I NOSTRI DISCORSI

I nostri discorsi più importanti
cominciarono nelle nostre teste
prima ancora di aprir bocca.
Non furono gli occhi a cercarsi
e neanche le mani.
Non fu come nelle poesie.
Fu qualcosa di più crudo e forte.
Fu come un terremoto
che squarcia la quiete del sonno.
Fu la tua persona che incontrò la mia
si presentarono a nostra insaputa

Miriam Messina

 

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ERA IL GIORNO DI SAN PIETRO

Era il giorno di San Pietro
e le campane del paese
suonavano già in festa dall’alba.
Tu camminavi fiera col tuo vestito di seta
che ondeggiava tra le lunghe gambe
come fa il mare.
L’estate era scoppiata
ma il viso tuo restava cupo,
come se intorno a te,
invece che colori, musica e campane,
ci fosse gelida neve e freddo.
Era il giorno di San Pietro
e tu camminavi fiera,
tra la gente
che ti guardava da lontano
e poi vicina,
abbassava lo sguardo.
Fu l’ultima volta
che ti vedemmo passare,
col tuo vestito a onde,
col tuo viso cupo.
Stavi già andando via,
lontano da noi,
e non lo sapevamo ancora.
Era il giorno di san Pietro
l’estate era nell’aria
ma per noi
da quel giorno
arrivò
freddo
l’autunno.

Miriam MessinaVideo-il-backstage-di-Miraggio-in-bianco-e-nero

 

 

SORRIDO DA SOLA

SORRIDO DA SOLA

Ma come fate a chiedervi se siete innamorati oppure no? Sorrido, sorrido da sola nel mio silenzio stracolmo di parole. Ripenso a quando avevo l’impressione che il cuore mi dovesse scoppiare in petto e i pensieri pulsanti di felicità facessero esplodere il cervello. Ero talmente euforica, ebbra, che avevo paura veramente, di stare male, che mi trovassero priva di sensi per la troppa gioia. Sorrido. Che ne sapete voi? Recitate le frasi delle poesie a memoria, ma dentro lo sapete che siete indifferenti. L’amore vi cambia. La vita quotidiana cambia. Diventa tutto irregolare e bagnato di sole, impregnato di quel pulviscolo che entra dalle finestre col fascio di luce del primo pomeriggio. Gli oggetti e le strade e la gente, diventano iridescenti. Poi invece diventa tutto nero. Nulla resta più come era prima.

Miriam Messina

 

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LA NOSTALGIA DOLCE

16298816_982309635202137_7159553860625146300_nC’è una nostalgia dolce che ci assale in alcuni momenti di felicità. È un piccolo senso di colpa per coloro che amiamo e che in quel momento non sono con noi a condividere quell’attimo. È un dolore sottile per il ricordo di altre felicità passate e ormai lontane. È una catena leggera attaccata alla gamba, mentre camminiamo sul sentiero del sole. È dolce ma con un pizzico di amaro sulla lingua.

QUANDO AVRAI DIMENTICATO?

Quando potrai dire finalmente di averlo dimenticato? Quando non rischi più di pronunciare il suo nome quando chiami un’altra persona. Quando ti dimentichi di guardare il suo profilo social per un giorno intero. Quando non cerchi con lo sguardo, per strada, tutte le automobili come le sue. Quando la mattina riesci a fare colazione e vestirti, senza che il suo pensiero ti abbia ancora sfiorato; quando riuscirai finalmente a buttare via il biglietto del primo cinema che avete visto insieme. Quando la smetti di fare ragionamenti inutili su cosa sarebbe potuto stare e non è stato. Quando i lineamenti del suo viso non ti sembreranno più così perfetti e il profumo della sua pelle non sarà più l’unica droga  da cui dipendi; quando ti viene voglia di indossare un bel vestito anche se lui non potrà vederti. Quando finalmente riuscirai a sentirti felice, anche per due ore intere, con un’altra persona che non sia lui, ma soprattutto quando non lo odierai più, ma proverai un distacco quasi simile alla tenerezza, all’affetto, per ciò che era per te, e che per fortuna adesso, 12573925_520607298117519_6675267617948527942_n-1non è più.

