I COMPLEANNI DELLE MADRI

I compleanni delle madri
si danno sempre per scontati
perché ogni mamma
rinasce con suo figlio
e la festa grande è quella
dei suoi bambini.

Quante torte
preparano le mamme
e quanto amore danno,
senza stancarsi mai.
I compleanni delle mamme
sono un pensiero distratto
nella nostra infanzia e
nella nostra giovinezza.
Un fiore, un abbraccio,
una collanina, una spilla,
una sciarpina di seta.
I compleanni delle mamme
ci sfiorano a metà
perché c’è la nostra vita
in primo piano.

Poi un giorno
quella data arriva come
una pugnalata.
E non possiamo dare più
quell’abbraccio,
non possiamo più
comprare il gioiello più bello,
il profumo più costoso,
stare seduti accanto a lei
per farla sentire tanto amata
come lei sempre ha fatto con noi.
Arriva il giorno del
compleanno della nostra mamma,
ma lei non c’è più
per dirci che le basta un bacio forte
e noi ci sentiamo persi, colpevoli, soli.

Vorremmo dirle tutte quelle parole
che non le abbiamo detto mai,
perché tanto c’è tempo e lei sta a casa
ad aspettarci.
E invece non ci aspetta più
la casa è vuota.

I compleanni delle madri arrivano
una volta all’anno
per sempre
e pesano.
Auguri mamma
oggi era il tuo.

– Miriam Messina12573925_520607298117519_6675267617948527942_n-1

PER NOI MAMME E’ DIFFICILE

Per noi mamme è difficile
perché oggi la società ci chiede troppo.
Ci chiede di essere mamme,
ma spesso non riusciamo
a goderci questi magici momenti
perché dobbiamo lavorare.
Poi ci chiedono di essere magre,
di andare in palestra,
di andare agli aperitivi,
di organizzare viaggi con la famiglia
per essere sempre al top
e dimostrare al mondo che siamo vincenti,
che abbiamo una famiglia perfetta.
Voi sapete che significa organizzare
anche un semplice fine settimana
con i figli piccoli ?
Organizzare i pasti, l’hotel,
le cose da portare, i passeggini ?
Poi ci chiedono di essere alla moda,
di avere i capelli a posto
e i tacchi alti,
altrimenti nostro marito
poi guarda le altre,
e semplicemente organizzare
due ore dal parrucchiere
sapete che significa ?
Una donna non ce la fa a essere
così perfetta, oppure ce la fa ,
ma a costo di mal di testa,
gastriti, ansia.
E poi alla fine, con questi bambini
che devono essere puliti, perfetti
fare sport, stare senza ciuccio,
senza pannolino a due anni,.
stare sempre in esposizione,
per essere i più bravi e i più belli.
Ma a noi che importa di tutto questo
teatrino care mamme ?
Prendiamoci il tempo nostro
per giocare a terra coi bimbi,
per ridere, per mangiare gelati
sul divano in tuta con loro e chiudere
il mondo fuori.
Avremo tutta la vita
per tornare in palestra,
per vedere le amiche,
per fare i viaggi
e organizzare cene coi
tacchi alti.
Adesso stiamo con i nostri figli,
per ogni minuto che vogliamo
e facciamoci coccolare da nostro marito,
riservandoci il diritto di dire:
“sono stanca amore , facciamoci portare una pizza a casa, non ho voglia di cucinare”.
Le gare a essere la più brava e la più bella
facciamole fare alle altre.
Abbracciamo stretti stretti i bimbi
e facciamo le capriole sul tappeto con loro.
Voi non potete immaginare come sono contenti i bambini
quando la mamma gioca con loro.
È una tenerezza e una sicurezza che si porteranno dietro per sempre.
Una mamma che non urla, che sorride,
che non è preoccupata, che non ha
ha il mal di testa, che ama la vita per
quella che è, semplice.
Una mamma così è la chiave
per la serenità futura di un adulto.

