HO CAPITO DI AMARTI

Ho capito di amarti
quando sono restata sola
e nella distanza
dei nostri corpi
ho avvertito la vicinanza
delle nostre anime.
Ho capito di amarti
quando nella certezza del tuo cuore
non sentivo, prepotente
il desiderio del controllo.
Ho capito di amarti
ogni volta che il lavoro era duro
ma nel ricordo dei tuoi sorrisi
e dei tuoi abbracci
mi appariva leggero.
Ho capito di amarti
quelle sere in cui
tra i mille inviti alle feste
ho preferito il calore delle tue carezze.
Ho capito di amarti dalla volta in cui
mi hai riconosciuta tra mille
e mi sei venuto incontro
anche nella notte più buia
in cui sembrava che l’alba
non dovesse arrivare mai…

  • Miriam Messina19511068_1132043743562058_1409018118245513874_n

 

L’ORGOGLIO

Prima di cominciare l’impervio cammino dell’amore, i due amanti dovrebbero armarsi di potenti fendenti, e di gran coraggio, per aggredire e distruggere con un colpo solo, a quattro mani, il demone subdolo e pericoloso che aleggia su di loro, per separarli: l’orgoglio!

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LA MIA ROMA SEI TU

Cosa conta questa città?

E’ un posto come un altro.

La mia Roma sei tu.

Le tue braccia sono il mio Colosseo,

la tua virilità è la Fontana di Trevi,

il tuo caldo sangue è il mio Tevere,

sanvalentinoroma-2e nei tuoi occhi vive l’eternità del vaticano

 

LA SCELTA

La mia amica Giusy veniva corteggiata contemporaneamente da due ragazzi molto attraenti.  Uno dei due le scriveva ogni giorno, inviandole poesie e canzoni d’amore, chiedendole insistentemente di uscire insieme. L’altro lavorava tutto il giorno e le inviava brevi messaggi, alternati a telefonate, facendole delle domande per conoscerla meglio e chiedendole anche lui ogni volta di uscire insieme.  Giusy decise di uscire con il ragazzo che le inviava le poesie, perché secondo lei era palese che tenesse di più a conoscerla ed avesse un animo più nobile…Proprio quel pomeriggio Giusy fu ricoverata per un attacco di appendicite e fu operata d’urgenza. Il ragazzo delle poesie, in quei giorni le inviò altri poemi, copiaincollati, di Neruda, Coehlo, Shakespeare e diverse canzoni d’amore scelte da youtube. Le telefonò anche un paio di volte, scusandosi se non andava a trovarla, perché si vergognava dei suoi amici e dei parenti e che sperava di vederla appena si fosse rimessa. L’altro ragazzo invece, appena venne a sapere che Giusy era in ospedale, si fece dare un permesso dal lavoro, in cui rivestiva un ruolo di responsabilità, per uscire qualche ora prima e poter attraversare la città e riuscire ad andare a trovarla, prima che terminasse l’orario di visita. Andò a trovarla ogni giorno, fu educato con i genitori di Giusy e strinse amicizia con i suoi amici. Ogni giorno le portava un piccolo dono e una volta si offrì anche di riaccompagnare a casa un’anziana zia di Giusy che abitava fuori città e aveva perso l’autobus. Fu talmente naturale per Giusy continuare a frequentarlo anche dopo, che si dimenticò completamente dell’altro ragazzo, il quale si faceva vivo soltanto tramite cellulare, e messaggi tutti uguali. La sera del primo appuntamento serale, io e la mia amica andammo insieme ad acquistare un abito adatto. Giusy lo scelse verde smeraldo, come gli occhi di Enzo, era questo il nome del ragazzo. Fu una serata indimenticabile, me la raccontò per filo e per segno il giorno dopo, e mi raccontò anche che nel ristorante c’era anche l’altro ragazzo, quello delle poesie, in compagnia di un’altra. A quanto pare non aveva perso tempo. Sono trascorsi tre anni da allora e 10372170_641558419269322_429030945198393652_n mancano due settimane al matrimonio di Giusy ed Enzo e vi racconto questa storia, perché nella sua semplicità, la trovo molto vera. Chi ci vuole conoscere ed amare, trova il modo di farlo, con azioni concrete, con gesti reali e spontanei.