ERA IL GIORNO DI SAN PIETRO

Era il giorno di San Pietro
e le campane del paese
suonavano già in festa dall’alba.
Tu camminavi fiera col tuo vestito di seta
che ondeggiava tra le lunghe gambe
come fa il mare.
L’estate era scoppiata
ma il viso tuo restava cupo,
come se intorno a te,
invece che colori, musica e campane,
ci fosse gelida neve e freddo.
Era il giorno di San Pietro
e tu camminavi fiera,
tra la gente
che ti guardava da lontano
e poi vicina,
abbassava lo sguardo.
Fu l’ultima volta
che ti vedemmo passare,
col tuo vestito a onde,
col tuo viso cupo.
Stavi già andando via,
lontano da noi,
e non lo sapevamo ancora.
Era il giorno di san Pietro
l’estate era nell’aria
ma per noi
da quel giorno
arrivò
freddo
l’autunno.

Miriam MessinaVideo-il-backstage-di-Miraggio-in-bianco-e-nero

 

 

VOLEVO DIRTI

Volevo dirti che le giornate si sono allungate
e che è arrivato ancora febbraio
che anche quest’anno non ho preso
nessun regalo per San Valentino.
Volevo dirti che ho fatto molti viaggi da allora
e che per le strade di ogni nuova città
mi sembrava sempre di scorgere il tuo sorriso.
Volevo dirti che le persone diventano sempre più cattive
e che manca la tua mano che sfiora il mio viso
e la tua voce che mi dice che andrà tutto bene.
Volevo dirti che i miei capelli sono ancora lunghi
e che quel vestito ogni tanto lo indosso ancora
e a volte mi guardo allo specchio e vorrei rivedermi
come mi vedevi tu: bella.
Volevo dirti che sei sempre dentro di me
perché tu non mi hai lasciata
non lo avresti mai fatto.
Un altro uomo sì che lo avrebbe fatto
ma tu no, tu lo sapevi che cos’era l’amore,
sapevi amare fino in fondo senza paura.
Volevo dirti che non ti odio più
per essere salito su quella moto.
Volevo dirti che ti ho perdonato
per avermi lasciata sola quaggiù
e farò del mio meglio per sorridere sempre
per fare finta che stasera alle 9 verrai a prendermi
come facevi ogni sera.

Miriam Messina16708295_1001223733310727_9092259941620344929_n

 

 

LE FRUSTRAZIONI

Nella nostra vita quotidiana, ognuno di noi è soggetto alle frustrazioni. Sul lavoro non siamo valorizzati come meritiamo, nel rapporto di coppia non veniamo capiti profondamente, gli amici non sono disponibili quando ne avremmo bisogno, la nostra immagine allo specchio non ci restituisce ciò che desidereremmo vedere. Anche se in termini differenti, ognuno di noi è soggetto giornalmente a piccole o grandi frustrazioni. Il modo in cui reagiamo ad esse, fa la differenza tra un individuo e un altro. Molti uomini sul lavoro hanno un atteggiamento da zerbino, non hanno il coraggio di controbattere a piccole o grandi ingiustizie, e poi tornano a casa dalla moglie e si sfogano con lei, urlando, sbraitando,  rovesciando su lei  le mancanze che sentono dentro di loro. Frasi come: “non sei capace di fare nulla, sei una persona inutile” che vorrebbero rivolgere a loro stessi, ma che urlano alla malcapitata moglie. Un altro esempio può essere un uomo che viene manipolato da una donna, che lo tratta come una nullità nella vita di coppia e lui poi sfoga in azienda sui propri dipendenti le sue incompiutezze sentimentali. Ci sono poi alcuni genitori, che non essendo soddisfatti della propria carriera, riversano sui figli le loro aspettative, facendoli diventare dei piccoli robot, costretti a ore di pianoforte o di sport per cui non sono predisposti, soltanto per soddisfare le loro aspettative deluse. Per non parlare dei genitori che sono ossessionati dai buoni voti e fanno a gara con gli altri genitori a chi ha il figlio più bravo a scuola, senza pensare che un alunno non va giudicato soltanto dai voti, ma da una serie di comportamenti e piccoli successi che fanno parte del cammino scolastico. Ci sono poi le donne deluse dall’aspettativa del principe azzurro, che devono scaricare la frustrazione del loro matrimonio fallito sul tutto il restocoppia_litigio-645x430 del genere maschile. Ecco, io credo che imparare a gestire le nostre frustrazioni e canalizzarle nel modo giusto, sia una grande prova di maturità e di consapevolezza. Capire quando non siamo contenti e nello stesso tempo riuscire a sfogare nel modo giusto il nostro malessere, senza farlo pesare sugli altri. Riuscire a perdonarci per i nostri insuccessi, volendoci bene senza essere troppo severi con noi stessi, capire come fare a stare meglio: parlare con un amico sincero, fare uno sport, camminare all’aria aperta, insomma “sfogare” nel modo giusto, senza fare del male a noi stessi e neanche alle persone che amiamo. Non c’è niente di più brutto che essere gentili e accomodanti con tutti: colleghi, superiori, conoscenti, e poi buttare tutto il nostro fango interiore sulle persone che ci vogliono sinceramente bene e che ci sono sempre state vicine. Questo è un grandissimo fallimento nella vita: non riuscire a premiare chi ci fa del bene, dando il meglio di noi stessi a chi non lo merita e scaricandoci su chi ci ama. Un grandissimo fallimento che dovremmo evitare assolutamente.