 

I GESTI E LE PAROLE

Quando ci tieni a una persona, impari a pensare, prima di pronunciare qualsiasi parola  o di fare qualsiasi gesto, perché sai che la vostra storia, sarà la somma di tutte le parole, dette o non dette, e di tutti i gesti, che hai fatto o che non hai fatto mai.15192756_936621906437577_8590240641895807358_n .

DONNA, SEI BELLA…

Donna, sei bella e tanto desiderabile, che ogni giorno ricevi un fiore, ogni giorno ricevi una gemma, ogni giorno una poesia, ogni giorno un cioccolatino, una cena, un regalo, un complimento.   Ogni giorno, per tanti giorni.

“Ti amo” è una canzone che ti cantano all’orecchio, per solleticarti, per soggiogarti.  Donna, sei bella e le altre donne sputano il loro veleno sui tuoi lunghi capelli. Quanto dolore troverai nel fondo di quei pacchetti regalo.

Donna non piangere. E’ questa la vita. Butta tutti i regali, butta tutti i fiori e resta ferma. Resta ferma nel tuo grembo magico, da cui nasce la vita. Non è tua la scelta. Chi sarà capace di leggere il tuo prezioso cuore, verrà a prenderti direttamente dove stai, ci metterà14671288_1407131032647561_5471504512132794276_n la faccia, ci metterà impegno, passione, coraggio e fatica e ti regalerà qualcosa di reale: una vita insieme di vero amore senza compromessi.

 

 

AMORE TESORO COME NUTELLA

Tutti quegli “amore” “tesoro” buttati lì per caso, come nutella spalmata su serate inutili e vuote, per dare un poco di sapore.13445718_10208801980560889_2415113692762569613_n Uomini con l’anima più vuota della testa.
Poi una sera arrivò lui e le disse: “sono confuso, non ci capisco più niente con te, ho perso il senso normale delle cose…”
Tremava mentre lo diceva. Vi rendete conto? Un uomo come lui che tremava come un ragazzo…

LE SEPARAZIONI

Era necessario separarci per dei periodi, a volte brevi, a volte lunghi, qualche dolorosa volta, lunghissimi.
Era necessario per poter continuare a dare senso alla vita, per poter pensare anche alle altre persone, al lavoro, alla palestra, alla vita normale, quotidiana, insomma.
Perché l’amore ci toglieva il respiro e non ci permetteva di staccarci dal nostro cerchio incantato.
14479641_498840663729060_1099483884433471899_nMa non potevamo mica vivere incantati per sempre.

GODERE

Fu così che a un certo punto cambiò392344_2797392588015_13491542_n tutto. Una mattina decise di fare ciò che voleva fare, e invece di andare al mercato con le altre donne, ad acquistare cose di cui non aveva bisogno, restò a casa, e cominciò a scrivere. Lo faceva sempre, ma poi si interrompeva, perché pensava ci fossero cose più urgenti. Da quel giorno però, capì che nulla era più urgente di sé stessa, e di ciò che aveva voglia di fare. Non pensò più alle persone che credeva le volessero bene e non fece più nulla per loro, perché non era vero che le volevano bene. Non si occupò più di tutte quelle incombenze che le sembravano così importanti, perché non lo erano. Passò tutto il tempo a scrivere e rispose soltanto a chi la cercava. Ne uscì fuori il primo romanzo. Lo scrissi per sé , perché godeva a scrivere. Godere è una bella parola. Chissà perché, le donne hanno sempre una punta di pudore a pronunciarla. Lei invece da quel giorno, decise che avrebbe passato il resto della sua vita, a godere.