LA MANCANZA

La mancanza non la avverti mai subito, arriva come un ospite inaspettato in una mattina di primavera, in quelle giornate in cui sembra tutto così lineare, in cui non c’è vento, né pioggia, né troppo sole, e state portando a spasso la vostra esistenza su un passeggino economico e sicuro. Quando il ritmo del vivere vi culla e vi riscalda in un torpore di piccole cose, che sembrano tanto importanti e a cui annodate i pensieri ora dopo ora, fino al calare della sera e al dopocena, sempre uguale e rassicurante. Quando le giornate sono attaccate le une alle altre come le tessere del domino, diverse, ma sempre uguali nella forma. Basta poi uno squarcio, una parola, una fotografia, un pezzo di canzone, un nome ascoltato per strada, per riportare tutto il vortice direttamente alla punta, direttamente al punto più doloroso.
Quella è la mancanza che toglie il fiato, perché in quell’attimo le tessere del domino cadono dal tavolo e i pensieri diventano farfalle impazzite in una stanza troppo piccola. La giornata non ha più un’ora di pranzo e un’ora di cena, non ha più quelle telefonate tranquille e quei caffè sorridenti, quell’ordine e quella pace che ci congelano la mente.
La giornata diventa soltanto mancanza, asfissia, ricerca, vuoto, rimpianto. La mancanza che diventa la protagonista senza averla invitata, perché ci sono persone che vogliamo vicine, senza le quali non ha senso, perché sono la nostra luce, la nostra forza e il nostro destino, disperatamente ci restano attaccate all’anima e ci chiamano da lontano, attraverso segni che possiamo percepire soltanto noi e che gli altri non possono comprendere.

– Miriam Messina11015208_10153396687227922_4582715173232680104_n.jpg

GLI ANNI PERSI

La conoscete tutta questa malinconia?
La conoscete, la sentite ogni volta?
Perché ci ostiniamo a darle da mangiare?
Perché la accogliamo così a braccia aperte?
Malinconia, nostalgia, mancanza…
Sbagliamo, maledizione…
Sbagliamo!

Non serve a nulla crogiolarci
in questo stupido carosello
in questo inutile girotondo.
Dovremmo produrre azioni concrete
rimboccarci le maniche.
Nessuno ci osserva dall’alto
o dal più nero degli abissi
per premiarci per
questo sentire senza scopo.
Quanto tempo perduto,
canzoni su canzoni
giorni che non torneranno.
Non c’è alcuna medaglia
per il dolore.
C’è un prezzo invece:
gli anni persi che non
verranno restituiti mai.
Mai.

– Miriam Messina26731707_1301365689963195_7659152536608045014_n

TROPPO TARDI

Purtroppo alcune situazioni si comprendono soltanto quando è troppo tardi. Io però non volevo che fosse mai troppo tardi per noi, e mi sono messa a nuotare controcorrente , anche se mi dicevano che non sarei mai arrivata a riva. Preferivo annegare in mare, provandoci, che restare ferma su una barca, che sarebbe affondata comunque.

– Miriam Messina78163498_2273502386082849_1112176481309556736_n.jpg

PERDERE UN FIGLIO

Un genitore che ha perso un figlio,
non riesce più a essere felice
neanche un secondo della vita
che gli resta da scontare,
sì da scontare e non da vivere.
A volte riesce a ridere per qualche attimo,
come se la memoria cedesse
per qualche istante,
ma subito dopo accade peggio,
perché oltre alla coscienza della realtà,
arriva anche il senso di colpa
per aver potuto ancora gioire.
Il senso di colpa.
La rabbia.
Rendersi conto che è accaduto
proprio alla tua famiglia.
Non poter cedere.
Dover continuare a lottare per chi resta.
Desiderare di essere solo al mondo
per poter morire anche tu in pace.
Sentirsi in colpa poi
anche per questo pensiero.
Odiare chi ha i figli vivi.
Odiare chi parla per consolare.
Sentirsi uno schifo poi
per questi pensieri.
E la mancanza
sempre più forte.
Sempre.
Continua.

– Miriam Messina78185512_2278797632219991_4199308508778201088_n.jpg

CUORE LEGGERO

E’ una sensazione stupenda, pensare a qualcuno che ci ha fatto tanto soffrire e non provare più alcun dolore, vederlo e sentirlo come un qualcosa di estraneo dalla nostra vita, qualcuno di staccato da noi, finalmente lontano e finalmente reale, non più ingigantito dal riflettore del nostro folle amore, ma un uomo qualunque, pieno di difetti, distante. Un pizzico di nostalgia magari rimane, ma il cuore è leggero e libero dal peso di un sentimento sbagliato.

