MARTA E CLAUDIO – ROMANZO BREVE

Marta e Claudio si amano molto.
Si amano da circa due anni di un amore vero e forte, uno di quegli amori che capitano una volta nella vita.
Marta e Claudio non possono stare insieme, perché non sono liberi e non sono quel tipo di persone che buttano tutto all’aria, facendo soffrire altre persone, per realizzare la loro felicità.
Marta, 5 anni fa, ebbe un esaurimento nervoso, a causa di un aborto, e ha trascorso circa 3 anni a letto, imbottita di farmaci che la rendevano insopportabile, ha tentato più volte il suicidio e soltanto il marito le è stato vicino, nessun altro, l’avevano abbandonata tutti.
Quando due anni fa Marta è finalmente guarita , ha promesso al marito che avrebbe fatto di tutto per renderlo felice e dimenticare quei terribili anni vissuti insieme. Il marito ama molto Marta e farebbe qualsiasi cosa per lei.
La compagna di Claudio 8 anni fa è restata incinta, era grande la loro felicità, fin quando, al quinto mese, hanno scoperto che il bambino non avrebbe potuto vivere una vita normale, a causa di una malformazione che lo avrebbe reso invalido sin dalla nascita.
La compagna di Claudio ha vissuto dei momenti terribili e aveva deciso di interrompere la gravidanza, perché non se la sentiva di mettere al mondo un bimbo con così gravi problematiche. Claudio fece di tutto per convincerla a continuare la gravidanza, dicendo che non potevano uccidere il frutto del loro amore e che non l’avrebbe lasciata mai sola, nel difficile compito di tirare su’ e accudire il loro bambino, per sempre.
Marta e Claudio si sono incontrati in un giorno di febbraio, era il 17, la festa del gatto.
Si sono piaciuti subito, ma si piacevano già, perché si conoscevano di vista da sempre, anche se non si erano mai rivolti la parola.
Come descrivere il loro amore?
Nacque cosi naturalmente, così splendente, che non poteva mai essere una cosa sbagliata.
Quando due anime gemelle si incontrano, non c’è da farsi troppe domande, bisogna soltanto stare insieme e mollare tutto il resto.
Per loro non era possibile mollare tutto.
Immaginavano ogni giorno, come sarebbe stato bello, pranzare insieme, fare la spesa insieme, andare al ristorante, in viaggio, fare delle lunghe passeggiate, organizzare cene con gli amici e ridere , baciarsi, progettare il futuro, fare l’amore, litigare, fare pace e dormire insieme nella pace dell’amore vero.
La loro felicità avrebbe distrutto le persone che avevano a fianco e non si sarebbero goduti niente, niente…
Un pomeriggio, al telefono, Claudio le ricordò di quella volta in cui lui, 10 anni prima, era entrato nell’ufficio in cui lei lavorava, perché aveva un appuntamento con un suo collega.
Anche Marta ricordava perfettamente quel giorno.
Era seduta alla sua scrivania e indossava uno dei suoi completi classici, che la facevano sentire così professionale e ordinata. I lunghi capelli sciolti sulle spalle, il sorriso sempre pronto. Lo vide entrare dalla porta a vetri, che bel ragazzo che era, chissà che ci faceva li? Si avvicinò alla scrivania, e con un sorriso dolcissimo, chiese di poter parlare con quel fanatico del suo collega.
Marta guardò Claudio e per un momento non seppe cosa rispondere, dentro di lei era convinta che quel ragazzo era entrato per lei, ma non era cosi.
Lui entrò nell’ufficio del suo collega e si trattenne una ventina di minuti.
Marta pensò che quando fosse uscito, gli avrebbe chiesto di cosa avessero parlato, così lo avrebbe conosciuto meglio, le era sempre piaciuto quel ragazzo, ma non aveva mai avuto occasione di incontrarlo.
Claudio poi le confidò che anche lui aveva pensato di invitarla a prendere un caffè, quando fosse uscito dall’ufficio del collega.
Invece il destino aveva deciso diversamente.
Squillo’ il telefono di Marta, era l’agenzia di Londra, per un ordine importante, una telefonata troppo urgente, a cui dovette dedicare la massima attenzione.
Quando Claudio ripasso’ davanti alla scrivania, era distratta, lui la salutò con un bacio soffiato sulla mano, lei con un sorriso.
Poi la vita andò avanti, come sempre impietosa e veloce, e non ci pensarono più.
Che pena nel cuore a pensarci oggi.
Se non fosse squillato il telefono, adesso magari erano insieme, sposati, con i loro figli e la loro casa.
Erano sicuri che sarebbe stato un bel matrimonio, non logorato dallo scorrere del tempo, non offuscato dai piccoli o grandi problemi quotidiani.
Una sera d’inverno, si videro al posto dove si erano parlati quel giorno del primo incontro, il giorno della festa del gatto.
