LE DIECI REGOLE PER AVERE SUCCESSO SU FACEBOOK (anche se non serve a niente)

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Oramai il social network inventato dal genio Mark Zuckerberg, è il più utilizzato in tutto il mondo, anche se è snobbato da molti che riescono tranquillamente a farne a meno e che si ritengono superiori. Uno dei bisogni dell’essere umano è il desiderio di conferme, che aumentano l’autostima e migliorano l’umore, e quale metodo più immediato, che postare una foto o una frase e sentirsi inondati di likes e commenti da amici e conoscenti? La domanda che spesso mi pongono è: “come fai ad avere tante persone che ti seguono e che apprezzano qualsiasi cosa tu pubblichi?” Ho stilato quindi un decalogo  con le mie dieci regole magiche.

  • 1) NON PUBBLICARE PIU’ DI TRE POST AL GIORNO. Il rischio è che invadendo la home, i contatti scelgano di non visualizzare più i tuoi post, oscurandoli, ( sempre se non ti cancellano direttamente).
  • 2) NON PUBBLICARE MAI TANTE FOTO TUTTE INSIEME, se non composte in un breve video o in un collage, perché il nostro occhio tende a visualizzare meglio una singola foto.
  • 3) EVITARE I POST TROPPO PERSONALI, con gerghi e allusioni che capiscono solo i tuoi amici, per tale tipo di condivisione ci sono i gruppi.
  • 4) EVITARE DI LAMENTARTI DEL TUO MAL DI TESTA, del traffico o del tempo, sinceramente sono post noiosissimi che porteranno soltanto tua sorella o tua cugina a chiederti in privato se hai già preso un’aspirina.
  • 5) EVITARE GLI HASHTAGS, che distraggono la lettura della frase , anche perché  sono utili soprattutto su Instagram e Twitter.
  • 6) METTERE SEMPRE UN LIKE A CHI TI COMMENTA, anche se avendone il tempo, è bello rispondere personalmente a ogni commento. E’ ciò che farà venire voglia la prossima volta ai tuoi contatti di seguirti ancora.
  • 7) Per quanto possibile, CERCA DI ESSERE GENEROSO ANCHE TU DI LIKES E COMMENTI, perché come nella vita, ciò che dai, poi ricevi.
  • 8) SE VUOI AUMENTARE I TUOI CONTATTI, chiedi amicizia nei vari gruppi, che cercherai apposta, a persone che abbiano la tua stessa passione: musica, poesia, sport, in modo che i tuoi post, avranno già un pubblico selezionato con cui avere un riscontro immediato.  Io per esempio, che amo scrivere, ho tra i miei contatti, scrittori, lettori incalliti, amanti della poesia e della letteratura in genere, con cui ci seguiamo vicendevolmente.
  • 9) EVITA DI RENDERTI RIDICOLO, mettendo il like ai tuoi stessi post e non scrivere frasi di altri senza citarne la fonte, ne perderai in credibilità e correttezza.
  • 10) In ultimo, il consiglio fondamentale: PRIMA DI PUBBLICARE QUALSIASI COSA, PENSACI! Non è il tuo blog segreto che fai per te stesso, in cui scrivi stupidaggini per passare il tempo, ma stai scrivendo per “condividere”, per cui, cerca di mandare dei messaggi interessanti, cerca di scrivere qualcosa di utile o di divertente, di profondo, qualcosa per cui l’utente, bombardato di link, abbia il desiderio di fermarsi a leggere o guardare, di mettere un like e persino di condividere, perché più verrai condiviso e più verrai letto.

