QUANDO UN’AMICA

Quando un’amica ha un dolore
lo senti sottopelle come fosse tuo
vorresti asciugare le lacrime
e alleggerire il suo cuore
puro come la neve.
Quando un’amica vive
la sua notte più buia
vorresti che dormisse,
e poterle sussurrare
che è soltanto un incubo
e domani sarà tutto come prima.
Quando un’amica ti racconta
la sofferenza di un ultimo addio,
non consola
avere davanti il mare
non consola
avere un cielo azzurro
su cui puntare gli occhi,
non consola
il pensiero del futuro.
Quando un’amica
con cui hai vissuto
tante tappe
della vita
soffre,
soffri anche tu
e aspetti il giorno in cui
potrete brindare
di nuovo
a qualcosa di bello,
ancora insieme
ancora unite
per la vita.
– Miriam Messina

L’AMORE PORTA SETE

L’amore porta sete, porta fame, porta il desiderio di essere in tutti i posti più belli che non si sono ancora visti e nello stesso tempo di rinchiudersi insieme in una grotta, per proteggere un’emozione così preziosa dai lupi e dai predoni. L’amore appagato porta sazietà e ci si illude di essere guariti ma poi la fame e la sete tornano, ancora più bramose.

– Miriam Messina78384491_2273498379416583_92326824608006144_n.jpg

PERDERE UN FIGLIO

Un genitore che ha perso un figlio,
non riesce più a essere felice
neanche un secondo della vita
che gli resta da scontare,
sì da scontare e non da vivere.
A volte riesce a ridere per qualche attimo,
come se la memoria cedesse
per qualche istante,
ma subito dopo accade peggio,
perché oltre alla coscienza della realtà,
arriva anche il senso di colpa
per aver potuto ancora gioire.
Il senso di colpa.
La rabbia.
Rendersi conto che è accaduto
proprio alla tua famiglia.
Non poter cedere.
Dover continuare a lottare per chi resta.
Desiderare di essere solo al mondo
per poter morire anche tu in pace.
Sentirsi in colpa poi
anche per questo pensiero.
Odiare chi ha i figli vivi.
Odiare chi parla per consolare.
Sentirsi uno schifo poi
per questi pensieri.
E la mancanza
sempre più forte.
Sempre.
Continua.

– Miriam Messina78185512_2278797632219991_4199308508778201088_n.jpg

SAI QUANTE VOLTE

Sai quante volte volevi sfogarti,
lamentarti
e non l’hai fatto,
per non appesantire gli altri,
coloro a cui vuoi bene.
Lo sai che non fa bene
tenerti tutto dentro ma,
il tuo è un atto d’amore
verso chi ami.
Brava,
hai dimostrato maturità,
perché chi è più piccolo e debole,
ha diritto a pace e serenità.
Chi è saggio sa che può sfogarsi
e parlare, crescere,
con chi ha le spalle più larghe,
con chi è pronto per capirti,
e sa ascoltare.
In fondo la vita è questa:
imparare a scegliere le persone,
imparare a scegliere i momenti,
imparare quando parlare
e quando restare zitti.
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CUORE LEGGERO

E’ una sensazione stupenda, pensare a qualcuno che ci ha fatto tanto soffrire e non provare più alcun dolore, vederlo e sentirlo come un qualcosa di estraneo dalla nostra vita, qualcuno di staccato da noi, finalmente lontano e finalmente reale, non più ingigantito dal riflettore del nostro folle amore, ma un uomo qualunque, pieno di difetti, distante. Un pizzico di nostalgia magari rimane, ma il cuore è leggero e libero dal peso di un sentimento sbagliato.

– Miriam Messina

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SE RESTIAMO AD ASPETTARE

Se restiamo ad aspettare per mesi,
a volte anche per anni,
certo è per amore,
ma non soltanto per l’amore
che proviamo per quella persona,
bensì pure per amore nostro,
in quanto ascoltiamo il nostro cuore,
e vogliamo essere sicuri
che gli abbiamo dato
tutte le possibilità,
persino quando75610794_2231928600240228_8073364538709245952_n
sembrava inutile
e folle.
Noi abbiamo aspettato,
ci siamo concessi
questo lusso,
in nome di ciò
a cui abbiamo creduto.

– Miriam Messina

I COMPLEANNI DELLE MADRI

I compleanni delle madri
si danno sempre per scontati
perché ogni mamma
rinasce con suo figlio
e la festa grande è quella
dei suoi bambini.

Quante torte
preparano le mamme
e quanto amore danno,
senza stancarsi mai.
I compleanni delle mamme
sono un pensiero distratto
nella nostra infanzia e
nella nostra giovinezza.
Un fiore, un abbraccio,
una collanina, una spilla,
una sciarpina di seta.
I compleanni delle mamme
ci sfiorano a metà
perché c’è la nostra vita
in primo piano.

Poi un giorno
quella data arriva come
una pugnalata.
E non possiamo dare più
quell’abbraccio,
non possiamo più
comprare il gioiello più bello,
il profumo più costoso,
stare seduti accanto a lei
per farla sentire tanto amata
come lei sempre ha fatto con noi.
Arriva il giorno del
compleanno della nostra mamma,
ma lei non c’è più
per dirci che le basta un bacio forte
e noi ci sentiamo persi, colpevoli, soli.

Vorremmo dirle tutte quelle parole
che non le abbiamo detto mai,
perché tanto c’è tempo e lei sta a casa
ad aspettarci.
E invece non ci aspetta più
la casa è vuota.