– Miriam Messina

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SE RESTIAMO AD ASPETTARE

Se restiamo ad aspettare per mesi,
a volte anche per anni,
certo è per amore,
ma non soltanto per l’amore
che proviamo per quella persona,
bensì pure per amore nostro,
in quanto ascoltiamo il nostro cuore,
e vogliamo essere sicuri
che gli abbiamo dato
tutte le possibilità,
persino quando75610794_2231928600240228_8073364538709245952_n
sembrava inutile
e folle.
Noi abbiamo aspettato,
ci siamo concessi
questo lusso,
in nome di ciò
a cui abbiamo creduto.

– Miriam Messina

I COMPLEANNI DELLE MADRI

I compleanni delle madri
si danno sempre per scontati
perché ogni mamma
rinasce con suo figlio
e la festa grande è quella
dei suoi bambini.

Quante torte
preparano le mamme
e quanto amore danno,
senza stancarsi mai.
I compleanni delle mamme
sono un pensiero distratto
nella nostra infanzia e
nella nostra giovinezza.
Un fiore, un abbraccio,
una collanina, una spilla,
una sciarpina di seta.
I compleanni delle mamme
ci sfiorano a metà
perché c’è la nostra vita
in primo piano.

Poi un giorno
quella data arriva come
una pugnalata.
E non possiamo dare più
quell’abbraccio,
non possiamo più
comprare il gioiello più bello,
il profumo più costoso,
stare seduti accanto a lei
per farla sentire tanto amata
come lei sempre ha fatto con noi.
Arriva il giorno del
compleanno della nostra mamma,
ma lei non c’è più
per dirci che le basta un bacio forte
e noi ci sentiamo persi, colpevoli, soli.

Vorremmo dirle tutte quelle parole
che non le abbiamo detto mai,
perché tanto c’è tempo e lei sta a casa
ad aspettarci.
E invece non ci aspetta più
la casa è vuota.

I compleanni delle madri arrivano
una volta all’anno
per sempre
e pesano.
Auguri mamma
oggi era il tuo.

– Miriam Messina12573925_520607298117519_6675267617948527942_n-1

Che ne sanno i 2000 della nostra tristezza di stasera. Noi non avevamo internet, facebook, instagram, Sky. Avevamo lo stereo, avevamo la tv col tubo catodico e italia uno, che il giovedì sera trasmetteva Beverly Hills. Noi eravamo sempre Brenda, perché Kelly era diversa, era troppo sofisticata. Guardavamo la loro storia e avevamo una certezza, che il futuro sarebbe stato lungo e infinito, perché da ragazzi ci sentiamo immortali.
Poi a distanza di anni ci vengono a dire che Dylan non c’è più e di colpo ci rendiamo conto che stiamo vivendo nel futuro e davanti a noi non c’è più l’infinito.

– Miriam Messina

L’attore Luke Perry ci lascia a soli 52 anni , a causa di un ictus. Divenne famoso con la serie cult anni 90 Beverly Hills 90210.

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NON TI PENSO PIU’

Ciao, ti sto scrivendo soltanto per farti sapere che non ti penso più,
che ho scordato il profumo aspro della tua pelle e il bassofondo sordo della tua voce.
Non apro più gli occhi la mattina immaginando cosa stai facendo e non ti cerco più nel traffico della città.
Non guardo più47571867_1694936770606083_2836471624335622144_n.jpg ogni vetrina pensando di regalarti quella camicia o quegli occhiali.
Non ho più paura del futuro senza di te. 
Non ti sogno più e non penso più continuamente a cosa scriverti.

– Miriam Messina

PEZZI DI TE

Ero stanca di cercare i tuoi occhi in qualcuno, il sorriso in un altro, e voltarmi perché quella voce sembrava la tua, e più avanti confonderti col passo svelto di un altro ancora. Era come se ti fossi separato in tanti pezzettini sparsi per il mondo, disseminati per farmi impazzire. Non avevo neanche più una foto per rivederti almeno una volta come eri tu davvero, reale e non spezzettato dal mio cercare. Avrei voluto che finalmente qualcuno mi guardasse e mi parlasse, e non avesse più niente di tuo, una persona completamente diversa. Ma era tutto inutile. Con qualunque altra persona mi sarei sentita sola. Invece nella mia solitudine almeno tu eri con me, mi avevi promesso che non mi avresti lasciata mai, e volevo crederti, nonostante tutto, volevo crederti…

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