FELICITà

L’ammissione più difficile da fare per una persona adulta è quella di ammettere di non essere felice. La continua ricerca di alibi per giustificare questa condizione, affatica l’organismo e il cervello che prima o poi andrà in stand by.

– Miriam Messina

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L’AMORE

L’amore non lo riconosci dalla facilità nello stare insieme ma dalla impossibilità nel riuscire a lasciarsi.

– Miriam Messina

IL NEMICO

La maggior parte delle persone trova l’energia per alzarsi alla mattina, tramite gli odi e i rancori che cova nel proprio animo.
Abbiamo bisogno di nemici da combattere per sentirci vivi.
Questo è un grande limite dell’essere umano, che dovrebbe invece riuscire a produrre energia dall’amore e dalla costruzione di piccoli grandi progetti quotidiani.
Il problema diventa ancora più complicato quando il nemico da combattere non è una persona esterna ma si trova dentro di noi.

– Miriam Messina

IL MARE

Ci puoi stare anche trent’anni vicino al mare tutti i giorni, ma comincerai ad amarlo solo quando te ne andrai. Quando poi tornerai, potrai sentirlo quell’odore che ti entra nelle ossa, potrai sentire la salsedine che ti cambia l’odore dei capelli e potrai capire che il mare non è un confine ma è la libertà.

– Miriam Messina

LA NOSTRA STORIA

Ci conoscemmo a maggio
e ci sposammo a dicembre,
a Natale.
Non sapevamo niente
delle storie degli altri
e non le volevamo sapere.
Prendemmo una casa,
mettemmo un crocifisso
una Madonnina sul letto
e ogni settimana aggiungevamo
qualche mobile.
Fu tutto talmente naturale
senza difficoltà.
Perché volevamo stare insieme.
Era cosi bello stare abbracciati sul letto.
Lavoravamo e poi stavamo insieme
e piano piano organizzavamo
le cose intorno a noi.
Una storia semplice
forse banale
ma è la nostra storia.

– Miriam Messina

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TI RICORDO

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Ti ricordo con le tue Marlboro rosse
e l’espressione che facevi quando
ti leggevo un articolo 
sui danni del fumo.
Ti ricordo nelle tue camicie di jeans
perché dicevi che era l’unica camicia
che avresti mai indossato.
Ti ricordo nelle notti in bianco
e nelle mattinate passate a dormire
mentre tutti i tuoi amici lavoravano.
Ti ricordo nella tenerezza con cui
ti fermavi in strada a raccogliere
un cucciolo ferito.
E lo curavi.
Eppure non lo dicevi a nessuno.
Te ne fregavi dei giudizi degli altri.
Non volevi essere amato
da gente di cui non ti importava nulla.
Volevi cambiare il mondo.
Volevi essere te stesso.
Per questo, quando ti ho rivisto
stamattina
al centro commerciale
con la camicia stirata,
una donna elegante sottobraccio
e lo sguardo assente
non ti ho riconosciuto subito.
Lei guardava il cellulare.
Tu guardavi avanti
ma non mi hai vista per fortuna.
Sono sicura che non ti avrebbe fatto piacere.
Perché io ti conoscevo a fondo
e quando non siamo felici,
lo sguardo di chi ci vuol bene,
ci pesa tanto addosso.

Miriam Messina

TI PROMETTO

22730384_1233777343388697_4945322849595022968_n (1)– Ti prometto che diventerò una donna ricca
e avremo sempre tutto ciò che desideriamo,
ti prometto che sarò sempre la più bella,
cosicché tu non possa mai guardare nessun’altra,
ti prometto che ogni giorno sarà speciale
e che inventerò per noi, giochi nuovi da sperimentare.

Ti prometto che mi vedrai ogni giorno con occhi diversi
come se avessi ogni giorno
una donna nuova tra le braccia.
Ti prometto di esserci quando avvertirai solitudine
e di ignorarti e quando avrai bisogno di crescere
e capire quali sono le cose che contano.
Io prometto e prometto ancora.
E tu ?

– Io non posso promettere nulla.
Sono un uomo e non posso sapere
cosa domani accadrà.
Vorrei starti accanto,
mi riesce tanto bene abbracciarti,
baciarti, carezzarti,
farti sorridere e brillare gli occhi.
forse è la cosa che mi riesce meglio,
amarti e farti felice…

Miriam Messina

NON ERA PIU’ NIENTE PER LEI

Inizialmente gli raccontava tutto:
i suoi progetti, i sogni,
gli parlava del quotidiano.
Aveva necessità di confidarsi con lui,
lo cercava, per condividere
i suoi pensieri.
Spesso lui non ascoltava,
non aveva mai tempo
oppure non dava importanza
alle parole di lei.
Continuò ad amarlo ma
prima di parlare imparò a
trattenersi, a dire magari
ciò che lui si aspettava
che lei dicesse
e le cose
andarono bene per un bel po’.

Ogni volta però che lei
aveva necessità di un confronto,
o di un dialogo vero,
fu costretta a cercare un’amica
o un compagno di scuola,
una collega, un’altra persona insomma,
in grado di capirla.

Fu così che quel giorno
in cui ebbe quella splendida notizia,
stava correndo da lui
per raccontargliela
e festeggiare insieme,
ma a un certo punto si fermò
e si accorse che non aveva più
voglia di condividere più nulla
con una persona
che era sempre stata indifferente
al suo mondo interiore.

Si rese conto in quel momento
che il suo grande amore
si era consumato,
avvilito in sé stesso,
senza che lei se ne fosse accorta.
Tornò indietro e pensò
che avrebbe voluto festeggiare
con le persone che l’avevano sempre
ascoltata.
Lui non le mancava più.
Non era più niente per lei.

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