IL FILO SPEZZATO

Non pensare che se spezzi il filo che ti collega a una persona, poi col tempo quella persona sarà ancora tua. Non sempre il tempo è galantuomo. La maggior parte delle volte il tempo separa e basta, e ogni volta che quella persona avvertirà la tua mancanza e tu non ci sarai, poi quello strappo non lo potrai rattoppare più, perché a forza di rammendi il tessuto si logora e non ne resterà più nulla.

– Miriam Messina

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TI AMO COSI’

26168406_10213885195958097_2974813850683363540_nTi amo in modo semplice e chiaro

senza scossoni e senza ombre
come quei pomeriggi 
di primavera
in cui sei seduto in giardino
e il sole è tiepido
l’aria è leggera
e i fiori sono aperti
aspettando le api.
Ti amo così.

– Miriam Messina

HAI DETTO SI’

Ho capito che mi amavi
quando anche se eravamo
stati insieme due ore,
quando dovevamo salutarci
mi dicevi ogni volta:
“aspetta ancora un po’
stai ancora qui con me.”
Ho capito che mi amavi
quando ti dicevo “lasciami in pace”
se ero nervosa
e tu invece mi cercavi ancora.
Ti dicevo:
“voglio stare un po’ tranquilla stasera”
e tu mi baciavi.
Ti dicevo:
“è l’ultima volta che ci vediamo”
e mi richiamavi dopo un’ora.
Infrangevi sempre le regole, per me.
Poi quel giorno che ti dissi:
“mi sono fidanzata”
e venisti al ristorante
dove ero con lui.
Mi prendesti in braccio
e mi portasti via.
Lui non ci rincorse.
Lui non fece nulla
per fermarti.
Ho capito che mi amavi
perché se avevo la febbre
per te era come fossi in punto di morte,
la mia salute era importante per te
non mi cercavi solo
quando stavo in forma.
Ho capito che mi amavi
quando ti telefonavo
e tu rispondevi sempre,
anche se eri occupato,
erano gli altri
che dovevano aspettare
non io.
Ho capito che mi amavi quando
tra cento ragazze più belle
hai scelto me
e mi dicevi ogni giorno:
“ricordati che sei bellissima,
e lo sarai sempre,
perché sei una stella
e le stelle brillano giorno e notte
anche se di giorno
nessuno le vede”.
Ho capito di amarti
quando un giorno sei sparito
e il mondo è diventato un deserto
e nella tua assenza
ho sentito la forza del tuo amore
che mi parlava senza voce
e schiaffeggiava
la mia testardaggine
senza farmi male fisico
ma male dentro
come un pugno.
Ho capito che mi amavi
quando ti ho richiamato
e hai detto si
senza lo stupido orgoglio
delle altre persone.
Tu hai detto sì.

– Miriam Messina

IL PADRE E’ UNA PIETRA

Ognuno se lo porta dentro
il suo papà
il suo babbo
il suo papi.
Te lo porti dentro da vivo
e ancor più forte da morto.
Il padre è una pietra
nella nostra esistenza.
Pietra perché forte come
una roccia
o pietra perché resta lì
e non si toglie più
dai ricordi
belli o brutti.
Il volto di un padre
non ha lineamenti
è un volto unico
un quadro immobile.
Le parole di un padre
ci restano nelle orecchie
e ogni tanto le ripetiamo
con lo stesso suo tono.
A volte le richiamiamo noi
ma più spesso ci entrano
nella testa da sole
e non se ne vogliono andare.
Beati coloro che vedranno
il padre tornare bambino
nel tempo della vecchiaia
e avranno la possibilità
di fare da padre a un padre
per far chiudere un cerchio.
Il padre è una pietra
incastrata nel cammino
della nostra vita
per sempre.

Miriam Messina

 

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LA NOSTRA STORIA

Ci conoscemmo a maggio
e ci sposammo a dicembre,
a Natale.
Non sapevamo niente
delle storie degli altri
e non le volevamo sapere.
Prendemmo una casa,
mettemmo un crocifisso
una Madonnina sul letto
e ogni settimana aggiungevamo
qualche mobile.
Fu tutto talmente naturale
senza difficoltà.
Perché volevamo stare insieme.
Era cosi bello stare abbracciati sul letto.
Lavoravamo e poi stavamo insieme
e piano piano organizzavamo
le cose intorno a noi.
Una storia semplice
forse banale
ma è la nostra storia.

– Miriam Messina

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NEL TEMPO IN CUI ERAVAMO FELICI

N17458257_1551057571601302_4028998218525161388_nel tempo in cui eravamo felici
ogni canzone ascoltata
la percepivo bellissima
melodiosa, piacevole da ascoltare.
Nel tempo in cui eravamo felici
ogni persona incontrata
era divertente, simpatica,
ci parlavo volentieri.
Nel tempo in cui eravamo felici
i film comici facevano ridere
e ridevo di gusto.
Nel tempo in cui eravamo felici
il lavoro non mi pesava
era una passeggiata.
Nel tempo in cui eravamo felici
il cioccolato era solo cioccolato
e non una consolazione senza fine.
Nel tempo in cui eravamo felici
ero bella, anche senza trucco
anche con la tuta da ginnastica.