– Miriam Messina76693315_2224069201026168_6166015432806367232_n

SONO FRANCESCO

Ciao io sono Francesco
e il 9 maggio 2019
sono diventato un angelo.
Beh, così stanno dicendo tutti
e non voglio contraddirli.
A dire il vero avrei preferito
rimanere un ragazzo in carne ed ossa
e restare a casa mia, con la mia famiglia,
andare a scuola, uscire con i miei amici e non lasciare sola la mia ragazza.
Invece adesso sono qui,
in paradiso,
anche se,
io in paradiso ci stavo già
perché vivevo a Ischia.
La mia isola è meravigliosa
e io vorrei che non cambiasse,
avevo già notato che tante cose
stavano peggiorando e
soffrivo per tante ingiustizie
e inciviltà di cui ero testimone
ogni giorno.
Quella sera stavo tornando a casa,
ero sul mio scooter,
un’auto è entrata nella mia corsia
e mi ha investito.
Mi dispiace per mamma
perché quando leggerà questa lettera,
soffrirà ancora
e vorrei che trovasse un poco di pace.
Mio padre ha ascoltato la mia voce
e sta lavorando a un grande progetto
che potrà salvare molte vite.
Mio padre sa cosa fare,
è il mio papà e mi sono sempre
fidato di lui.
Ha fondato un gruppo:
“Salviamo Francesco e gli altri angeli”
per sensibilizzare ogni singola persona,
sul gravissimo problema della guida
sregolata a Ischia.
Ogni volta che uscite di casa,
mettete in moto l’auto,
lo scooter, il furgone, la moto,
l’autobus, il taxi, il camion,
rendetevi conto che
avete un’arma,
che in pochi secondi,
potrebbe togliere la vita
a un bambino, a una donna,
a un uomo, o a un ragazzo di
17 anni come ero io.
Pensateci.
Basta un secondo.
Che fretta c’è?
Rallentate, anzi se possibile
evitate di intasare il traffico, se
non è necessario,
fate più commissioni nello stesso giorno,
andate a piedi per quanto è
possibile, evitate giri inutili.
La vita è così bella.
Voi me l’avete tolta
e non avevate il diritto.
Perlomeno adesso
cercate di salvare la vostra bella isola,
che sta morendo nello smog.
Smettetela di essere così indifferenti,
di pensare solo al vostro orticello,
senza ideali e senza sogni,
cercate di cambiare il mondo
e di farne un posto migliore,
ognuno di voi può farlo.
Io non posso più.
Fatelo in memoria mia.

– Miriam Messina

in memoria di Francesco T64272150_1964221277010963_8430292422839238656_naliercio

LE MAMME DI UNA VOLTA

Le “amorevoli” mamme di una volta che ti facevano sentire sbagliata anche per il ciclo…
Non era colpa loro. Si sentivano oppresse dalla miseria, dall’ignoranza, dai troppo figli, dalla mancanza di comodità in casa, da una vita di sole fatiche, senza gioie. Vedere una figlia che cresce bella, che può studiare, che può ambire a una vita diversa, fa scattare la gelosia.
Anche se la si ama quella figlia e si desidera per lei qualcosa di meglio, se non si è appagate nella propria esistenza, non si riesce neanche a gioire per i propri figli e ad essere una guida obiettiva e sicura. Le ragazze crescevano in un’ immensa solitudine, se non avevano una sorella maggiore o amiche più grandi.47469089_1690490314384062_1885210310428590080_n.jpg

LA POSTA DEL CUORE

Ciao Miriam. Vorrei chiedere un consiglio a tutte le persone che seguono la pagina. Tra pochi giorni mio figlio compirà 11 anni e vuole festeggiarlo come di consueto con amici e compagni di classe in pizzeria. Purtroppo in classe sua alcuni suoi amici hanno iniziato ad avere da qualche mese atteggiamenti da bulli. Ne ho parlato con le madri ma li difendono a spada tratta. mio figlio adesso non vuole invitarli…come ha sempre fatto dopo gli episodi incresciosi degli ultimi tempi. Avendo avuto sempre un buon rapporto con le loro madri non vorrei che questo poi creasse tra noi una rottura peggiorando le cose anche tra loro . Ma del resto non posso neppure forzare mio figlio a vederli anche il giorno del suo compleanno! Di solito invitava tutta la classe ma quest’anno vorrebbe invitare solo i 4 amici più stretti. Voi li invitereste ?
Grazie