LA VOLONTA’DI NON PERDERSI

Ogni volta che si rivedevano sembrava sempre la prima volta. Il mondo girava vorticoso, ma loro sapevano restare fermi nelle parentesi tonde del loro amore. A volte lui o lei mettevano una virgola a quella passione troppo grande, ogni tanto anche un punto e virgola, ma un punto vero e proprio, mai. Non volevano uscire fuori dall’incanto, non avrebbero mai permesso che ciò accadesse. Perché in fondo è soltanto la volontà forte e reciproca che tiene insieme le coppie. La volontà di non perdersi mai.16195606_980559578710476_6574528871191320261_n
~ Miriam Messina

LA NOSTALGIA DOLCE

16298816_982309635202137_7159553860625146300_nC’è una nostalgia dolce che ci assale in alcuni momenti di felicità. È un piccolo senso di colpa per coloro che amiamo e che in quel momento non sono con noi a condividere quell’attimo. È un dolore sottile per il ricordo di altre felicità passate e ormai lontane. È una catena leggera attaccata alla gamba, mentre camminiamo sul sentiero del sole. È dolce ma con un pizzico di amaro sulla lingua.

GLI DONAI LA MIA ASSENZA

Era un uomo che aveva tutto: denaro, potere, donne. Non c’era nulla che avrei potuto regalargli. Così, dopo avergli dato tutto il mio amore, decisi di fare l’unica cosa sensata, che avrebbe salvato sia me che lui, anche se in maniera diversa. Gli donai la mia assenza.15977632_974095056023595_3263954100130129098_n

NOI POETI

Noi poeti
viviamo vite diverse
il nostro cuore batte più veloce
mangiamo poco
dormiamo pochissimo oppure troppo,
parliamo con la gente ma
soltanto se la gente parla con l’anima.
La folla la amiamo ma non ci siamo mai dentro
noi siamo sempre a parte
noi siamo sempre soli.
Noi poeti ci capiamo soltanto tra noi
ci cuciamo le ferite a vicenda,
quelle che ci fa la gente normale.
Se amiamo una persona,
regaliamo poesie che non comprenderà
la faremo regina o re e lo capirà
sempre troppo tardi.
Noi poeti quando amiamo
amiamo forte.
E’ piu bello fare l’amore con i poeti
facciamo fermare il tempo
facciamo brillare di più la luna
facciamo rimbombare il tuono
nel petto, nella testa e nelle carni.
Noi poeti siamo soli
anche se parliamo con tutti
ci capiamo solo tra noi
viviamo così
sospesi
sempre troppo innamorati.
 15895088_964968666936234_8473202868218040495_n

DONNA, SEI BELLA…

Donna, sei bella e tanto desiderabile, che ogni giorno ricevi un fiore, ogni giorno ricevi una gemma, ogni giorno una poesia, ogni giorno un cioccolatino, una cena, un regalo, un complimento.   Ogni giorno, per tanti giorni.

“Ti amo” è una canzone che ti cantano all’orecchio, per solleticarti, per soggiogarti.  Donna, sei bella e le altre donne sputano il loro veleno sui tuoi lunghi capelli. Quanto dolore troverai nel fondo di quei pacchetti regalo.

Donna non piangere. E’ questa la vita. Butta tutti i regali, butta tutti i fiori e resta ferma. Resta ferma nel tuo grembo magico, da cui nasce la vita. Non è tua la scelta. Chi sarà capace di leggere il tuo prezioso cuore, verrà a prenderti direttamente dove stai, ci metterà14671288_1407131032647561_5471504512132794276_n la faccia, ci metterà impegno, passione, coraggio e fatica e ti regalerà qualcosa di reale: una vita insieme di vero amore senza compromessi.

 

 

IL TEMPO PER PIANGERE

Improvvisamente guardandosi allo specchio sussultò, si rivide dopo tanti giorni, in cui non si era davvero guardata. Si rese conto che ancora non aveva pianto, forse qualche lacrima era scesa sommessamente e silenziosamente, ma non era mai restata davvero sola, per poter sbattere i pugni contro il muro, per poter finalmente far cambiare espressione a quella piccola faccia, sempre così dolce e sempre uguale. Se hai un dolore dentro e non hai niente da fare te ne vai al mare, ti fai una corsa, urli contro il cielo e imprechi controvento, puoi ascoltare musica a occhi chiusi o dondolarti sull’altalena del ricordo. Se invece hai una serie di impegni pressanti e un bambino che ti guarda per scrutare la tua espressione, non puoi piangere, non puoi gridare, devi restare sempre in te e così diventi talmente brava a raccogliere sempre i cocci sparpagliati sul pavimento, che poi non hai voglia di fabbricarne altri di tuoi, perché poi dovresti anche raccoglierli, e sei stanca, perché la vita non è un film, indonna7 cui trascorri le serate con una scatola di cioccolatini a guardare per l’ennesima volta “Casablanca” piangendo e ricordando, ma la vita ti vuole pronta, attiva, e devi lavorare, devi essere presente, devi essere sorridente, perché per essere infelici ci vuole tempo e da un certo punto della vita in poi, tempo non ce n’è più…

RAGGOMITOLARE I PENSIERI

Raggomitolare di nuovo i pensieri, perché ti svegli una mattina e ti ritrovi con tutte le emozioni sciolte per la stanza, che sembra che ti scappino da tutte le parti, dalle finestre, dai balconi, dalla testa…Anche dalla tazza del latte mi scappavano i biscotti quella mattina e passai tutto il tempo a rincorrerli giù per le scale, per paura che qualcosa o qualcuno me li portasse via…

Biscotti
Biscotti