Adesso che ci siamo persi
vesto abiti eleganti
le mie labbra rosso carminio
senza sorriso
i miei occhi blu cobalto senza luce
bella non sono più.
Adesso che ci siamo persi
la musica è banale,
i film fanno cagare
la gente è noiosa
fastidiosa, pallosa.
Adesso che ci siamo persi
mangio cioccolata
lavoro male
dormo poco
son nervosa.
Adesso che ci siamo persi
vivo come vivono gli altri
vivo come vive la gente
senza amore.

– Miriam Messina

TI RICORDO

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Ti ricordo con le tue Marlboro rosse
e l’espressione che facevi quando
ti leggevo un articolo 
sui danni del fumo.
Ti ricordo nelle tue camicie di jeans
perché dicevi che era l’unica camicia
che avresti mai indossato.
Ti ricordo nelle notti in bianco
e nelle mattinate passate a dormire
mentre tutti i tuoi amici lavoravano.
Ti ricordo nella tenerezza con cui
ti fermavi in strada a raccogliere
un cucciolo ferito.
E lo curavi.
Eppure non lo dicevi a nessuno.
Te ne fregavi dei giudizi degli altri.
Non volevi essere amato
da gente di cui non ti importava nulla.
Volevi cambiare il mondo.
Volevi essere te stesso.
Per questo, quando ti ho rivisto
stamattina
al centro commerciale
con la camicia stirata,
una donna elegante sottobraccio
e lo sguardo assente
non ti ho riconosciuto subito.
Lei guardava il cellulare.
Tu guardavi avanti
ma non mi hai vista per fortuna.
Sono sicura che non ti avrebbe fatto piacere.
Perché io ti conoscevo a fondo
e quando non siamo felici,
lo sguardo di chi ci vuol bene,
ci pesa tanto addosso.

Miriam Messina

TI PROMETTO

22730384_1233777343388697_4945322849595022968_n (1)– Ti prometto che diventerò una donna ricca
e avremo sempre tutto ciò che desideriamo,
ti prometto che sarò sempre la più bella,
cosicché tu non possa mai guardare nessun’altra,
ti prometto che ogni giorno sarà speciale
e che inventerò per noi, giochi nuovi da sperimentare.

Ti prometto che mi vedrai ogni giorno con occhi diversi
come se avessi ogni giorno
una donna nuova tra le braccia.
Ti prometto di esserci quando avvertirai solitudine
e di ignorarti e quando avrai bisogno di crescere
e capire quali sono le cose che contano.
Io prometto e prometto ancora.
E tu ?

– Io non posso promettere nulla.
Sono un uomo e non posso sapere
cosa domani accadrà.
Vorrei starti accanto,
mi riesce tanto bene abbracciarti,
baciarti, carezzarti,
farti sorridere e brillare gli occhi.
forse è la cosa che mi riesce meglio,
amarti e farti felice…

Miriam Messina

NON ERA PIU’ NIENTE PER LEI

Inizialmente gli raccontava tutto:
i suoi progetti, i sogni,
gli parlava del quotidiano.
Aveva necessità di confidarsi con lui,
lo cercava, per condividere
i suoi pensieri.
Spesso lui non ascoltava,
non aveva mai tempo
oppure non dava importanza
alle parole di lei.
Continuò ad amarlo ma
prima di parlare imparò a
trattenersi, a dire magari
ciò che lui si aspettava
che lei dicesse
e le cose
andarono bene per un bel po’.

Ogni volta però che lei
aveva necessità di un confronto,
o di un dialogo vero,
fu costretta a cercare un’amica
o un compagno di scuola,
una collega, un’altra persona insomma,
in grado di capirla.

Fu così che quel giorno
in cui ebbe quella splendida notizia,
stava correndo da lui
per raccontargliela
e festeggiare insieme,
ma a un certo punto si fermò
e si accorse che non aveva più
voglia di condividere più nulla
con una persona
che era sempre stata indifferente
al suo mondo interiore.

Si rese conto in quel momento
che il suo grande amore
si era consumato,
avvilito in sé stesso,
senza che lei se ne fosse accorta.
Tornò indietro e pensò
che avrebbe voluto festeggiare
con le persone che l’avevano sempre
ascoltata.
Lui non le mancava più.
Non era più niente per lei.

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NON VI CREDO

 

Non vi credo che siete felici nelle vostre foto.
La felicità la senti dentro e pensi di farti male da quanto è potente.
La felicità vuoi tenerla nascosta perché è troppo grande e hai paura che te la portino via.

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