HO CAPITO DI AMARTI

Ho capito di amarti
quando sono restata sola
e nella distanza
dei nostri corpi
ho avvertito la vicinanza
delle nostre anime.
Ho capito di amarti
quando nella certezza del tuo cuore
non sentivo, prepotente
il desiderio del controllo.
Ho capito di amarti
ogni volta che il lavoro era duro
ma nel ricordo dei tuoi sorrisi
e dei tuoi abbracci
mi appariva leggero.
Ho capito di amarti
quelle sere in cui
tra i mille inviti alle feste
ho preferito il calore delle tue carezze.
Ho capito di amarti dalla volta in cui
mi hai riconosciuta tra mille
e mi sei venuto incontro
anche nella notte più buia
in cui sembrava che l’alba
non dovesse arrivare mai…

  • Miriam Messina19511068_1132043743562058_1409018118245513874_n

 

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MARTA E CLAUDIO – ROMANZO BREVE

Marta e Claudio si amano molto.
Si amano da circa due anni di un amore vero e forte, uno di quegli amori che capitano una volta nella vita.
Marta e Claudio non possono stare insieme, perché non sono liberi e non sono quel tipo di persone che buttano tutto all’aria, facendo soffrire altre persone, per realizzare la loro felicità.
Marta, 5 anni fa, ebbe un esaurimento nervoso, a causa di un aborto, e ha trascorso circa 3 anni a letto, imbottita di farmaci che la rendevano insopportabile, ha tentato più volte il suicidio e soltanto il marito le è stato vicino, nessun altro, l’avevano abbandonata tutti.
Quando due anni fa Marta è finalmente guarita , ha promesso al marito che avrebbe fatto di tutto per renderlo felice e dimenticare quei terribili anni vissuti insieme. Il marito ama molto Marta e farebbe qualsiasi cosa per lei.
La compagna di Claudio 8 anni fa è restata incinta, era grande la loro felicità, fin quando, al quinto mese, hanno scoperto che il bambino non avrebbe potuto vivere una vita normale, a causa di una malformazione che lo avrebbe reso invalido sin dalla nascita.
La compagna di Claudio ha vissuto dei momenti terribili e aveva deciso di interrompere la gravidanza, perché non se la sentiva di mettere al mondo un bimbo con così gravi problematiche. Claudio fece di tutto per convincerla a continuare la gravidanza, dicendo che non potevano uccidere il frutto del loro amore e che non l’avrebbe lasciata mai sola, nel difficile compito di tirare su’ e accudire il loro bambino, per sempre.
Marta e Claudio si sono incontrati in un giorno di febbraio, era il 17, la festa del gatto.
Si sono piaciuti subito, ma si piacevano già, perché si conoscevano di vista da sempre, anche se non si erano mai rivolti la parola.
Come descrivere il loro amore?
Nacque cosi naturalmente, così splendente, che non poteva mai essere una cosa sbagliata.
Quando due anime gemelle si incontrano, non c’è da farsi troppe domande, bisogna soltanto stare insieme e mollare tutto il resto.
Per loro non era possibile mollare tutto.
Immaginavano ogni giorno, come sarebbe stato bello, pranzare insieme, fare la spesa insieme, andare al ristorante, in viaggio, fare delle lunghe passeggiate, organizzare cene con gli amici e ridere , baciarsi, progettare il futuro, fare l’amore, litigare, fare pace e dormire insieme nella pace dell’amore vero.
La loro felicità avrebbe distrutto le persone che avevano a fianco e non si sarebbero goduti niente, niente…
Un pomeriggio, al telefono, Claudio le ricordò di quella volta in cui lui, 10 anni prima, era entrato nell’ufficio in cui lei lavorava, perché aveva un appuntamento con un suo collega.
Anche Marta ricordava perfettamente quel giorno.
Era seduta alla sua scrivania e indossava uno dei suoi completi classici, che la facevano sentire così professionale e ordinata. I lunghi capelli sciolti sulle spalle, il sorriso sempre pronto. Lo vide entrare dalla porta a vetri, che bel ragazzo che era, chissà che ci faceva li? Si avvicinò alla scrivania, e con un sorriso dolcissimo, chiese di poter parlare con quel fanatico del suo collega.
Marta guardò Claudio e per un momento non seppe cosa rispondere, dentro di lei era convinta che quel ragazzo era entrato per lei, ma non era cosi.
Lui entrò nell’ufficio del suo collega e si trattenne una ventina di minuti.