Mentre si baciavano, Marta avvertì un fruscio vicino alla gamba e scorse un gatto rosso che si strofinava e faceva le fusa ai loro piedi.
Lo carezzarono insieme. Aveva un collarino verde, a cui attaccato c’era una pallina di vetro, in cui si vedeva un bigliettino.
Marta aprì la pallina ed estrasse il foglio.
Lesse ciò che vi era scritto a mente e poi lo fece leggere a Claudio, che a voce alta disse: “esprimi un desiderio”.
Si guardarono. Sorrisero. Loro due si sorridevano sempre quando si guardavano, ma stavolta il sorriso era diverso, era di una complicità e di un’intensita’, che a scrivere non si può spiegare.
Marta disse con voce ferma e sicura: “vogliamo tornare a dieci anni fa”.
D’improvviso arrivò un temporale violentissimo, acqua a secchiate addosso, vento, raffiche fortissime, sembrava un uragano.
Marta e Claudio persero conoscenza, come fossero annegati o volati via nel vortice del temporale.
Quando Marta aprì gli occhi era nel suo letto, nella sua cameretta, a casa dei suoi genitori.
Sua mamma la stava chiamando dalla cucina per il caffè. Mamma era ancora viva.
Corse in cucina, era tutto come allora, la mamma era di spalle, coi suoi cari vestiti, che aveva dimenticato, ma che adesso erano così familiari. La chiamò: “mamma…”
Che cara parola, che bel suono da pronunciare ad alta voce. La abbraccio’ forte e da quel giorno la abbraccio’ spessissimo.
Era tornata a 10 anni fa, con la memoria di adesso. Sapeva cosa era accaduto e non era un sogno, perché la vita procedeva normale e ordinaria.
Sapeva che era accaduta una magia.
Non voleva fare passi falsi.
Non poteva andare a cercare Claudio dove viveva 10 anni fa, c’era il rischio che l’incantesimo si rompesse.
Doveva aspettare il giorno dell’ufficio, ma non ricordava qual era.
Finalmente una mattina lo vide apparire dalla porta a vetri.
Era tutto esattamente come 10 anni prima.
Claudio si avvicinò alla scrivania e lei si chiese se anche lui avesse la memoria di oggi.
Evidentemente no, perché lui le chiese di parlare col suo collega fanatico.
Mentre Claudio era in ufficio, Marta capì che lui non ricordava nulla di loro e doveva decidere lei da sola se cambiare il destino oppure no.
Squillo’ il telefono. Era Londra. Parlò dell’ordine. Si aprì la porta dell’ufficio del collega, da cui uscì Claudio, che la salutò con un bacio soffiato sulla mano.
Marta posò la cornetta del telefono sulla scrivania, mentre era ancora in corso la conversazione, si alzò in piedi e guardo’ Claudio. Anche lui la guardò, per un attimo che sembrava non dovesse smettere mai.
Le disse: “Quando finisce il turno le piacerebbe prendere un caffè con me?”
Fu il primo caffè della loro meravigliosa storia d’amore, da cui nacquero 2 bambini stupendi e sani, cresciuti in un clima di gioia e purezza infinite.
La vita spesso è dura con noi, ma se sapremo credere alla magia e sapremo essere onesti e attendere, senza fare del male a nessuno, arriverà un segno, un’occasione, che dovremo cogliere, per poter essere felici .

– Miriam Messina

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UNA GIORNATA SUL SET DI HOLLYWOOD

Martedì 16 la sveglia è suonata alle 3.30. Appuntamento alle 4.15 con la mia amica Anna, direzione Sant’Angelo, in un hotel adibito a base di ritrovo per le comparse e i membri della produzione del film. La maggior parte erano già arrivati ed erano seduti al buio, ai tavolini all’aperto dell’hotel. Ci siamo guardate intorno per vedere se conoscevamo qualcuno e ci siamo aggregate a un gruppo di simpatiche ragazze. Quando sono arrivati tutti, hanno cominciato a chiamarci per vestirci, con ciò che avevano già deciso per noi in una prova costume del giovedì precedente. Anna ed io, sapendo di dover indossare degli abiti estivi, ci siamo messi in coda alla fila, per evitare di prendere molto freddo e restare ancora un poco con il nostro outfit autunnale . Fortuna che a un certo punto è arrivato il sevizio catering che ci ha offerto brioche e caffè.
E’ stato bello ritrovarci con molti amici che avevano partecipato anche al film “L’amica geniale”, in quanto la produzione di reclutamento comparse, era la stessa, e ci hanno telefonate per proporci la parte, senza un ulteriore provino.
Dopo il trucco-parrucco, ci hanno accompagnati con varie navette al borgo di Sant’Angelo, mentre iniziava ad albeggiare.
