L’OBLIO

22365340_1218993478200417_3386126179818563650_nNon provo odio per alcuna donna
o situazione della vita
che ti tenga lontano da me.

So che i tuoi pensieri
sempre
sono rivolti a me,
con chiunque tu sia
o qualsiasi cosa
tu stia facendo.

Odio piuttosto il sonno
ché vilmente ti allontana da me,
perché in quel luogo
non sei padrone dei tuoi pensieri.

Provo a venirti a cercare anche li
a volte
ma è tanto difficile lo sai.
Per tal motivo voglio sempre
dormire qualche minuto prima di te
per non sentirti scivolare via.

Per tal motivo temo
il giorno in cui
il sonno diverrà eterno.

Io temo quel giorno amore mio
e prego,
affinché l’oblio cada prima
sui miei occhi
e tanto tanto dopo
sui tuoi.

#miriammessina

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TI ASPETTO

Alla fine del discorso lei si alzò,
si avvicinò alla finestra e guardò fuori.
Lui si aspettava una scenata,
o che lo sbattesse fuori di casa,
o che se ne andasse lei.

Invece restò ferma, fissa,
si voltò lentamente verso di lui
e disse:
“ti aspetto”!

Che magnificenza c’è in questa
breve frase.
Che sicurezza di sé e dell’altro.
Che forza e che delicatezza,
fuse insieme in due
piccole magiche parole,
che racchiudono tutto.
Tutto.

#miriammessina22221502_1213470555419376_7024129359862846918_n.jpg

IL DUBBIO DI ANNALISA

Annalisa è nata il 7 settembre 1929.
E’ magra e acciaccata, ma la sua mente è lucidissima.
Sa di avere quasi 90 anni, ma sembra che sia un evento che non ha niente a che fare con la sua persona, perché 90 anni sono gli anni di una vecchia e lei non si sente vecchia.
Nella sua testa di quando era ragazzina, i vecchi erano persone anziane, erano persone lontane da lei.
Invece in un lasso di tempo, che adesso sembrava brevissimo, si è ritrovata anche lei dall’altra parte della barricata.
Non si sente vecchia, neanche anziana, lei è Annalisa, e pensa allo stesso modo in cui pensava quando aveva 25 anni. Uguale.
Certo, c’era passata una vita di mezzo, c’erano stati i figli, il lavoro, le case, poi i nipoti e tutte le incombenze quotidiane che ci riempiono e ci fanno accavallare i giorni, in maniera sempre più veloce.
Annalisa nel letto, con la lucina sul comodino accesa, la camicia da notte a fiorellini e la tv accesa a farle compagnia.
Non ha voglia di dormire, forse perché sa che di qui a poco, dormirà a lungo.
Ripensa al tempo passato e si chiede come mai, nonostante con Ettore abbia trascorso moltissimi anni, e lui avesse conosciuto di lei ogni segreto, non le tornasse mai in mente, né con nostalgia, né con commozione.
Ettore era lì, esattamente dove un giorno era terminato il loro amore, e non era più ritornato nei suoi ricordi, benché avessero vissuto davvero tante esperienze.
Il nome che le risuonava sempre in mente era quello di Massimo, anche se con lui era stata davvero poco tempo rispetto a Ettore.
Quel pomeriggio la sua nipotina Aurora le aveva chiesto consiglio: “Nonna, esco con Fabio o con Alessio?”
Annalisa aveva osservato quel viso così simile al suo, quando aveva la sua età, quegli occhi così affamati e restii insieme, quella pelle ancora così incredibilmente liscia, che le sembrava ieri che fosse così anche la sua.
Non le rispose subito, le sorrise e la osservò. Le disse: “Aurora, tu già sai con chi vuoi uscire, è inutile che lo chiedi a me. Esci col ragazzo che hai nella tua bella testolina e di cui speri che io dica il nome adesso. Sai cara, nessuno ti insegna come si diventa felici in amore. Devi solo decidere se vuoi vivere davvero da protagonista o vuoi vivere affacciata a una terrazza sicura, vedendo vivere gli altri.”
Annalisa e Massimo erano stati insieme pochi anni, semplicemente perché lei aveva scelto di sposare Ettore.
Era stata serena con lui, davvero tanto serena, soltanto che la vita era passata sbiadita, e gli anni non avevano conservato alcun riflesso, dopo essere trascorsi.
Con Massimo era stata dopo la morte di Ettore, quando ormai erano già nel secondo tempo della loro vita e Massimo l’aveva sempre aspettata.
Gli anni con lui adesso rilucevano nel ricordo, e Annalisa era consapevole di essere stata perfettamente felice, per tutto il tempo trascorso con lui. Quegli anni insieme, pur con problemi e difficoltà di vario ordine e tipo, rilucevano d’immensità e di pienezza. Eppure lui non aveva conosciuto tutto di lei, non avevano parlato tantissimo, nel tempo insieme avevano ascoltato musica, avevano passeggiato, e spesso erano restati semplicemente seduti a guardare le montagne.
Poi lui la guardava, le sfiorava il viso, e lei sentiva l’intestino contorcersi, avvertiva un vuoto, un rimescolio all’addome e il sangue che scorreva velocissimo nelle vene.
Ecco qual era il dubbio di Annalisa, mentre adesso, a letto, aspettava l’ultimo rintocco. Se avesse scelto subito Massimo, avrebbe vissuto molti più anni da protagonista. Sarebbe stato più faticoso, certo, ma comunque adesso era in quel letto, gli 88 anni erano giunti ugualmente e il sipario stava per calare. A chi o cosa era servito fare la scelta sbagliata?