Marta pensò che quando fosse uscito, gli avrebbe chiesto di cosa avessero parlato, così lo avrebbe conosciuto meglio, le era sempre piaciuto quel ragazzo, ma non aveva mai avuto occasione di incontrarlo.
Claudio poi le confidò che anche lui aveva pensato di invitarla a prendere un caffè, quando fosse uscito dall’ufficio del collega.
Invece il destino aveva deciso diversamente.
Squillo’ il telefono di Marta, era l’agenzia di Londra, per un ordine importante, una telefonata troppo urgente, a cui dovette dedicare la massima attenzione.
Quando Claudio ripasso’ davanti alla scrivania, era distratta, lui la salutò con un bacio soffiato sulla mano, lei con un sorriso.
Poi la vita andò avanti, come sempre impietosa e veloce, e non ci pensarono più.
Che pena nel cuore a pensarci oggi.
Se non fosse squillato il telefono, adesso magari erano insieme, sposati, con i loro figli e la loro casa.
Erano sicuri che sarebbe stato un bel matrimonio, non logorato dallo scorrere del tempo, non offuscato dai piccoli o grandi problemi quotidiani.
Una sera d’inverno, si videro al posto dove si erano parlati quel giorno del primo incontro, il giorno della festa del gatto.
Mentre si baciavano, Marta avvertì un fruscio vicino alla gamba e scorse un gatto rosso che si strofinava e faceva le fusa ai loro piedi.
Lo carezzarono insieme. Aveva un collarino verde, a cui attaccato c’era una pallina di vetro, in cui si vedeva un bigliettino.
Marta aprì la pallina ed estrasse il foglio.
Lesse ciò che vi era scritto a mente e poi lo fece leggere a Claudio, che a voce alta disse: “esprimi un desiderio”.
Si guardarono. Sorrisero. Loro due si sorridevano sempre quando si guardavano, ma stavolta il sorriso era diverso, era di una complicità e di un’intensita’, che a scrivere non si può spiegare.
Marta disse con voce ferma e sicura: “vogliamo tornare a dieci anni fa”.
D’improvviso arrivò un temporale violentissimo, acqua a secchiate addosso, vento, raffiche fortissime, sembrava un uragano.
Marta e Claudio persero conoscenza, come fossero annegati o volati via nel vortice del temporale.
Quando Marta aprì gli occhi era nel suo letto, nella sua cameretta, a casa dei suoi genitori.
Sua mamma la stava chiamando dalla cucina per il caffè. Mamma era ancora viva.
Corse in cucina, era tutto come allora, la mamma era di spalle, coi suoi cari vestiti, che aveva dimenticato, ma che adesso erano così familiari. La chiamò: “mamma…”
Che cara parola, che bel suono da pronunciare ad alta voce. La abbraccio’ forte e da quel giorno la abbraccio’ spessissimo.
Era tornata a 10 anni fa, con la memoria di adesso. Sapeva cosa era accaduto e non era un sogno, perché la vita procedeva normale e ordinaria.
Sapeva che era accaduta una magia.
Non voleva fare passi falsi.
Non poteva andare a cercare Claudio dove viveva 10 anni fa, c’era il rischio che l’incantesimo si rompesse.
Doveva aspettare il giorno dell’ufficio, ma non ricordava qual era.
Finalmente una mattina lo vide apparire dalla porta a vetri.
Era tutto esattamente come 10 anni prima.
Claudio si avvicinò alla scrivania e lei si chiese se anche lui avesse la memoria di oggi.
Evidentemente no, perché lui le chiese di parlare col suo collega fanatico.
Mentre Claudio era in ufficio, Marta capì che lui non ricordava nulla di loro e doveva decidere lei da sola se cambiare il destino oppure no.
Squillo’ il telefono. Era Londra. Parlò dell’ordine. Si aprì la porta dell’ufficio del collega, da cui uscì Claudio, che la salutò con un bacio soffiato sulla mano.
Marta posò la cornetta del telefono sulla scrivania, mentre era ancora in corso la conversazione, si alzò in piedi e guardo’ Claudio. Anche lui la guardò, per un attimo che sembrava non dovesse smettere mai.
Le disse: “Quando finisce il turno le piacerebbe prendere un caffè con me?”
Fu il primo caffè della loro meravigliosa storia d’amore, da cui nacquero 2 bambini stupendi e sani, cresciuti in un clima di gioia e purezza infinite.
La vita spesso è dura con noi, ma se sapremo credere alla magia e sapremo essere onesti e attendere, senza fare del male a nessuno, arriverà un segno, un’occasione, che dovremo cogliere, per poter essere felici .

