SMETTILA DI GIUSTIFICARTI

Mi sono scoperta libera il giorno in cui parlando con qualcuno, non mi sono applicata più a giustificare la mia vita.
Giustificare il mio modo di pormi,  il posto in cui abito, il lavoro che ho scelto, le mie amicizie , la mia casa, le mie abitudini, i vestiti che indosso.
Quanto tempo ed energie perdiamo nel giustificare noi stessi agli occhi degli altri?
Una persona libera ha come punto di riferimento soltanto il proprio percorso e i propri obiettivi.
Tanto per gli altri non andrai mai bene.
Se hai un figlio, ti chiedono perché non ne hai due, se hai due femmine, ti chiedono perché non provi ad avere un maschietto, se non ne hai proprio, ti fanno sentire mutilata, come se solo i figli ci rendessero felici e completi.
Se sei single, ti chiedono perché non ti fidanzi, se convivi, ti chiedono perché non ti sposi, se hai figli e lavori, sei una mamma degenere, se fai la casalinga, sei una fallita.
Se vesti bene, badi tropo all’apparenza, sei frivola e snob, se vesti sportiva, sei una pezzente.
La gente avrà sempre da giudicare, tu però smettila di dare giustificazioni.
Se sei in crisi con tuo marito e vuoi lasciarlo, non devi spiegare perché, se ti stai vedendo con qualcuno e ti piace, non devi giustificare perché, anzi non devi dirlo proprio a nessuno, se vuoi stare bene con quella persona.
Se hai rotto l’amicizia con un’amica, non devi spiegarlo agli altri Il motivo, se vuoi cambiare lavoro , a nessuno devono interessare le tue motivazioni.
Non devi niente a nessuno, tranne che a te stessa, e alle poche persone che ti sono sempre state vicine e ti hanno aiutato.

– Miriam Messina
miriammessina.wordpress.com

Annunci

LA VITA PRIMA DEGLI SMARTPHONE

Sembra assurdo eppure è così: fino a pochi anni fa non passavamo le giornate con un cellulare tra le mani.  Cosa facevamo prima? Anche se in Italia si legge poco, credo che qualche libro in più lo leggessimo tutti, e chi non leggeva libri, acquistava più riviste e fumetti. Guardavamo di più la tv, magari anche programmi che ci interessavano poco, ma stavamo più tempo davanti al televisore. Facevamo anche più telefonate, mentre adesso la chat viene preferita alla conversazione telefonica. Passeggiavamo di più a  piedi e chiacchieravamo di più con le persone nelle sale d’aspetto. Non dimentichiamoci però che prima degli smartphones c’erano i pc, quindi chi parla poco in famiglia, lo faceva anche prima, chiudendosi in uno studio o in una camera davanti a uno schermo, mentre adesso magari si sta insieme nella stessa stanza, ma ognuno con gli occhi fissi sul proprio cellulare. Non voglio però fare un quadro tanto tragico della situazione, perché parto dall’idea che una persona pigra, vuota o passiva, lo resti sempre, a dispetto delle tecnologie che usa. Penso che le persone apatiche, prima passassero la giornata su un divano a guardare programmi tv e adesso trascorrano il tempo libero a leggere i link che pubblicano gli altri. Le persone geniali e creative restano tali, anche se hanno in mano uno smartphone: utilizzano il mezzo per sviluppare le potenzialità e le passioni che li animano e i più bravi lo usano come ottimo mezzo per migliorare il proprio lavoro e fare pubbliche relazioni. Personalmente mi rifugio nel cellulare quando sono circondata da persone noiose di cui non posso liberarmi, ma nel momento in cui ho davanti a me un bel panorama o una persona interessante, che è capace di fare dei bei discorsi o di farmi divertire con risate e aneddoti divertenti, lo smartphone resta chiuso in borsetta. 752521393-piumino-camera-d'albergo-frustration-smsE voi? Cosa facevate prima degli smartphone?