#miriammessina21751666_1197718666994565_8962844856942107893_n

PER ELISA

Elisa noi ti vogliamo ricordare così
quando ancora avevi mille progetti
e mille sogni da realizzare,
quando la parola malattia
non era entrata ancora
a sconvolgenti l’animo
e le giornate.

Quando avevi il tuo lavoro e il tuo amore,
e il tuo grande sogno di diventare mamma.
Hai aspettato tanto quel momento
e forse avevi smesso
quasi di sperarci.

Poi è arrivata lei:
una nuvola rosa d’amore
e tenerezza.
La parola felicità aveva un senso.
Eri al centro del tuo cerchio magico
col tuo uomo e la vostra bambina
da amare e crescere insieme.

Poi di colpo un tunnel.
Un abisso di paura.
I pensieri impazziti
e l’angoscia di non poter
veder crescere la tua bimba.

Elisa noi ti vogliamo ricordare così
col tuo sorriso dolce
e i tuoi riccioli ribelli.
Ogni 21 agosto
penseremo alla tua piccola
quando scartera’ i regali
che la sua mamma
ha scelto per lei
con l’amore infinito
che solo una madre
che sa di dover lasciare
la sua creatura
può provare.

#miriammessina

– In memoria di Elisa Girotto22096228_1209881665778265_5189116410232374798_o.jpg

L’IDEA DI NOI

Non so come siamo arrivati a questo punto.
Abbiamo preso in considerazione
di cambiare città, 
di cambiare casa,
cambiare amici
e cambiare persino divano
quando è diventato troppo logoro.
Abbiamo preso in considerazione
l’idea di cambiare fede religiosa
o di provare la nuova dieta senza pane.
L’idea però di vivere l’uno senza l’altra
non l’abbiamo mai
presa in considerazione.
Mai. Neanche per un secondo.

Miriam Messina21768199_1202283006538131_3585776648598842831_n

COL TEMPO

Col tempo
ci renderemo conto
di chi ci ha amato davvero. 
Basterà guardare ognuno
cosa avrà messo sul piatto della bilancia.
Chi ci avrà cercato per noia,
chi per solitudine,
chi per capriccio,
senza rinunciare a nulla,
e chi, pur di starci accanto,
avrà rinunciato a tante ma tante cose.