Scendendo per le stradine del borgo, già immaginavo che avrei avuto problemi con gli alti zatteroni  che mi avevano fatto indossare. Con noi c’era la simpatica costumista americana che mi ha fornito di sandaletti bassi, arancioni come il mio vestito e con cui sono stata comodissima tutto il giorno.
Anche se a Ischia in quei giorni faceva caldo, laggiù c’era un vento molto freddo, che ha messo a dura prova tutti noi, vestiti di abiti leggerissimi, da mare. Ci hanno cominciato a dividere in gruppi, sparsi per le stradine del borgo ed è stato emozionante constatare che quel meraviglioso posto, frequentato continuamente da turisti, era soltanto nostro, chiuso a tutto il resto della gente. Fortuna che avevamo delle grandi borse da mare in cui abbiamo messo dei giubbettini per ripararci dal freddo, che dovevamo togliere ovviamente appena partiva il “ciak si gira”. La mia amica Anna, nella prima parte della mattinata, è stata in fondo, sui pontili, dove tirava un vento terribile, io invece sono stata comodamente seduta ai tavolini del famigerato bar “Il Pirata” in cui ero ripresa con altri figuranti, da inquadrature dall’alto, che mostravano le bellezze della mia meravigliosa terra. A un certo punto abbiamo notato un gran movimento e ci siamo resi conto che erano arrivati gli attori principali. Chris Hemsworth si è presentato vestito di una bellezza mozzafiato che non lascia dubbi a nessuno. Camicia azzurrina e pantaloni rosa chiaro, impeccabile con la sua riga a lato e il ciuffetto biondo dei suoi capelli da bambolotto della marvel. Lo abbiamo visto spesso fare videochiamate con la moglie e i figli e ruotare il telefono per mostrare il panorama. Nessuna ombra di snobismo o di nervoso in tutta la giornata, disponibile a fare selfie con tutti coloro che si avvicinavano. Ammetto di non averglielo chiesto, lo tenevo vicino, non volevo disturbarlo con una richiesta così banale, anche perché lo confesso, non sapevo neanche chi fosse, prima di questo film. Ho tentato di godere il momento, fotografando con gli occhi il mare e le barche, la magia di quell’istante, condividendo più possibile le emozioni con le altre comparse come me, ben sapendo, che come era accaduto durante le riprese de “L’amica geniale”, avremmo ricordato quei momenti per sempre. D’improvviso ci hanno detto di andare da un altro lato del borgo, su un molo, in cui abbiamo dovuto fingere di chiacchierare come un qualsiasi gruppo di turisti, dopo un bagno di mare. Abbiamo iniziato fingendo, ma poi, visto che la scena veniva ripetuta un’infinità di volte, ci siamo conosciuti veramente, parlando parlando ci siamo scordati che stavamo girando un film e ci siamo raccontati di tutto, un ragazzo ci ha confidato di essere stato in fin di vita per un incidente sul lavoro, e che poi miracolosamente si è svegliato, che mentre a noi il freddo sulle braccia dava fastidio, a lui invece faceva proprio male, e che non sarebbe guarito mai del tutto. Ho disobbedito quando ho indossato il mio giubbettino portafortuna rosso, sperando che, essendo di spalle alla camera, e coperto dai miei lunghi capelli, non se ne accorgessero, e invece è arrivata una costumista che mi ha pesantemente redarguita. Quante belle ragazze che c’erano tra le comparse, una più bella dell’altra, tutte coraggiose a sfidare il vento con i loro calzoncini corti e i top leggeri, ma sulla pelle c’erano costantemente i puntini della pelle d’oca.
Poi cambio scena: chi aveva il costume è stato dirottato sulla spiaggia e mi sono ritrovata sdraiata su un esclusivo lettino della spiaggia di Sant’Angelo, mentre il bel Chris e la sexy Tessa Thompson, giravano altre scene sui pontili.
Finalmente la pausa pranzo. Neanche il tempo di aprire il cestino che ci hanno distribuito e di assaggiare la favolosa pasta al pesto, affiancata da insalata caprese, che con l’appetito che avevamo, appariva più gustoso di qualsiasi altro piatto ci avessero proposto, che mi sento chiamare, insieme a un ragazzo di nome Luca, che dovevamo rappresentare una coppia elegante che saliva in barca e faceva un giro nel meraviglioso specchio d’acqua della baia. In quel momento ci siamo sentiti davvero dei vip. Eravamo sul pontile con gli attori principali accanto, in attesa che arrivasse la barca e che preparassero la scena. Luca ed io non ci conoscevamo, ed eravamo anche piuttosto imbarazzati di dover interpretare una coppia di innamorati. Tessa era a pochi centimetri da me, col suo tailleur nero e i tacchi altissimi, sempre molto sorridente. Aveva due truccatori intorno che le incipriavano il viso e ritoccavano il rossetto e lei invece si lavava i denti con uno strano spazzolino (forse alieno? ) piccolo e maneggevole, che usava con grazia e maestria. Mi stavo chiedendo invece il mio trucco in che condizioni fosse, se avevo il naso lucido o la matita sbavata, ma nessuno badava a noi, gente ordinaria, tutte le attenzioni erano per la dolce Tessa.
