ADESSO SONO UN UOMO CHE AMA

Lui le disse: “la gente non si accorge se è estate o è inverno, quando è felice…”
“È una frase famosa questa”, rispose lei. “Una volta non amavi le poesie, ora me ne citi una diversa ogni sera.”
“Una volta ero un uomo arido, vuoto, adesso sono un uomo che ama, che ama solo te”12472493_10209182864962761_4614578633530598369_n

L’AMORE ASPETTATO

L’amore è esserci. Né troppo, né troppo poco.  Così lei, in tutti questi anni, era stata sempre presente, senza mai essere invadente.  Conosceva tutto di me, le mie ansie, le mie debolezze, ma anche le mie forze. Riusciva a comparire quando ne avevo più bisogno, sempre con quelle mani così delicate e così prepotentemente dolci. Il mio volto oggi è povero di quelle mani. Quanto vorrei prenderle quella testa piena di capelli e di sogni e stringermela sul petto, tenere tra le mie braccia, quelle esili spalle, così femminee, così elegantemente fragili.  Lei era tutte le donne che ho avuto, senza essere come nessuna di loro.  Le altre arrivavano, con la loro irruenza e la loro sfacciataggine, e ai primi litigi alzavano la voce e sbattevano la porta, senza tentare mai di capirmi, schiave del loro femminile orgoglio, che non si lascia schiacciare da uno stupido maschio. Io per lei, però, non ero un maschio, ero io, col mio nome e il mio cognome, e lei sapeva parlarmi, sapeva amarmi, sapeva ascoltarmi e sapeva aspettare.  Adesso io cosa faccio qui senza lei?   Io che non ho mai saputo comprendere. Perché ogni uomo si sente onnipotente, ma in fondo  ha paura, sì,  paura, di una donna che ama troppo, forse perché sa di non essere all’altezza.  Oggi non ho più paura, lei però non c’è più.  Non c’è più.  Quel suo sorriso non scalderà che gli angeli ormai.  Sbattete le porte, donnette, andate via, via. Voglio restare solo. 2016-07-31 23.49.58

L’AMORE TOSSICO

Mi dissero che per essere amata avrei dovuto essere ritrosa, e misteriosa, apparire e poi sparire, non rispondere, non dare certezze. Che strano tipo di amore ricercano tali uomini? Non mi interessa saperlo. Io quando amo corro incontro, e abbraccio, e rispondo, anzi chiamo…io amo!12715275_1120634967960572_8793081758948623990_n

LA SCELTA

La mia amica Giusy veniva corteggiata contemporaneamente da due ragazzi molto attraenti.  Uno dei due le scriveva ogni giorno, inviandole poesie e canzoni d’amore, chiedendole insistentemente di uscire insieme. L’altro lavorava tutto il giorno e le inviava brevi messaggi, alternati a telefonate, facendole delle domande per conoscerla meglio e chiedendole anche lui ogni volta di uscire insieme.  Giusy decise di uscire con il ragazzo che le inviava le poesie, perché secondo lei era palese che tenesse di più a conoscerla ed avesse un animo più nobile…Proprio quel pomeriggio Giusy fu ricoverata per un attacco di appendicite e fu operata d’urgenza. Il ragazzo delle poesie, in quei giorni le inviò altri poemi, copiaincollati, di Neruda, Coehlo, Shakespeare e diverse canzoni d’amore scelte da youtube. Le telefonò anche un paio di volte, scusandosi se non andava a trovarla, perché si vergognava dei suoi amici e dei parenti e che sperava di vederla appena si fosse rimessa. L’altro ragazzo invece, appena venne a sapere che Giusy era in ospedale, si fece dare un permesso dal lavoro, in cui rivestiva un ruolo di responsabilità, per uscire qualche ora prima e poter attraversare la città e riuscire ad andare a trovarla, prima che terminasse l’orario di visita. Andò a trovarla ogni giorno, fu educato con i genitori di Giusy e strinse amicizia con i suoi amici. Ogni giorno le portava un piccolo dono e una volta si offrì anche di riaccompagnare a casa un’anziana zia di Giusy che abitava fuori città e aveva perso l’autobus. Fu talmente naturale per Giusy continuare a frequentarlo anche dopo, che si dimenticò completamente dell’altro ragazzo, il quale si faceva vivo soltanto tramite cellulare, e messaggi tutti uguali. La sera del primo appuntamento serale, io e la mia amica andammo insieme ad acquistare un abito adatto. Giusy lo scelse verde smeraldo, come gli occhi di Enzo, era questo il nome del ragazzo. Fu una serata indimenticabile, me la raccontò per filo e per segno il giorno dopo, e mi raccontò anche che nel ristorante c’era anche l’altro ragazzo, quello delle poesie, in compagnia di un’altra. A quanto pare non aveva perso tempo. Sono trascorsi tre anni da allora e 10372170_641558419269322_429030945198393652_n mancano due settimane al matrimonio di Giusy ed Enzo e vi racconto questa storia, perché nella sua semplicità, la trovo molto vera. Chi ci vuole conoscere ed amare, trova il modo di farlo, con azioni concrete, con gesti reali e spontanei.