Miriam Messina21751873_1199831970116568_8595364245689666663_n

IN VILLEGGIATURA CAUSA TERREMTOTO

Nell’hotel dove lavoro,
abbiamo accolto una signora col figlio,
che hanno la casa lesionata dal terremoto di Casamicciola del 21 agosto.
Una donna anziana, vedova, umile, molto dolce e riservata.
In questi giorni di soggiorno in hotel, per scendere a pranzo e a cena, indossa i suoi vestiti più eleganti, quelli che magari teneva nell’armadio e non aveva mai occasione di sfoggiare.
La casa dove viveva, che attualmente è inagibile, in quanto dovrà essere ristrutturata, è un casolare di campagna, dove lei trascorreva le sue giornate nel giardino, ad accudire conigli e galline e coltivare il suo orticello, per produrre verdure di stagione.
Oggi si è avvicinata alla reception per chiedere un’informazione, aveva occhi molto tristi, quasi assenti.
Il figlio, un giovane molto educato, le stava vicino con attenzione.
Le ho detto: “signora, capisco che lei sia molto abbattuta per questa vicenda, ma immagini di trovarsi qui come se fosse in vacanza, in una camera d’albergo, in cui c’è qualcuno che le prepara da mangiare e le fa le pulizie, cerchi di vivere il tutto come una villeggiatura, la casa piano piano tornerà bella come prima”.
Lei mi ha guardato con gli occhi improvvisamente illuminati di luce e ha detto: “sa che è dal mio viaggio di nozze che non mi concedo una vacanza e non soggiorno in un hotel? Anzi, è successo un’altra volta, che siamo andati a La Spezia, al giuramento di mio figlio, per il servizio militare, ma fu un giorno di pioggia terribile.”
Il figlio, in quel momento, l’ha abbracciata e le ha dato un bacio sulla fronte, un gesto che voleva esprimere tutto il suo affetto e la sua devozione, per quella mamma, che si è sempre sacrificata per la famiglia e che, dopo aver sopportato la perdita del marito, adesso è costretta a vivere una situazione talmente dura: essere sradicata dalla propria casa, dalle proprie abitudini, dagli oggetti quotidiani e dalle sue familiari comodità.

Miriam Messina

la nonnina

 

 

NOEMI

NOEMI

Noemi è un bel nome.
La sua mamma lo avrà scelto tra tanti
mentre era in dolce attesa della sua bambina.
Il nome è il primo regalo
che un genitore fa a un figlio,
perché lo accompagnerà
per tutta la vita,
e la vita è ben lunga.

È cresciuta in fretta Noemi e
la mamma certo sapeva che
sarebbe stata dura negli anni
dell’ adolescenza.
Aveva già immaginato
i litigi per lo studio,
per le serate in discoteca,
per le sigarette di nascosto,
o per qualche amicizia sbagliata.

Era pronta,
perché oggi le mamme
sono pronte a questa società difficile.
Però poi sarebbe passata questa età e
Noemi sarebbe diventata una donna.
Avrebbero organizzato insieme
un bel matrimonio,
l’avrebbe accompagnata
a scegliere l’abito bianco
e magari sarebbe scappato un altro litigio.
Poi un giorno Noemi sarebbe corsa a casa
e senza parlare l’avrebbe abbracciata
perché sarebbe diventata mamma anche lei.

Tanti sogni nella testa,
per un futuro incerto,
certamente difficile
ma sempre futuro era.

Invece un giorno,
la parola futuro è sparita.
Risucchiata in un vortice di orrore
che non avrebbe mai potuto
immaginare. Mai.
A Noemi è stato rubato il futuro.
In un colpo solo.
O forse con tanti colpi.
Tremendi.
Indimenticabili.

    Miriam Messina
    • In memoria di Noemi Durini

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A DISMISURA

Si innamorarono a dismisura.
Inizialmente fu uno squarcio
che si aprì nel ventre
della più banale quotidianità.
Successivamente fu un
andirivieni di palpiti
ordinatamente sparsi
sul tappeto dei più imi desideri.

Le bocche chiedevano.
Le mani comandavano.
I corpi obbedivano.
Le vite asservivano.
La gente loscamente tramava.

Si innamorarono a dismisura.
A capofitto.
A squarciagola.
A dirotto.

Si innamorarono.
Senza vie di fuga.

  • Miriam Messina21317914_1189961251103640_1367812770962437502_n

AMORE E DESIDERIO

C’è differenza tra amare qualcuno e desiderare qualcuno.
Chi desidera brama,vuole, pretende, restando fermo.16711690_666458690181458_6953710238298413289_n.jpgChi ama , spiana il terreno, costruisce ponti, inventa occasioni, regala concretezza, fabbrica la felicità e trasforma il futuro.