In quel mentre Luca mi guarda in modo strano e mi dice: “scusa hai qualcosa tra i denti”… era il pesto, che minacciava il mio sorriso hollywoodiano, e meno male che Luca aveva avuto la sincerità di dirmelo.
Ecco che comincia la scena, noi che passeggiamo sul pontile, la barca si avvicina, sale Luca, poi mi porge la mano e salgo anche io con movimento elegante (anche se nella mia testa pensavo di inciampare). In barca dico: ” Luca guardami e fai la faccia innamorata”, ma siamo molto imbarazzati. Luca continuava a ripetere che aveva fame, ma poi si è convinto che stavamo facendo una scena importante e si è scordato della succulenta pasta al pesto che ci attendeva sui tavolini, in piazza.
Quando la barca riattaccava al molo, c’erano Chris e Tessa che ci guardavano, fino al momento in cui il regista gridava: STOOOOOP.
Dopo aver ripetuto la scena almeno 5 volte, siamo tornati a vedere se i nostri pasti erano ancora lì e per fortuna abbiamo potuto finire il pranzo.
Subito dopo, una nuova scena in cui dovevamo passeggiare sul pontile, davanti alla mitica signora Brigida, che interpretava una pescivendola. Brigida è una signora anziana, ma molto forte e resistente, che non si è mai lamentata di nulla, anzi dava la carica a tutti noi.
Questa scena è stato il momento più duro per tutti, perché è stata ripetuta più di 25 volte, eravamo distrutti.
Chris e Tessa erano nel negozio “Il Pellicano” a girare delle scene e poi uscivano, in quel momento sentivamo urlare: “MOVIMENTO”, con voce furiosa, e scattavamo per passeggiare, fingendo di scegliere il pesce dalla signora Brigida e parlando tra noi, nel modo che fosse più credibile possibile, mentre sognavamo un caffè e un gelato.
Credo che al venticinquesimo ciak andassimo avanti per inerzia, ritornando al nostro posto iniziale e ricominciando la scena come fosse la prima volta.
C’erano due ragazze su un motoscafo che sono restate tutto il tempo in costume da bagno, per tutte le volte in cui è stata girata questa scena, e le ho ammirate per il loro stoicismo nel non lamentarsi neanche un momento.
Terminata finalmente la lavorazione della famigerata scena del negozio, hanno preparato un tavolo dove servivano focacce, torta caprese, tisane calde e caffè e, ammutoliti e infreddoliti, ci siamo approvvigionati di calorie e bevande calde.
Me ne sono tornata al bar “Il Pirata”, sperando che le scene da girare fossero finite. Invece mancava un’ultima scena e ho ammirato la mia amica Anna, che subito si è alzata per essere presente all’ultima , in cui si passeggiava nella piazza centrale.
Verso le 18 ci hanno detto che dovevamo tornare in hotel per cambiarci. I taxi sono venuti a prenderci e quando siamo arrivati in hotel, abbiamo dovuto fare un’altra fila per toglierci i vestiti e riprendere i nostri.
Mi ero affezionata al mio vestito arancione, che mi era stato modificato su misura dalla sarta e che mi aveva tenuto compagnia in questa lunga giornata. Ho chiesto alla costumista se avessi potuto acquistarlo, ma purtroppo non è stato possibile. Anna ed io siamo andate via frastornate. Non ci siamo quasi salutate con gli altri, eravamo davvero tutti stanchi.
Il giorno dopo avremmo ripensato a tutte le foto che non avevamo scattato, a tutti i numeri di telefono che non ci eravamo scambiati, a tutti i saluti finali che non abbiamo badato a fare, perché esauste.
Il giorno dopo avremmo rimpianto tante cose, perché giorni simili ne capitano davvero pochi nella vita, e soltanto chi ha vissuto le emozioni con noi può capirci.
Il giorno dopo c’è la nostalgia, perché si torna alla solita vita e ai soliti orari, ma Anna ed io, insieme a tutti gli altri, ogni volta che torneremo a passeggiare per le stradine di Sant’Angelo, ripenseremo a quella magnifica giornata del 16 ottobre 2018, in cui siamo state attrici di Hollywood e chissà, chissà in quante scene ci rivedremo tra qualche mese sul grande schermo.
Anna era vestita color senape e io di arancione.
Fateci caso quando vedrete al cinema e poi in tv, “Men in black 4”.44250773_1629364280496666_8658186578725699584_n