Sei sicura di amarlo?

  • Ma io lo amo.
  • Ah, lo ami, e perché lo credi?
  • Perché lo penso tutto il tempo, perché vorrei stare sempre con lui.
  • Questo non è amore, è dipendenza, infatuazione.
  • Quindi?
  • Quindi impara a capirlo, ad ascoltarlo, a rispettare il suo passato, le sue idee. Regalagli dei sogni veri e reali, sii una donna risolta e consapevole, realizzata, soddisfatta della tua vita, e non pretendere che lui colmi le tue mancanze con lusinghe, regali, false promesse, o standoti sempre attaccato. Imparalo a memoria, sì, a memoria, e sii la sua complice segreta.amicizia

COME NASCE L’INNAMORAMENTO

Spesso ci chiediamo come sia possibile che la nostra vita per molto tempo sia proceduta su binari tranquilli, e poi di colpo sia cominciata a sbandare, e una persona sia riuscita a entrare così prepotentemente nei nostri pensieri quotidiani. Questo grande mistero ancora nessuno è riuscito a spiegarlo, ma pare che tutto cominci con un’immagine che si affaccia insistentemente alla nostra vista, e che si installa su una parete della nostra memoria visiva, e lì resta, come un quadro nel corridoio di casa, tra la cucina e il salotto. Ogni volta che ci passiamo davanti,110236860-53dcae44-4315-4864-82da-4b5fc3e29614 l’immagine cambia, può apparire più splendente o anche più banale, ma comunque resta lì e non si muove. Alcuni momenti il quadro è talmente luminoso che si vorrebbe restarlo a contemplare per ore e ore, senza provare mai noia, anzi provando un’attrazione irresistibile, come una luce abbagliante in un cunicolo buio, per cui tutto il resto intorno sbiadisce e si vorrebbe restare soltanto in contemplazione. Arriva un momento poi in cui il quadro perde importanza, si decide di toglierlo addirittura dalla parete, perché sembra inutile e senza senso, sopravvalutato. Per periodi più o meno lunghi si pensa di poterne fare a meno, ma ecco che prepotentemente l’immagine torna più attraente di prima, con tutto il carico di pietre e doni preziosi intorno , e acquisisce di colpo un valore immenso ai nostri occhi, come l’opera d’arte più preziosa del pianeta terra.  Ecco che attraverso tutti questi processi, una persona estranea, come tante, diventa “la persona” e attraverso queste altalene di negazione e di riconoscimento, di momenti in cui si è sicuri di poter vivere tranquillamente senza, seguiti da periodi di profonda mancanza, si insinua il mistico processo dell’innamoramento profondo e completo.

LA SOLITUDINE DELL’INTELLIGENZA

10848358_1514798575461154_259130711_n-1200x680Non c’è niente di più raro che incontrare una persona intelligente e felice. Per questo, mentre tutti gli altri trovano gioia e appagamento in piccole cose, come il buon cibo, una semplice giornata di sole, un caffè con un amico, una canzoncina alla radio, o gioielli preziosi e ori, vestiti e scarpe firmati , ci sono persone che sono sempre in apnea, sempre in costruzione mentale, sempre affamati, come lupi in una steppa. Cosa può salvare questo tipo di anime vaganti? Cosa può appagare uno spirito affamato ed errante? Alcune pagine di buona letteratura rappresentano un ottimo balsamo per i momenti critici, ma non basta. La solitudine è una compagna fissa. Nessuna persona può colmarla. Né muscoli, né curve, né giacche e cravatta o tacchi a spillo e spacchi. La fame viene da dentro e così tra mille persone appare qualche buon amico, che può comprendere qualcosa e illuminare le serate più fredde e lunghe. Un amico fidato che ascolta e capisce, che parla talvolta, che si tiene in mano i nostri silenzi e le nostre parole sbagliate, come fossero le sue e che non chiede niente in cambio. La solitudine però resta ed è un problema soltanto nostro.   Poi avviene il miracolo. Finalmente a un certo punto dell’esistenza si trova ristoro, appare l’oasi nel deserto per il viandante assetato, si ritorna a vedere il sole dopo anni di tenebra e si respira a pieni polmoni  l’aria pura dopo anni e anni di soffocamento. L’incontro con una persona affine, con cui si fanno dei discorsi lunghissimi senza dire una parola, con cui c’è sazietà, verità, e trascendenza. Dicono che i gemelli se vengono separati soffrono. Si sentono sempre soli. Forse per questo questo tipo di persone vengono comunemente chiamate anime gemelle.,