LE FRUSTRAZIONI

Nella nostra vita quotidiana, ognuno di noi è soggetto alle frustrazioni. Sul lavoro non siamo valorizzati come meritiamo, nel rapporto di coppia non veniamo capiti profondamente, gli amici non sono disponibili quando ne avremmo bisogno, la nostra immagine allo specchio non ci restituisce ciò che desidereremmo vedere. Anche se in termini differenti, ognuno di noi è soggetto giornalmente a piccole o grandi frustrazioni. Il modo in cui reagiamo ad esse, fa la differenza tra un individuo e un altro. Molti uomini sul lavoro hanno un atteggiamento da zerbino, non hanno il coraggio di controbattere a piccole o grandi ingiustizie, e poi tornano a casa dalla moglie e si sfogano con lei, urlando, sbraitando,  rovesciando su lei  le mancanze che sentono dentro di loro. Frasi come: “non sei capace di fare nulla, sei una persona inutile” che vorrebbero rivolgere a loro stessi, ma che urlano alla malcapitata moglie. Un altro esempio può essere un uomo che viene manipolato da una donna, che lo tratta come una nullità nella vita di coppia e lui poi sfoga in azienda sui propri dipendenti le sue incompiutezze sentimentali. Ci sono poi alcuni genitori, che non essendo soddisfatti della propria carriera, riversano sui figli le loro aspettative, facendoli diventare dei piccoli robot, costretti a ore di pianoforte o di sport per cui non sono predisposti, soltanto per soddisfare le loro aspettative deluse. Per non parlare dei genitori che sono ossessionati dai buoni voti e fanno a gara con gli altri genitori a chi ha il figlio più bravo a scuola, senza pensare che un alunno non va giudicato soltanto dai voti, ma da una serie di comportamenti e piccoli successi che fanno parte del cammino scolastico. Ci sono poi le donne deluse dall’aspettativa del principe azzurro, che devono scaricare la frustrazione del loro matrimonio fallito sul tutto il restocoppia_litigio-645x430 del genere maschile. Ecco, io credo che imparare a gestire le nostre frustrazioni e canalizzarle nel modo giusto, sia una grande prova di maturità e di consapevolezza. Capire quando non siamo contenti e nello stesso tempo riuscire a sfogare nel modo giusto il nostro malessere, senza farlo pesare sugli altri. Riuscire a perdonarci per i nostri insuccessi, volendoci bene senza essere troppo severi con noi stessi, capire come fare a stare meglio: parlare con un amico sincero, fare uno sport, camminare all’aria aperta, insomma “sfogare” nel modo giusto, senza fare del male a noi stessi e neanche alle persone che amiamo. Non c’è niente di più brutto che essere gentili e accomodanti con tutti: colleghi, superiori, conoscenti, e poi buttare tutto il nostro fango interiore sulle persone che ci vogliono sinceramente bene e che ci sono sempre state vicine. Questo è un grandissimo fallimento nella vita: non riuscire a premiare chi ci fa del bene, dando il meglio di noi stessi a chi non lo merita e scaricandoci su chi ci ama. Un grandissimo fallimento che dovremmo evitare assolutamente.

SUCCESSO MERITATO O RUBATO?

Perché Maria De Filippi è riuscita ad avere tanto successo? Perché conduce tanti programmi sulla Mediaset, mentre tanti suoi colleghi sono a spasso, e viene chiamata anche dalla rai per condurre il festival di Sanremo?  E’ merito del celebre marito o sono le sue doti di conduttrice?maria-de-filippi?

SE HAI UN SOGNO TU LO DEVI PROTEGGERE

Ho ascoltato casualmente un’intervista dell’attore Will Smith, e l’ho scritta, per dare a tutti la possibilità di leggerla e motivarsi. Spero vi darà energia, come l’ha data a me.

“Mi sto davvero divertendo con la mia vita e voglio parlarne. Amo vivere, credo sia una cosa contagiosa e che non puoi fingere. La grandezza non è questa magica, meravigliosa, inafferrabile caratteristica divina, che solo pochi prescelti raggiungeranno mai. E’ qualcosa che davvero esiste in ognuno di noi, è molto semplice. Questo è ciò in cui credo, e sono pronto a morire pur di realizzarlo. Punto. Semplicissimo. So chi sono, so  quello in cui credo, non importa nient’altro. E da lì cominci a fare ciò che devi fare. Spesso invece rendiamo la situazione più difficile di ciò che dovrebbe essere. Cerchiamo sempre la complessità.

