NON SAPEVA

 

 

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Non sapeva nulla dell’amore.
Glielo spiegavano ogni volta
le sue braccia
senza vane parole.
Non sapeva nulla
delle finzioni della gente
perché viveva
in un corpo di aria e
in un mondo di luce.
Non sapeva
andare in altro posto
anche se le vie erano segnate.
Sapeva soltanto
tornare
ritornare
a casa.

Miriam Messina

LE LETTERE D’ADDIO

Scriveva le sue lettere china sul foglio, senza mai alzare lo sguardo. Se si fosse fermata anche un solo istante, avrebbe scordato tutto ciò che v’era da scrivere. Quella mattina accadde mentre era in bicicletta. Sole, caldo, armonia con la natura, vento tra i capelli. A un certo punto davanti ai suoi occhi ci fu solo nero. Freno’ e poggio’ i piedi a terra. Chiuse gli occhi. La luce torno’ e cercò in borsa la penna e il foglio. Le lettere dovevano essere scritte sempre su un foglio e mai su un quaderno. Impiegò più di venti minuti a scrivere tutto e come sempre, sul foglio, oltre alle parole, colarono anche le lacrime. Terminata l’opera, deposito’ tutto in borsa e continuò il giro in bici, ma non poteva più andare da lui, non più . Ogni lettera era la fine. Stavolta sarebbe stata dura, era felice davvero con lui: quando le dita delle loro mani si intrecciavano, avvertivano delle piccole scariche elettriche, quando lui la guardava, lei sorrideva sempre e poi lui l’abbracciava forte e lei ascoltava il battito del cuore di lui. Ecco, il cuore di lui le sarebbe mancato. Era una persona talmente generosa, che a starci accanto, ti sentivi buona anche tu. Anche questa volta doveva staccarsi, anche stavolta non sarebbe continuata, ma purtroppo era la sua vita e non c’era via di scampo. Ognuno in fondo ha il suo destino e il suo era scrivere le lettere. Le lettere che doveva nascondere subito insieme alle altre, senza mai rileggerle. Un giorno qualcuno le avrebbe spiegato il perché e finalmente sarebbe stata libera, libera di amare.

Miriam Messina

 

 

TALMENTE TANTO

TALMENTE TANTO

Ti ho cercato talmente tanto
che i piedi mi fanno male
Ti ho aspettato talmente tanto
che conto i secondi coi battiti del cuore.
Ti ho promesso talmente tanto
che ho dimenticato ciò che è mio
Ti ho sognato talmente tanto
che non riesco più a restare sveglia.
Ti ho dato talmente tanto di me
che mi restano soltanto le mie mani
da tenere in grembo e
i capelli a coprire
la nudità
dell’anima mia.
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LA NOSTALGIA DOLCE

16298816_982309635202137_7159553860625146300_nC’è una nostalgia dolce che ci assale in alcuni momenti di felicità. È un piccolo senso di colpa per coloro che amiamo e che in quel momento non sono con noi a condividere quell’attimo. È un dolore sottile per il ricordo di altre felicità passate e ormai lontane. È una catena leggera attaccata alla gamba, mentre camminiamo sul sentiero del sole. È dolce ma con un pizzico di amaro sulla lingua.

I GESTI E LE PAROLE

Quando ci tieni a una persona, impari a pensare, prima di pronunciare qualsiasi parola  o di fare qualsiasi gesto, perché sai che la vostra storia, sarà la somma di tutte le parole, dette o non dette, e di tutti i gesti, che hai fatto o che non hai fatto mai.15192756_936621906437577_8590240641895807358_n .

ADESSO SONO UN UOMO CHE AMA

Lui le disse: “la gente non si accorge se è estate o è inverno, quando è felice…”
“È una frase famosa questa”, rispose lei. “Una volta non amavi le poesie, ora me ne citi una diversa ogni sera.”
“Una volta ero un uomo arido, vuoto, adesso sono un uomo che ama, che ama solo te”12472493_10209182864962761_4614578633530598369_n

L’AMORE ASPETTATO

L’amore è esserci. Né troppo, né troppo poco.  Così lei, in tutti questi anni, era stata sempre presente, senza mai essere invadente.  Conosceva tutto di me, le mie ansie, le mie debolezze, ma anche le mie forze. Riusciva a comparire quando ne avevo più bisogno, sempre con quelle mani così delicate e così prepotentemente dolci. Il mio volto oggi è povero di quelle mani. Quanto vorrei prenderle quella testa piena di capelli e di sogni e stringermela sul petto, tenere tra le mie braccia, quelle esili spalle, così femminee, così elegantemente fragili.  Lei era tutte le donne che ho avuto, senza essere come nessuna di loro.  Le altre arrivavano, con la loro irruenza e la loro sfacciataggine, e ai primi litigi alzavano la voce e sbattevano la porta, senza tentare mai di capirmi, schiave del loro femminile orgoglio, che non si lascia schiacciare da uno stupido maschio. Io per lei, però, non ero un maschio, ero io, col mio nome e il mio cognome, e lei sapeva parlarmi, sapeva amarmi, sapeva ascoltarmi e sapeva aspettare.  Adesso io cosa faccio qui senza lei?   Io che non ho mai saputo comprendere. Perché ogni uomo si sente onnipotente, ma in fondo  ha paura, sì,  paura, di una donna che ama troppo, forse perché sa di non essere all’altezza.  Oggi non ho più paura, lei però non c’è più.  Non c’è più.  Quel suo sorriso non scalderà che gli angeli ormai.  Sbattete le porte, donnette, andate via, via. Voglio restare solo. 2016-07-31 23.49.58