I compleanni delle madri arrivano
una volta all’anno
per sempre
e pesano.
Auguri mamma
oggi era il tuo.

– Miriam Messina12573925_520607298117519_6675267617948527942_n-1

SONO FRANCESCO

Ciao io sono Francesco
e il 9 maggio 2019
sono diventato un angelo.
Beh, così stanno dicendo tutti
e non voglio contraddirli.
A dire il vero avrei preferito
rimanere un ragazzo in carne ed ossa
e restare a casa mia, con la mia famiglia,
andare a scuola, uscire con i miei amici e non lasciare sola la mia ragazza.
Invece adesso sono qui,
in paradiso,
anche se,
io in paradiso ci stavo già
perché vivevo a Ischia.
La mia isola è meravigliosa
e io vorrei che non cambiasse,
avevo già notato che tante cose
stavano peggiorando e
soffrivo per tante ingiustizie
e inciviltà di cui ero testimone
ogni giorno.
Quella sera stavo tornando a casa,
ero sul mio scooter,
un’auto è entrata nella mia corsia
e mi ha investito.
Mi dispiace per mamma
perché quando leggerà questa lettera,
soffrirà ancora
e vorrei che trovasse un poco di pace.
Mio padre ha ascoltato la mia voce
e sta lavorando a un grande progetto
che potrà salvare molte vite.
Mio padre sa cosa fare,
è il mio papà e mi sono sempre
fidato di lui.
Ha fondato un gruppo:
“Salviamo Francesco e gli altri angeli”
per sensibilizzare ogni singola persona,
sul gravissimo problema della guida
sregolata a Ischia.
Ogni volta che uscite di casa,
mettete in moto l’auto,
lo scooter, il furgone, la moto,
l’autobus, il taxi, il camion,
rendetevi conto che
avete un’arma,
che in pochi secondi,
potrebbe togliere la vita
a un bambino, a una donna,
a un uomo, o a un ragazzo di
17 anni come ero io.
Pensateci.
Basta un secondo.
Che fretta c’è?
Rallentate, anzi se possibile
evitate di intasare il traffico, se
non è necessario,
fate più commissioni nello stesso giorno,
andate a piedi per quanto è
possibile, evitate giri inutili.
La vita è così bella.
Voi me l’avete tolta
e non avevate il diritto.
Perlomeno adesso
cercate di salvare la vostra bella isola,
che sta morendo nello smog.
Smettetela di essere così indifferenti,
di pensare solo al vostro orticello,
senza ideali e senza sogni,
cercate di cambiare il mondo
e di farne un posto migliore,
ognuno di voi può farlo.
Io non posso più.
Fatelo in memoria mia.

– Miriam Messina

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ALMENO UNA

Se nella tua vita
hai almeno una persona
da cui poter correre
per piangere e sfogarti
senza nessun controllo,
senza paura di apparire infantile,
senza paura di apparire patetico,
qualcuno che ti consolerà
qualsiasi cosa dirai o farai,
che ti abbraccerà
tenendoti stretta
e sussurrandoti
che andrà tutto bene,
sei già fortunata.
Ci sono persone che
non ne hanno neanche una
nella loro vita,
e sanno,
che qualora
dovessero sfogarsi
con qualcuno,
poi se ne pentirebbero
amaramente
perché
quel momento di debolezza
verrà usato
contro di loro
prima o poi.

– Miriam Messina49021113_2031369913619179_8224460818167627776_n

LA POSTA DEL CUORE

Buon giorno Miriam, le racconto la mia di storia. Ho conosciuto un uomo circa tre anni fa, impegnato da 24 anni, mai avrei immaginato di innamorarmi di lui, per me quelli impegnati non esistevano nemmeno! Eppure con le sue attenzioni, con le sue parole è riuscito a farmi capitolare. Litigavamo spesso perché io, pur mettendocela tutta, non riuscivo ad accettare la situazione, fino al momento in cui abbiamo chiuso. Per sette mesi non mi sono fatta più sentire e poi lo ha fatto lui dicendomi: ho chiesto di te, ti ho pensata, ti ho vista uscire ed entrare dal cancello di casa tua non sai nemmeno quante volte… poi da lì ha continuato a scrivermi fino a quando abbiamo deciso di ricominciare. Con il dolore nel cuore, un dolore che mi ha accompagnata sempre in questi tre anni, ho iniziato a pensare… cosa stai facendo? hai deciso di ricominciare, ma sei disposta, di nuovo, a dividere un uomo con un’altra donna? sei disposta a dividere i sentimenti? Quindi ho deciso di chiedergli se fosse innamorato di me e la sua risposta è stata: io tengo a te, sei una persona importante e per te nutro un affetto sincero. Il mondo mi è crollato addosso, come se tutto quel dolore vissuto in precedenza fosse nulla in confronto. Poi mi ha detto, sei l’unica ad avere le chiavi di questo rapporto, l’unica che può decidere di chiudere. Beh, senza amore nulla aveva più senso , mi ero illusa, DI NUOVO! Avevo creduto che lui mi amasse ed era l’unica cosa che mi faceva sentire meno in colpa nei confronti della compagna. Poi, col suo “affetto sincero” tutto è crollato…non è me che ama! Ho deciso, così, di chiudere. La cosa che mi sta facendo soffrire maggiormente non è il fatto di averlo perso( in realtà non è mai stato mio), ma il fatto che lui sia stato con me per circa tre anni,sapendo dei MIEI SENTIMENTI e, sapendo dei suoi NON SENTIMENTI. Perché? Come si può essere così egoisti e così crudeli?27654489_760698374129494_607169315600034932_n