La distinzione tra talento e capacita, è uno dei concetti più fraintesi dalle persone che stanno cercando di eccellere, che hanno dei sogni e vogliono realizzarli. Il talento è una dote naturale. Le capacità si sviluppano esclusivamente attraverso ore e ore e ore di lavoro su sé stessi. Non mi sono mai considerato particolamermente dotato. Ciò che mi contraddistingue è un’assurda, folle, etica lavorativa. Quando gli altri dormono, io lavoro. Quando gli altri mangiano, io lavoro. Non c’è via di scampo.  Indipendentemente da quanto sei dotato, il tuo talento ti lascia a piedi, se non sviluppi le tue abilità, se non studi e se non ci lavori sù, se non ti dedichi mente e corpo a migliorare ogni singolo giorno, non sarai mai capace di esprimere il tuo talento nel modo in cui vuoi. L’unica cosa che mi contraddistingue da molti altri è che non ho paura di morire su un tapis roulant. Puoi avere più talento di me, puoi essere più intelligente, ma se entrambi saliamo sul tapis roulant, è una delle due: tu molli prima o io ci lascio la pelle! E’ così che funziona!  Voglio rappresentare un ideale, voglio rappresentare possibilità. Voglio rappresentare l’idea che tu puoi davvero realizzare i tuoi desideri. Uno dei miei libri preferiti è “L’alchimista” di Paulo Coehlo . Io ci credo davvero. Credo di potere realizzare davvero qualsiasi cosa io voglia realizzare. Il primo passo, prima che qualcun altro al mondo ci creda, è che devi crederci tu. Credo che esista una componente di pazzia che ogni persona di successo deve avere. Uno deve credere che qualcosa di diverso possa succedere. Confucio ha detto: “chi crede di farcela e chi crede di non farcela, di solito finiscono per avere entrambi ragione”. Essere realistici è la strada più frequente percorsa sulla via della mediocrità. Perché essere realistici? Per quale ragione? Riuscirò a farlo, l’istante in cui decido di farlo è già realizzato, dobbiamo soltanto aspettare che tutti siano in grado di vederlo. E’ irrealistico pensare di entrare in una stanza, premere l’interruttore e avere la luce, eppure Edison non la pensava così per fortuna. E’ irrealistico pensare che le persone possano volare sull’oceano su un pezzo di metallo, eppure qualcuno non la pensava così. Mi sembra una cosa talmente ridicola quella di adottare l’idea che è impossibile, che non succederà mai, che non è fattibile. I nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre idee, i nostri sogni, si materializzano nell’universo. Se desideriamo qualcosa, se l’immaginiamo, e ci impegniamo seriamente per ottenerla, quella è una sorta di spinta che esercitiamo sull’universo per realizzare quell’idea. L’universo non ci prende in giro. Se non lasciamo che il mondo, le persone, le situazioni, ci sottomettano, allora noi riusciremo a piegare l’universo, a domandare, a comandare, che l’universo diventi quel che vogliamo che sia. Ho studiato il modo in cui l’universo agisce.  C’è una sorta di potere redentore, intrinseco, a prendere una decisione. Invece di sentirti condizionato dalle circostanze che hai intorno, prendi una decisione! Semplicemente, scegli! Quel che succederà, chi diventerai, come riuscirai a farcela. Se prendi una decisione, da quel momento, l’universo si toglierà di mezzo, è come l’acqua, vuole muoversi, raggirare gli ostacoli.   Esiste una sorte di corrente nell’universo che in qualche modo bisogna imparare a navigare. La paura mi dà motivazione. Odio essere spaventato all’idea di dover fare qualcosa, e credo che quel che si è sviluppato in me sin da quando ero piccolo, è un’attitudine ad attaccare le cose che mi fanno paura. Roosvelt disse: “l’unica cosa da temere, è la paura stessa”. Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Se hai un sogno, tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa, lo dicono a te che non sai farla. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila, punto!”sogni-realtà.jpg