LE PRINCIPESSE TRISTI

Perché sono sempre le fanciulle più belle a soffrire così tanto per amore? Perché dei volti così belli, così delicati, così dolci, hanno spesso quegli occhi tristi, che nascondono un grande dolore, da dover superare e dimenticare? Le amiche non comprendono, continuano a dire: ” puoi avere tutti quelli che vuoi, perché ti ostini a pensare a lui?” Loro non capiranno mai quei sentimenti. Perché una bambina non bella, si abitua da piccola a capire che la vita è sovrastata dalle illusioni, dall’effimero, dalla superficialità, e cerca direttamente ciò che è consono, ciò che è giusto, ciò che è adatto a lei. Una bambina bella è già una principessa, è già adornata di merletti e braccialetti, da sempre. Legge le favola di Cenerentola, della Bella Addormentata, che sono talmente belle, talmente eleganti, snelle, che certamente la loro vita sarà splendida, e arriverà il principe, sì il principe.  Perché anche se tutto intorno c’è un mondo marcio, che crolla a pezzi, loro sono principesse, e lo specchio, ogni giorno parla, dicendo che la bella del reame sarà felice, senza sforzo, senza fatica, sarà amata perché così sta scritto. E invece la realtà è diversa,il principe non è buono, il principe non è capace di amare, il principe è camuffato di azzurro, ma è nero come la notte, e a volte come la morte.  Perciò su quei visi tanto belli,2016-02-15 15.12.31 troppo spesso c’è il velo del dolore, di un amore da dimenticare, da archiviare, da rinnegare, anche se sembrava scritto sulle ali del destino.

NON FU VANO ASPETTARE

A volte amore significa saper aspettare. Aspettare i tempi dell’altra persona. Paradossalmente chi ha stima di sé non teme il rifiuto, non si sente defraudato nell’attesa, non basta un no per sentirsi umiliato e tagliare corto, definitivamente. Chi ha stima di sé, sa cosa desidera per sé stesso, e se quell’unica persona è capace di far cantare il cuore, vale la pena attendere, incassare, ripartire e…comprendere.  Amici miei, vi dico, se mi fossi arresa la prima volta che abbiamo litigato, adesso magari sarei più serena, camminerei mano nella mano con una brava persona, ma non so a che punto preciso della mia vita, forse da anziana, o forse anche prima, lui mi sarebbe comunque tornato in mente, e mi avrebbe fatto male, molto male, sapere che era da qualche altra parte, in un’altra casa, a organizzare un altro viaggio, a coccolare un altro bambino.   I legami vengono stabiliti dalle stelle, ma sta a noi riconoscerli e proteggerli con cura. Cosa è un poco di orgoglio ferito, rispetto al momento in cui poi finalmente ci si può riabbracciare, risentire quella forza, quell’energia, che soltanto raramente si prova in una vita intera? Fu dura affrontare quel lungo viaggio da sola, sapendo che non ci saremmo rivisti mai più, con ogni maledetta canzone alla radio che faceva male, ogni tramonto infuocato che bruciava dentro lo stomaco, ogni goccia d’acqua sul parabrezza e sulle ciglia, che calcava come un macigno. Ci si costringe poi a continuare, e non è neanche difficile, perché è vero che la vita è bella, e ci sono tanti splendidi motivi per stare bene, davvero tanti, non sono frasi fatte. A un certo punto si crede davvero di aver dimenticato.  La cosa difficile però è riaprire il cuore a una nuova persona, e chissà perché, qualsiasi cosa con un’altra persona,  non  sembra mai giusta, non sembra mai pulita, non sembra mai  infinita, ma è semplicemente una storia, in cui si pretende sempre troppo, perché la colpa del partner è di non essere l’altro, e nessun regalo è abbastanza costoso, nessun complimento abbastanza adatto, nessuna serata abbastanza perfetta. Eppure seppi aspettare. Non arrivai mai a odiarlo del tutto, non arrivai mai a macchiare la sua immagine parlandone ad altri. Lo lasciai sempre lì, dove lo avevo messo il primo giorno, nel posto più riparato del cuore. Fu così che, quando arrivò quel giorno in cui ci rivedemmo, e mi diede quel regalo che aveva conservato tutto il tempo per me, con la carta azzurra e dorata, fu la risposta a tutti i miei tormenti. Non fu vano aspettare. Non fu vano soffrire. Non fu vano dire tanti no. Non fu vano sentirsi ridicola e infantile. Non fu vano. Non lo fu mai.12508787_729431103823326_5467542638461463638_n