POTRAI

Nella tua vita accadranno diversi avvenimenti spiacevoli. Spesso saranno anche cose di poco conto, come per esempio, la perdita di oggetti a cui tieni particolarmente, o delusioni per persone di cui ti fidavi. Ci saranno poi i lutti, non potrai evitarli. Ti sentirai lacerato dentro, saranno giorni, settimane o mesi bui.
Come potrai difenderti da questa vita? Potrai difenderti costruendo tantissimi momenti di piccole felicità, cogliendo le occasioni di gioia, stringendo nuove amicizie, ricominciando ad amare anche quando non ci credi più, telefonando a quell’amica per andare a fare un giro o prendere un caffé, oppure accettare quando quell’amica ti chiamerà per un caffè, invece di rifiutare con scuse banali. Potrai risparmiare i soldi che guadagnerai, per investirli in un sogno in cui credi, fosse anche un corso di pasticceria, che sogni di fare da sempre. Potrai donare amore ai bambini che non ne hanno, se non avrai figli tuoi. Potrai abbracciare e coccolare una vecchia zia, se ti mancherà l’abbraccio confortevole della tua mamma. Potrai truccarti ogni mattina usando dei colori luminosi, e mentre disegnerai i contorni delle tue labbra e dei tuoi occhi, ti vedrai più bella, e per incanto sorriderai di più, perché la bellezza è contagiosa e porta luce intorno.
Potrai comprare una pianta, anche se non hai il pollice verde e pensi che a casa tua non fioriscano bene, tu comprala lo stesso e innaffiala, guardala, toccala. Potrai passare un freddo pomeriggio d’inverno in pasticceria e comprarti una fetta di torta, anche se sei a dieta, perché una fetta di torta, mangiata piano piano, gustandola, non ti farà ingrassare, ma ti toglierà quella voglia sbagliata di dolce, che cerchi di colmare di nascosto col barattolo della nutella. Potrai decidere di non aprire più la scatola dei ricordi che hai in soffitta, perché sappilo, che i ricordi, spesso sono zavorre, che ci appesantiscono e ci tolgono lo spazio vuoto di cui ha bisogno la nostra testa per respirare.
Potrai dormire fino a tardi una domenica, perché se anche pulisci la casa, domani si sporcherà di nuovo, mentre una bella dormita ti regalerà voglia di fare cose nuove ed energia per produrre il doppio, nella metà del tempo.
Potrai guidare più lentamente in macchina, anche se vai di fretta, e non trasformare ogni uscita in auto in una serie di imprecazioni contro il traffico e la gente, perché i tuoi figli che ti sentono sempre irritata e nervosa, diventeranno adulti irritati e nervosi.
Potrai decidere di premiarti ogni giorno, e la motivazione per i premi che ti concederai, sarà che stai facendo scorte di felicità, per quei momenti in cui di felicità non ne avrai e dovrai essere forte, molto forte.
Nei momenti bui ripenserai a tutte queste piccole felicità, che saranno i tuoi braccioli colorati da infilare alle braccia, per non annegare nel mare tempestoso, che è la nostra esistenza.

– Miriam Messina

IL CUORE DI ANGELA

Il cuore di Angela si è fermato lì,
davanti a quella scuola
dove era il suo cuore di mamma e
davanti alla sua stessa madre,
che ha dovuto vedere sua figlia
perdere la vita
con i suoi increduli occhi.
Il cuore di Angela si è fermato
in un giorno di settembre,
davanti alla scuola
dove cominciava il nuovo anno
del suo bambino.
Il cuore di Angela
non era come gli altri:
custodiva sogni,
custodiva rime e poesie
per i bambini di tutto il mondo.
Il cuore di Angela era
un bellissimo cuore,
grande come i suoi occhi
e quante cose ancora
aveva da raccontare.
Quante filastrocche per tutti i bambini e
quante ninne nanne per il suo,
di bambino, che non potrà più
carezzare i riccioli
della sua mamma e perdersi
nei suoi grandi occhi blu.
Il cuore di Angela era
il cuore di una mamma,
di una figlia, di una poetessa,
ma soprattutto di una donna,
che ha avuto, come tante altre,
l’unica colpa di volersi riprendere
la sua libertà.
Il cuore di Angela si è fermato li,
e non batte più
per mano di quell’uomo
che avrebbe dovuto amarla
e per colpa di coloro che non hanno
saputo difenderla,
e giace adesso accanto alle altre
tante donne come lei,
uccise dalla stessa mano
che avrebbe dovuto proteggerle.
Angela, che il tuo splendido volto possa
essere l’immagine che proteggerà
tutte noi donne dalla ferocia
di queste belve.

Miriam Messina
in memoria di Angela Ferrara
15 settembre 2018

https://www.facebook.com/Miriamessina/

 

LA POSTA DEL CUORE

“Salve, sono una mamma di una bimba di 5 anni, nata da un grande amore… Peccato che lui è un grande manipolatore… Che all’inizio mi ha fatto vivere una favola… Un amore travolgente e passionale… Ho perso completamente la testa e gli ho dato tutta me stessa,anche l’anima… Per poi ritrovarmi in un incubo. Ho subito violenze psicologiche di ogni tipo. Non ero mai abbastanza… Ho accettato situazioni inaccettabili, offese, insulti sia a me che alla mia famiglia, perché volevo a tutti i costi portare avanti questa relazione e far crescere mia figlia con suo padre. Ma alla fine ho dovuto prendere una decisione… Non avevo più una vita.. Vivevo in ansia e con la paura addosso giorno e notte. Adesso sto molto meglio… Anche se mi porto ancora delle ferite dentro che non so se guariranno mai.. Ora vedo mia figlia, che ovviamente lo frequenta 3 giorni a settimana, completamente manipolata da lui. E questo mi fa molto male, non so quale sia la cosa meno peggiore tra crescere senza un padre o frequentare un padre così… Grazie a chi risponderà.”

