie, perché un uomo che picchia le donne, le picchia sempre, sia che se lo meritino, sia che non se lo meritino.
Ada torna a casa di Lila col viso gonfio di lividi, le due donne si guardano negli occhi e in quello sguardo ci sono tante parole. Ada chiede la camomilla che prima aveva rifiutato.
Ada si mette a riordinare la casa, si mette a pulire, e dice a Lila che se lei deve leggere e scrivere, può farlo, che della casa si occuperà lei.
Questa situazione paradossale descritta dalla Ferrante, fa riflettere parecchio sul ruolo della donna.
Lila si rivela una brava madre, gioca col bambino, lo tratta con tenerezza, lo aiuta a sviluppare le sue capacità cognitive, ma si rifiuta di occuparsi della casa, e se cucina, è soltanto perché hanno fame il figlio o lei, non lo fa per il marito.
Ada invece rinuncia alla sua dignità, perché sa che oltre a fare la donna di casa, non sa fare altro. Riconosce valore a Lila, in quanto capace di leggere, di pensare, di opporsi a quel mondo.
Si umilia a Lila, pur di prendersi quell’uomo vile, che la picchia, pur di vivere in quella casa nuova, e pur di far da serva, perché è solo la serva che riesce a fare.
Lila invece se ne va, con dignità, prende il suo bambino e va a vivere con Enzo Scanno, un uomo umile, ma che la rispetta e le vuol bene. Va a lavorare in un macello, tra budella e sangue di maiali, pur di conservare la sua integrità morale.
La sera lei ed Enzo studiano insieme, con la stanchezza della giornata di lavoro addosso, ma felici. Enzo la rispetta, anche se lei non è ancora pronta a fare l’amore con lui, forse perché ancora delusa da Nino o forse ancora traumatizzata dalla violenza del marito o forse per tutte e due le cose. Enzo aspetta e non la forza. Questo è l’amore, Lila lo riconosce e si lascia amare, anche se non ricambia, per offrire una famiglia serena al suo bambino, senza le urla e le botte di quel marito che ha lasciato senza alcun rimpianto, ad Ada.

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LA SPINA

Ogni donna si porta dentro un solo uomo, conficcato nel cuore come una spina. Gli altri che arriveranno dopo, potranno aiutarla a estrarre quella spina, con delicatezza o con forza, ma il segno resterà indelebile per sempre.

~ Miriam Messina16388402_990268521072915_4259630155933569695_n

LO SPRITZ

Le piaceva pulire la cucina la sera, anche se era stanca, così la mattina dopo, quando il sole filtrava dalle tendine, invece di illuminare i piatti sporchi, irradiava la tazza del latte fumante e il caffè, con tutti i biscottini fragranti e burrosi.
Il momento della colazione era uno dei suoi preferiti della giornata, e il vero lusso era poterlo assaporare da sola e in silenzio.
Da qualche anno aveva cominciato a gustarsi la vita a modo suo, senza forzarsi a fare nulla, che non fosse proprio necessario, a parte il lavoro e la cura dei suoi familiari.
Aveva smesso di andare a fare visite di convenienza, aveva smesso di andare a fare la spesa tutti i giorni, aveva smesso persino di andare alla messa.
Quando vedeva che il frigo era quasi vuoto, e non riusciva più a ricavarne neanche un pranzo, allora preparava parecchie sportine per la spesa, e andava a fare grandi provviste.
Appena aveva venti minuti liberi, decideva di scendere a piedi a camminare, senza perdere tempo a organizzare con le amiche, che spesso avevano da fare, e rimandavano sempre, aspettando l’appuntamento perfetto, mentre lei intanto, aveva già fatto una bella passeggiata.
Si sentiva libera di organizzare ogni minuto della sua giornata, senza pressioni e senza ansia e si chiese perché mai non lo avesse deciso prima. In fondo la maggior parte delle cose che facciamo, sono dettate dalla paura del giudizio degli altri e della nostra coscienza.
Lo aveva capito in tempo, fintanto che aveva ancora parecchi anni per godersi la vita, e per festeggiare questa consapevolezza, decise di prepararsi uno spritz.

– Miriam Messina

SMETTILA DI GIUSTIFICARTI

Ti scoprirai libero il giorno in cui parlando con qualcuno, non ti applicherai più a giustificare la tua vita.
Giustificare il tuo modo di porti, il posto in cui abiti, il lavoro che hai scelto, le tue amicizie , la tua casa, le tue abitudini, i vestiti che indossi.
Quanto tempo ed energie perdiamo nel giustificare noi stessi agli occhi degli altri?
Una persona libera ha come punto di riferimento soltanto il proprio percorso e i propri obiettivi.
Tanto per gli altri non andrai mai bene.
Se hai un figlio, ti chiedono perché non ne hai due, se hai due femmine, ti chiedono perché non provi ad avere un maschietto, se non ne hai, ti fanno sentire mutilata, come se solo i figli ci rendessero felici e completi.
Se sei single, ti chiedono perché non ti fidanzi, se convivi, ti chiedono perché non ti sposi, se hai figli e lavori, sei una mamma degenere, se fai la casalinga, sei una fallita.
Se vesti bene, badi troppo all’apparenza, sei frivola e snob, se vesti casual, sei una pezzente.
La gente avrà sempre da giudicare, tu però smettila di dare giustificazioni.
Se sei in crisi con tuo marito e vuoi lasciarlo, non devi spiegare perché, se ti stai vedendo con qualcuno e ti piace, non devi giustificare perché, anzi non devi dirlo proprio a nessuno, se vuoi stare bene con quella persona.
Se hai rotto l’amicizia con un’amica, non devi spiegarlo agli altri Il motivo, se vuoi cambiare lavoro , a nessuno devono interessare le tue motivazioni.
Non devi niente a nessuno, tranne che a te stessa, e alle poche persone che ti sono sempre state vicine e ti hanno aiutato.