CI SONO GIORNI

Ci sono giorni nella vita
in cui riesci a sentirti pienamente felice.
Lontano dalla gente, dall’ipocrisia,
dal traffico, dall’ingranaggio del mondo
sempre uguale e freddo e frenetico.
Ci sono giorni in cui parlano i baci
e le mani, gli occhi e la pelle.
Il profumo è il vino che inebria,
che ubriaca i sensi tutti vivi.
Ci sono giorni in cui hai dovuto
usare tutto il tuo coraggio
per prenderti la tua fetta di luna
e trascinarla giù dal cielo e
farla diventare la tua luce
sul comodino del letto
a illuminarti l’amore
a illuminarti gli occhi
a illuminarti la stanza.
Ci sono giorni di felicità
che se li racconti si macchiano,
che devi proteggere
che devi custodire
che devi tenere
dentro di te
come tesori.
– Miriam Messina96574473_2598036270296124_3404326181300862976_n

DI NOTTE

Ciao.
Sono contenta che stai venendo
a trovarmi spesso negli ultimi tempi.
Di notte.
Arrivi e non mi stupisco,
mi pare un evento normale.
Facciamo cose,
le stesse cose che facevamo un tempo,
che abbiamo fatto per tanto tempo.
Quanti anni abbiamo trascorso insieme,
tutti insieme
e adesso sembrano anni di una vita non mia,
perché il secondo tempo della mia esistenza
è cominciato quando tu sei andata via.
Vieni spesso di notte,
nei miei sogni
e facciamo cose,
tu fai anche le cose per i tuoi nipotini,
nel sogno,
anche se nella realtà non li hai mai conosciuti.
Ti vedo in bagno che ti asciughi i capelli,
prepari il bagnetto per la piccola,
in cucina giri il sugo,
chiudi la macchinetta del caffè
e la poggi sul fornello.
Poi ti giri e mi guardi
e io mi chiedo
se sei vera
se sei sempre stata qui
anche se non ti vedevo
e pensavo che mi avessi lasciata.
Una mamma non lascia mai
una figlia da sola,
per questo torni di notte.
Io ti aspetto,
torna sempre di notte
per fare cose insieme,
come se non fosse mai
successo niente.
Buonanotte
spengo la luce,
tu vieni,
vieni…
– Miriam Messina99b6cb3e6915ab7478cbbd9e75d89704

QUANDO UN’AMICA

Quando un’amica ha un dolore
lo senti sottopelle come fosse tuo
vorresti asciugare le lacrime
e alleggerire il suo cuore
puro come la neve.
Quando un’amica vive
la sua notte più buia
vorresti che dormisse,
e poterle sussurrare
che è soltanto un incubo
e domani sarà tutto come prima.
Quando un’amica ti racconta
la sofferenza di un ultimo addio,
non consola
avere davanti il mare
non consola
avere un cielo azzurro
su cui puntare gli occhi,
non consola
il pensiero del futuro.
Quando un’amica
con cui hai vissuto
tante tappe
della vita
soffre,
soffri anche tu
e aspetti il giorno in cui
potrete brindare
di nuovo
a qualcosa di bello,
ancora insieme
ancora unite
per la vita.
– Miriam Messina

IL SEME

Stamattina ho fatto un buco, sì un buco nel terreno di un piccolo pezzo di terra nel mio giardino.
Scavando con le dita, senza guardarmi intorno, ho trovato un seme.
L’ ho tenuto stretto forte nel pugno della mia mano.
Quel seme è la mia vita, sì sono io.
Ha il mio nome. L’ ho pulito, l’ho messo in un bicchiere e l’ho poggiato sulla tavola. Mentre lo guardavo ho rivisto me da piccola, gli errori, le paure, le sconfitte. Ho rivisto tutti i piccoli traguardi che ho sempre raggiunto, le persone che ho amato e quelle che mi hanno amato. In quel seme ci sono io, la mia vita, che è solo mia, perché il seme è uno.
Intorno a me c’è adesso paura, sgomento, incertezza. Io sono serena. Il mondo fuori non è il mondo dentro.
La forza non va presa dall’esterno, dagli oggetti, dal denaro, dalle persone, ma da dentro. Fate anche voi la vostra buca. Se non avete un terreno, prendete un vaso e scavate, fino a che non troverete il vostro seme. Se il seme non basta per darvi serenità, vuol dire che non siete ancora pronti. In quel caso dovrete cercare dei maestri, intelligenti, generosi, colti, divertenti e con esperienza di vita.
Trovate bravi maestri, ma tenete l’occhio sempre puntato sul vostro seme e non avrete più paura.
– Miriam Messina