IL GENITORE CARNALE

Genitori moderni: sognano un figlio a cui dare un nome particolare, raro. È ancora in pancia, piccolo come una mela e già acquistano scarpine di marca, vestitini firmati.
Il sogno del bebe’ che si ha in testa è cosparso di immagini confezionate.
Culle piene di merletti, il passeggino firmato come l’attrice del momento, foto in abiti premaman simili a modelle.
Il bimbo viene al mondo: occorre subito programmare un viaggio perché il nuovo nato non può limitare le nostre occasioni di svago. Ci si organizza con baby sitter per poter uscire la sera e continuare la vita di sempre.
Oppure ci sono i nonni. Che dopo anni di lavoro vorrebbero finalmente godersi la pensione e invece devono fare i nonni a tempo pieno. Otto ore al giorno. Sono stanchi. Eppure i figli lo pretendono perché il genitore moderno deve andare in palestra, deve andare agli aperitivi per continuare la vita sociale e fare molti viaggi. Si smette di allattare per tornare subito in ufficio, anche se si potrebbe posticipare di 6 mesi. Eh ma le spese sono tante. Bisogna per forza organizzare un grande ricevimento per il Battesimo, mica si può fare una cerimonia intima. È il primo figlio. Bisogna spendere e spandere. Poi questo figlio diventa un’immagine che mostriamo sul cellulare in ufficio, alle cene, non abbiamo neanche il suo odore addosso.
Il genitore moderno non è carnale, non gioca col figlio, non lo bacia e morde di continuo, non gli canta la ninna nanna. Lo mette solo su un altarino, ma non lo sente carne sua. È un oggetto. Un simbolo di realizzazione. Ecco. Sono diventata mamma. Sono diventato papà. Se poi il secondo è femminuccia ho fatto la coppietta. Il genitore moderno non vuole rinunciare a nulla. Se il bimbo ha la febbre si stufa. Se piange per i dentini si sente oppresso dal pianto, non ha la pazienza di consolarlo. Al genitore moderno manca il tempo. Perché rincorre la prova costume, rincorre la libertà di poter uscire a qualsiasi ora come prima. Rincorre la carriera e la realizzazione personale.
Invece no. Se vuoi diventare genitore devi sapere che la tua vita cambierà e non sarà più come prima. Il genitore carnale però non soffre per questa nuova situazione, perché lo sente il bambino, lo sente nelle proprie viscere, sia che sia padre o che sia madre. È nata una vita da me. Tutto è cambiato. Il bambino è parte di me. Lo vivo. Lo sento. Avverto le colichette, avverto il pianto, sento le manine che stringono il mio dito. Sono un genitore carnale. Non mi importa di programmare subito un viaggio o di non tornare subito in forma. Ci andrò l’anno prossimo in palestra, dopo lo svezzamento. Sto guidando la macchina e sto cantando una canzone ad alta voce che piace al bambino, è la sua preferita, lui mi sta ascoltando. Non sto pensando alla tintoria, alle bomboniere per il battesimo, a cosa indossero’ stasera alla cena per far invidia alle mie amiche. Sto pensando che in questo periodo della mia vita voglio dedicarmi al mio bambino perché è ancora piccolo e ha bisogno di addormentarsi in braccio a me. Avrò tutta la vita per tornare ad essere la donna di affari, elegante, perfetta, precisa. Avrò tutta la vita per essere l’uomo libero e brillante che ero e tornare a giocare a calcetto due volte a settimana. Adesso la priorità è il mio essere papà. Non possiamo fare tutto, essere tutto. Altrimenti ci stancheremo e non riusciremo più ad essere lucidi, in una giornata troppo piena il nostro cervello andrà in tilt e cominceremo a dimenticare qualcosa. In macchina non canteremo più le canzoncine per il bambino, la mente sarà altrove, troppo altrove, parcheggeremo l’auto pensando che è tardi, che gli altri saranno già in ufficio, che stasera dovremo fare la spesa per acquistare cose che non ci servono. Perché tutto ciò che ci serve è guardare il sorriso del nostro bimbo, ma non ci siamo voltati a guardarlo e da domani non lo potremo vedere mai più.
Fermiamoci.
Torniamo a dare valore a ciò che conta.

– Miriam Messina

I FIGLI

Molte donne amano in segreto i figli
che non sono nati.
Molte donne per natura
metterebbe al mondo
un bimbo ogni due o tre anni.
Quando quelle donne tra sé e sé decidono
che non ne avranno più,
per tutto il resto della loro vita
quelle donne penseranno a come sarebbero stati belli
e a quanto li avrebbe amati.

– Miriam Messina

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