– Miriam Messina

LA POSTA DEL CUORE

Stamattina mi ha riscritta una ragazza di cui avevo gia pubblicato la lettera. Lui la aveva lasciata senza spiegazioni dopo un intenso, anche se breve, periodo di frequentazione, e lei non capiva il perché. Ecco la spiegazione di lui. Assurdo veramente.
La ragazza si chiama Tatiana e a lei non importa dell’anonimato, infatti lei non ha nulla di cui vergognarsi. Aiutatela a uscire fuori da questo dolore, lei risponderà personalmente ai vostri commenti. Buona domenica 

“Ieri sera mi ha chiamata, ribadendo che sia finita. Ha detto che voleva farlo già da prima di capodanno però non ha avuto il coraggio e non voleva rovinare tutto. Allora penso a tutte le cose che abbiamo fatto a capodanno ma io l’ho visto come sempre. Dice che un po’ per la distanza (1 ora) e non ce la fa più, e poi perché lui non sta più bene perché io lo accontento in tutto e mi faccio in quattro per non farlo arrabbiare, quindi praticamente sono stata lasciata perché sono buona con lui. Mi ha detto mi dispiace non me la sento di andare avanti, si è scusato per come mi ha lasciata due settimane fa e mi ha salutata”

SMETTILA DI GIUSTIFICARTI

Mi sono scoperta libera il giorno in cui parlando con qualcuno, non mi sono applicata più a giustificare la mia vita.
Giustificare il mio modo di pormi,  il posto in cui abito, il lavoro che ho scelto, le mie amicizie , la mia casa, le mie abitudini, i vestiti che indosso.
Quanto tempo ed energie perdiamo nel giustificare noi stessi agli occhi degli altri?
Una persona libera ha come punto di riferimento soltanto il proprio percorso e i propri obiettivi.
Tanto per gli altri non andrai mai bene.
Se hai un figlio, ti chiedono perché non ne hai due, se hai due femmine, ti chiedono perché non provi ad avere un maschietto, se non ne hai proprio, ti fanno sentire mutilata, come se solo i figli ci rendessero felici e completi.
Se sei single, ti chiedono perché non ti fidanzi, se convivi, ti chiedono perché non ti sposi, se hai figli e lavori, sei una mamma degenere, se fai la casalinga, sei una fallita.
Se vesti bene, badi tropo all’apparenza, sei frivola e snob, se vesti sportiva, sei una pezzente.
La gente avrà sempre da giudicare, tu però smettila di dare giustificazioni.
Se sei in crisi con tuo marito e vuoi lasciarlo, non devi spiegare perché, se ti stai vedendo con qualcuno e ti piace, non devi giustificare perché, anzi non devi dirlo proprio a nessuno, se vuoi stare bene con quella persona.
Se hai rotto l’amicizia con un’amica, non devi spiegarlo agli altri Il motivo, se vuoi cambiare lavoro , a nessuno devono interessare le tue motivazioni.
Non devi niente a nessuno, tranne che a te stessa, e alle poche persone che ti sono sempre state vicine e ti hanno aiutato.