SMETTILA DI GIUSTIFICARTI

Ti scoprirai libero il giorno in cui parlando con qualcuno, non ti applicherai più a giustificare la tua vita.
Giustificare il tuo modo di porti, il posto in cui abiti, il lavoro che hai scelto, le tue amicizie , la tua casa, le tue abitudini, i vestiti che indossi.
Quanto tempo ed energie perdiamo nel giustificare noi stessi agli occhi degli altri?
Una persona libera ha come punto di riferimento soltanto il proprio percorso e i propri obiettivi.
Tanto per gli altri non andrai mai bene.
Se hai un figlio, ti chiedono perché non ne hai due, se hai due femmine, ti chiedono perché non provi ad avere un maschietto, se non ne hai, ti fanno sentire mutilata, come se solo i figli ci rendessero felici e completi.
Se sei single, ti chiedono perché non ti fidanzi, se convivi, ti chiedono perché non ti sposi, se hai figli e lavori, sei una mamma degenere, se fai la casalinga, sei una fallita.
Se vesti bene, badi troppo all’apparenza, sei frivola e snob, se vesti casual, sei una pezzente.
La gente avrà sempre da giudicare, tu però smettila di dare giustificazioni.
Se sei in crisi con tuo marito e vuoi lasciarlo, non devi spiegare perché, se ti stai vedendo con qualcuno e ti piace, non devi giustificare perché, anzi non devi dirlo proprio a nessuno, se vuoi stare bene con quella persona.
Se hai rotto l’amicizia con un’amica, non devi spiegarlo agli altri Il motivo, se vuoi cambiare lavoro , a nessuno devono interessare le tue motivazioni.
Non devi niente a nessuno, tranne che a te stessa, e alle poche persone che ti sono sempre state vicine e ti hanno aiutato.

IL PERIODO PIU’ BELLO

Sai quando comincia una donna a stare bene? Quando non si stupisce più per le delusioni, perché capisce che fanno parte del suo karma. Quando una donna riesce a stare serena, nonostante guardi la realtà nuda e cruda, e la ama lo stesso, allora comincia il periodo più bello della sua vita.

– Miriam Messinastraordinari-ritratti-celebrita-bianco-nero-irving-penn-cv-700x706.jpg

QUESTO NATALE

Per questo Natale fate caso a chi si preoccupa di farvi stare sereni, di chi, anche se non vi fa un regalo, cerca di aiutarvi nelle piccole cose quotidiane e di farvi sorridere se siete stressati.
Fate caso a chi si ricorda delle vostre mancanze, a chi si accorge se vi stancate e se vi sentite soli e non capiti. Invece di dire “auguri” tanto per dire, guardate gli altri in viso e chiedete se va tutto bene. In questi giorni siamo tutti in ansia per le cose da organizzare, quindi come lo siamo noi, lo saranno anche gli altri. Siamo tutti sulla stessa barca. Soltanto che qualcuno ha più fardelli sulle spalle, e se siamo comprensivi noi, forse lo saranno anche gli altri. Poi ci sono quelli che hanno la pappa pronta e tanto tempo libero, ma alla fine sono i più infelici di tutti, perché non orgogliosi di loro stessi.

– Miriam Messina25594013_1285644918201939_8041408879567023141_n.jpg

CHIUDETE IL CANCELLO

Sapete perché dovete tenere il cancello del vostro giardino chiuso bene? Perché la gente che passa non ci butti la sua mer.. dentro.
Non dovete permettere che tutto ciò che avete fatto per diventare delle persone equilibrate e serene, venga inquinato da chi non vede l’ora di buttarvi le sue ansie e frustrazioni addosso.
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PERDERE UN FIGLIO

Un genitore che ha perso un figlio,
non riesce più a essere felice
neanche un secondo della vita
che gli resta da scontare,
sì da scontare e non da vivere.
A volte riesce a ridere per qualche attimo,
come se la memoria cedesse
per qualche istante,
ma subito dopo accade peggio,
perché oltre alla coscienza della realtà,
arriva anche il senso di colpa
per aver potuto ancora gioire.
Il senso di colpa.
La rabbia.
Rendersi conto che è accaduto
proprio alla tua famiglia.
Non poter cedere.
Dover continuare a lottare per chi resta.
Desiderare di essere solo al mondo
per poter morire anche tu in pace.
Sentirsi in colpa poi
anche per questo pensiero.
Odiare chi ha i figli vivi.
Odiare chi parla per consolare.
Sentirsi uno schifo poi
per questi pensieri.
E la mancanza
sempre più forte.
Sempre.
Continua.

– Miriam Messina78185512_2278797632219991_4199308508778201088_n.jpg