L’IDEA DI NOI

Non so come siamo arrivati a questo punto.
Abbiamo preso in considerazione
di cambiare città, 
di cambiare casa,
cambiare amici
e cambiare persino divano
quando è diventato troppo logoro.
Abbiamo preso in considerazione
l’idea di cambiare fede religiosa
o di provare la nuova dieta senza pane.
L’idea però di vivere l’uno senza l’altra
non l’abbiamo mai
presa in considerazione.
Mai. Neanche per un secondo.

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A DISMISURA

Si innamorarono a dismisura.
Inizialmente fu uno squarcio
che si aprì nel ventre
della più banale quotidianità.
Successivamente fu un
andirivieni di palpiti
ordinatamente sparsi
sul tappeto dei più imi desideri.

Le bocche chiedevano.
Le mani comandavano.
I corpi obbedivano.
Le vite asservivano.
La gente loscamente tramava.

Si innamorarono a dismisura.
A capofitto.
A squarciagola.
A dirotto.

Si innamorarono.
Senza vie di fuga.

  • Miriam Messina21317914_1189961251103640_1367812770962437502_n

SOLO CON LEI

In quel periodo avrei potuto avere
qualsiasi donna avessi desiderato.
Bionda, mora, rossa,
giovane, ingenua o esperta,
snella o formosa,
ricca o potente, da vivere da re.
Scelsi di stare solo con lei.
Fu un dono che le volli fare,
un dono che rese ricco me,
che ci rese ricchi entrambi.
Me ne resi conto in tempo,
prima di poterla perdere.
Fu la scelta migliore della mia vita.
Per una volta decisi di non pensare.
Lasciai scegliere alla pelle
e a ciò che provavo vicino a lei,
a come mi faceva sentire.
Inebriato.
Scombussolato.
Eppure completo, sazio.
Scelsi di stare solo con lei.
Tra un’infinità di donne
e un’infinità di tentazioni
tutte sbagliate.

Miriam Messina20106405_1148257971940635_8760845896323767107_n (2)

 

 

I NOSTRI DISCORSI

I nostri discorsi più importanti
cominciarono nelle nostre teste
prima ancora di aprir bocca.
Non furono gli occhi a cercarsi
e neanche le mani.
Non fu come nelle poesie.
Fu qualcosa di più crudo e forte.
Fu come un terremoto
che squarcia la quiete del sonno.
Fu la tua persona che incontrò la mia
si presentarono a nostra insaputa

Miriam Messina

 

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NON SAPEVA

 

 

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Non sapeva nulla dell’amore.
Glielo spiegavano ogni volta
le sue braccia
senza vane parole.
Non sapeva nulla
delle finzioni della gente
perché viveva
in un corpo di aria e
in un mondo di luce.
Non sapeva
andare in altro posto
anche se le vie erano segnate.
Sapeva soltanto
tornare
ritornare
a casa.

Miriam Messina

SORRIDO DA SOLA

SORRIDO DA SOLA

Ma come fate a chiedervi se siete innamorati oppure no? Sorrido, sorrido da sola nel mio silenzio stracolmo di parole. Ripenso a quando avevo l’impressione che il cuore mi dovesse scoppiare in petto e i pensieri pulsanti di felicità facessero esplodere il cervello. Ero talmente euforica, ebbra, che avevo paura veramente, di stare male, che mi trovassero priva di sensi per la troppa gioia. Sorrido. Che ne sapete voi? Recitate le frasi delle poesie a memoria, ma dentro lo sapete che siete indifferenti. L’amore vi cambia. La vita quotidiana cambia. Diventa tutto irregolare e bagnato di sole, impregnato di quel pulviscolo che entra dalle finestre col fascio di luce del primo pomeriggio. Gli oggetti e le strade e la gente, diventano iridescenti. Poi invece diventa tutto nero. Nulla resta più come era prima.

Miriam Messina

 

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LE LETTERE D’ADDIO

Scriveva le sue lettere china sul foglio, senza mai alzare lo sguardo. Se si fosse fermata anche un solo istante, avrebbe scordato tutto ciò che v’era da scrivere. Quella mattina accadde mentre era in bicicletta. Sole, caldo, armonia con la natura, vento tra i capelli. A un certo punto davanti ai suoi occhi ci fu solo nero. Freno’ e poggio’ i piedi a terra. Chiuse gli occhi. La luce torno’ e cercò in borsa la penna e il foglio. Le lettere dovevano essere scritte sempre su un foglio e mai su un quaderno. Impiegò più di venti minuti a scrivere tutto e come sempre, sul foglio, oltre alle parole, colarono anche le lacrime. Terminata l’opera, deposito’ tutto in borsa e continuò il giro in bici, ma non poteva più andare da lui, non più . Ogni lettera era la fine. Stavolta sarebbe stata dura, era felice davvero con lui: quando le dita delle loro mani si intrecciavano, avvertivano delle piccole scariche elettriche, quando lui la guardava, lei sorrideva sempre e poi lui l’abbracciava forte e lei ascoltava il battito del cuore di lui. Ecco, il cuore di lui le sarebbe mancato. Era una persona talmente generosa, che a starci accanto, ti sentivi buona anche tu. Anche questa volta doveva staccarsi, anche stavolta non sarebbe continuata, ma purtroppo era la sua vita e non c’era via di scampo. Ognuno in fondo ha il suo destino e il suo era scrivere le lettere. Le lettere che doveva nascondere subito insieme alle altre, senza mai rileggerle. Un giorno qualcuno le avrebbe spiegato il perché e finalmente sarebbe stata libera, libera di amare.

Miriam Messina

 

 

TALMENTE TANTO

TALMENTE TANTO

Ti ho cercato talmente tanto
che i piedi mi fanno male
Ti ho aspettato talmente tanto
che conto i secondi coi battiti del cuore.
Ti ho promesso talmente tanto
che ho dimenticato ciò che è mio
Ti ho sognato talmente tanto
che non riesco più a restare sveglia.
Ti ho dato talmente tanto di me
che mi restano soltanto le mie mani
da tenere in grembo e
i capelli a coprire
la nudità
dell’anima mia.
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VOLEVO DIRTI

Volevo dirti che le giornate si sono allungate
e che è arrivato ancora febbraio
che anche quest’anno non ho preso
nessun regalo per San Valentino.
Volevo dirti che ho fatto molti viaggi da allora
e che per le strade di ogni nuova città
mi sembrava sempre di scorgere il tuo sorriso.
Volevo dirti che le persone diventano sempre più cattive
e che manca la tua mano che sfiora il mio viso
e la tua voce che mi dice che andrà tutto bene.
Volevo dirti che i miei capelli sono ancora lunghi
e che quel vestito ogni tanto lo indosso ancora
e a volte mi guardo allo specchio e vorrei rivedermi
come mi vedevi tu: bella.
Volevo dirti che sei sempre dentro di me
perché tu non mi hai lasciata
non lo avresti mai fatto.
Un altro uomo sì che lo avrebbe fatto
ma tu no, tu lo sapevi che cos’era l’amore,
sapevi amare fino in fondo senza paura.
Volevo dirti che non ti odio più
per essere salito su quella moto.
Volevo dirti che ti ho perdonato
per avermi lasciata sola quaggiù
e farò del mio meglio per sorridere sempre
per fare finta che stasera alle 9 verrai a prendermi
come facevi ogni sera.

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