– Miriam Messina
miriammessina.wordpress.com

LA POSTA DEL CUORE

Adesso vorrei pubblicare la lettera di un giovane uomo, perché non siamo solo noi donne a soffrire per amore.

“Miriam,Ti racconto la mia storia,non sono in molti a conoscerla,ma a Te la voglio raccontare perché penso che Tu sia una persona sopra la media. Ho conosciuto la mia ex nel lontano 2003. Non sarei in grado di raccontartela a parole perché mi verrebbe da piangere,posso solo scriverla. Lei Siciliana,molto bella,abbiamo iniziato con un rapporto a distanza. La cosa più bella,però, è che lei aveva una meravigliosa bambina di tre anni e questo non è stato un deterrente,anzi ,era una cosa stupenda diventare padre di un angelo. Abbiamo fatto di tutto per fare in modo di portarle a vivere qui da me,ma alla fine ci siamo riusciti. Ho cresciuto questa bambina come fosse mia,l’ho protetta e amata come si ama un figlio,se non di più! Poi tra il 2016 ed il 2017 è successo qualcosa ,che non saprei nemmeno spiegarti,comunque non sarebbe nemmeno corretto da parte mia incolpare lei,quando muore una storia non ci sono colpevoli,ma solo vittime. Però ho voluto continuare a vedere sua figlia, perché per me non era cambiato niente nei suoi confronti, lei era mia figlia . Ma piano piano si è staccata da me, è stato come una candela che si stava spegnendo! Questo perché la mamma doveva ( ed ora lo ha fatto) andare a convivere, assieme alla figlia, con un’altra persona e quindi io ero un intoppo. , questa cosa ha creato un baratro dentro di me, sono passato da essere padre ad essere niente in uno schioccare di dita. A testa bassa ho fatto un passo indietro, senza scalpore, senza “disturbare” perché qualsiasi mia azione avrebbe creato dispiaceri a tutti, specialmente alla ragazzina, vittima anche lei di questo mondo “variabile “ di sentimenti!”

LE PRINCIPESSE TRISTI

Perché sono sempre le fanciulle più belle a soffrire così tanto per amore? Perché dei volti così belli, così delicati, così dolci, hanno spesso quegli occhi tristi, che nascondono un grande dolore, da dover superare e dimenticare? Le amiche non comprendono, continuano a dire: ” puoi avere tutti quelli che vuoi, perché ti ostini a pensare a lui?” Loro non capiranno mai quei sentimenti. Perché una bambina non bella, si abitua da piccola a capire che la vita è sovrastata dalle illusioni, dall’effimero, dalla superficialità, e cerca direttamente ciò che è consono, ciò che è giusto, ciò che è adatto a lei. Una bambina bella è già una principessa, è già adornata di merletti e braccialetti, da sempre. Legge le favola di Cenerentola, della Bella Addormentata, che sono talmente belle, talmente eleganti, snelle, che certamente la loro vita sarà splendida, e arriverà il principe, sì il principe.  Perché anche se tutto intorno c’è un mondo marcio, che crolla a pezzi, loro sono principesse, e lo specchio, ogni giorno parla, dicendo che la bella del reame sarà felice, senza sforzo, senza fatica, sarà amata perché così sta scritto. E invece la realtà è diversa,il principe non è buono, il principe non è capace di amare, il principe è camuffato di azzurro, ma è nero come la notte, e a volte come la morte.  Perciò su quei visi tanto belli,2016-02-15 15.12.31 troppo spesso c’è il velo del dolore, di un amore da dimenticare, da archiviare, da rinnegare, anche se sembrava scritto sulle ali del destino.