TI RICORDO

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Ti ricordo con le tue Marlboro rosse
e l’espressione che facevi quando
ti leggevo un articolo 
sui danni del fumo.
Ti ricordo nelle tue camicie di jeans
perché dicevi che era l’unica camicia
che avresti mai indossato.
Ti ricordo nelle notti in bianco
e nelle mattinate passate a dormire
mentre tutti i tuoi amici lavoravano.
Ti ricordo nella tenerezza con cui
ti fermavi in strada a raccogliere
un cucciolo ferito.
E lo curavi.
Eppure non lo dicevi a nessuno.
Te ne fregavi dei giudizi degli altri.
Non volevi essere amato
da gente di cui non ti importava nulla.
Volevi cambiare il mondo.
Volevi essere te stesso.
Per questo, quando ti ho rivisto
stamattina
al centro commerciale
con la camicia stirata,
una donna elegante sottobraccio
e lo sguardo assente
non ti ho riconosciuto subito.
Lei guardava il cellulare.
Tu guardavi avanti
ma non mi hai vista per fortuna.
Sono sicura che non ti avrebbe fatto piacere.
Perché io ti conoscevo a fondo
e quando non siamo felici,
lo sguardo di chi ci vuol bene,
ci pesa tanto addosso.

Miriam Messina

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NON ACCADRA’

A un certo punto,
quasi scherzosamente,
lei gli chiese:
“ma un giorno che litigheremo seriamente
e sarai sicuro di non vedermi più…
Quel giorno…
cosa ti mancherà
maggiormente di me?
C’è un particolare, che pensi che
ti mancherà più di tutti?
Che so: il sesso, le carezze, la voce,
lo sguardo, il sorri…”
Lui la interruppe bruscamente
scuotendo il capo deciso e disse:
“non accadrà!”

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TI ASPETTO

Alla fine del discorso lei si alzò,
si avvicinò alla finestra e guardò fuori.
Lui si aspettava una scenata,
o che lo sbattesse fuori di casa,
o che se ne andasse lei.

Invece restò ferma, fissa,
si voltò lentamente verso di lui
e disse:
“ti aspetto”!

Che magnificenza c’è in questa
breve frase.
Che sicurezza di sé e dell’altro.
Che forza e che delicatezza,
fuse insieme in due
piccole magiche parole,
che racchiudono tutto.
Tutto.

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COL TEMPO

Col tempo
ci renderemo conto
di chi ci ha amato davvero. 
Basterà guardare ognuno
cosa avrà messo sul piatto della bilancia.
Chi ci avrà cercato per noia,
chi per solitudine,
chi per capriccio,
senza rinunciare a nulla,
e chi, pur di starci accanto,
avrà rinunciato a tante ma tante cose.

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NOEMI

NOEMI

Noemi è un bel nome.
La sua mamma lo avrà scelto tra tanti
mentre era in dolce attesa della sua bambina.
Il nome è il primo regalo
che un genitore fa a un figlio,
perché lo accompagnerà
per tutta la vita,
e la vita è ben lunga.

È cresciuta in fretta Noemi e
la mamma certo sapeva che
sarebbe stata dura negli anni
dell’ adolescenza.
Aveva già immaginato
i litigi per lo studio,
per le serate in discoteca,
per le sigarette di nascosto,
o per qualche amicizia sbagliata.

Era pronta,
perché oggi le mamme
sono pronte a questa società difficile.
Però poi sarebbe passata questa età e
Noemi sarebbe diventata una donna.
Avrebbero organizzato insieme
un bel matrimonio,
l’avrebbe accompagnata
a scegliere l’abito bianco
e magari sarebbe scappato un altro litigio.
Poi un giorno Noemi sarebbe corsa a casa
e senza parlare l’avrebbe abbracciata
perché sarebbe diventata mamma anche lei.

Tanti sogni nella testa,
per un futuro incerto,
certamente difficile
ma sempre futuro era.

Invece un giorno,
la parola futuro è sparita.
Risucchiata in un vortice di orrore
che non avrebbe mai potuto
immaginare. Mai.
A Noemi è stato rubato il futuro.
In un colpo solo.
O forse con tanti colpi.
Tremendi.
Indimenticabili.

    Miriam Messina
    • In memoria di Noemi Durini

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A DISMISURA

Si innamorarono a dismisura.
Inizialmente fu uno squarcio
che si aprì nel ventre
della più banale quotidianità.
Successivamente fu un
andirivieni di palpiti
ordinatamente sparsi
sul tappeto dei più imi desideri.

Le bocche chiedevano.
Le mani comandavano.
I corpi obbedivano.
Le vite asservivano.
La gente loscamente tramava.

Si innamorarono a dismisura.
A capofitto.
A squarciagola.
A dirotto.

Si innamorarono.
Senza vie di fuga.

  • Miriam Messina21317914_1189961251103640_1367812770962437502_n

UNA DONNA DEVE

UNA DONNA DEVE

Una donna deve sempre dare
conto agli altri.
Prima ai genitori
poi al marito
poi ai figli.
Deve dare conto alla gente
per suoi amici
per i suoi pensieri
per i suoi abiti
per le sue scelte.
Una donna deve sempre.
Deve.
Nel corso della sua vita
pochi saranno i momenti
in cui avrà potuto bere
dal prezioso calice
della parola libertà.

Miriam Messina


libertà.
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NON PARLAVANO MAI

Non parlavano mai.
Non li interessava sapere del lavoro,
degli amici, del futuro.
Non sapevano nulla
l’uno dell’altra.
Lui non sapeva cosa lei amasse mangiare
e lei non conosceva la squadra di calcio per cui lui tifava.
Lui non le chiedeva che scuole avesse fatto
e lei non voleva sapere chi vedesse quando lei non c’era.
Eppure quei lunghi momenti dopo l’amore,
le carezze languide,
gli sguardi, le dita passate sulla schiena come matite che disegnavano percorsi immaginari.
Quei momenti li legarono moltissimo.
Durante il periodo che li costrinse
alla lunga separazione
compresero che non era possibile
restare lontani.
Dovettero cominciare a parlare
e non andò così male.
Anzi
andò benissimo
e furono dei discorsi
bellissimi
che durano tutt’ora.

Miriam Messina

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SENZA AMORE

Non è vero che senza amore si sta male,
anzi si sta molto bene,
molto tranquilli,
rilassati.
Si mangia con più appetito
e si dorme meglio.
Soltanto i colori sembrano più sfocati,
la musica la senti
ma non la ascolti più
e i sorrisi hanno qualcosa di forzato.
Il mondo ti appare per quello che è,
senza filtri.

E una giornata di sole
non ti fa più sognare,
ma soltanto sudare…

Miriam Messina20139982_1150470561719376_6080718908269380271_n