LA MANCANZA

La mancanza non la avverti mai subito, arriva come un ospite inaspettato in una mattina di primavera, in quelle giornate in cui sembra tutto così lineare, in cui non c’è vento, né pioggia, né troppo sole, e state portando a spasso la vostra esistenza su un passeggino economico e sicuro. Quando il ritmo del vivere vi culla e vi riscalda in un torpore di piccole cose che sembrano tanto importanti e a cui annodate i pensieri ora dopo ora, fino al calare della sera e al dopocena, sempre uguale e rassicurante. Quando le giornate sono attaccate le une alle altre come le tessere del domino, diverse, ma sempre uguali nella forma. Basta poi uno squarcio, una parola, una fotografia, un pezzo di canzone, un nome ascoltato per strada, per riportare tutto il vortice direttamente alla punta, direttamente al punto più doloroso. Quella è la mancanza che toglie il fiato, perché in quell’attimo le tessere del domino cadono dal tavolo e i pensieri diventano farfalle impazzite in una stanza troppo piccola. La giornata non ha più un’ora di pranzo e un’ora di cena, non ha più quelle telefonate tranquille e quei caffè sorridenti, quell’ordine e quella pace che ci congelano la mente. La giornata diventa soltanto mancanza, asfissia, ricerca, vuoto, rimpianto. La mancanza che diventa la protagonista senza averla invitata, perché ci sono persone che vogliamo vicine, senza le quali non ha senso, perché sono la nostra luce, la nostra forza e il nostro destino, disperatamente ci restano attaccate all’anima e ci chiamano da lontano, attraverso segni che possiamo ascoltare soltanto noi e che gli altri non possono comprendere.

– Miriam Messina

7 pensieri su “LA MANCANZA

  1. Mio padre è morto il 26 di settembre di ben trent’anni fa. Questo tuo pezzo dice esattamente anche a distanza di così tanto tempo, quello che io provo. La mancanza nei primi giorni e in quelli dopo, si avverte in un crescendo che fa scoppiare testa e cuore. Poi tutto si placa, misteriosamente la vita t’inghiotte di nuovo e nonostante la mancanza, prosegui con un guardare avanti e un guardare indietro. Grazie per questo scritto molto bello. Buona domenica. Isabella

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