REPUTAZIONE E FACEBOOK

Oramai facebook e i social network sono diventati uno dei passatempi preferiti dell’epoca moderna. Spesso si commentano i post degli amici anche in modo scherzoso e irriverente, a volte audace, o si pubblicano  contenuti dal dubbio gusto. Mi chiedo se un professionista o una persona con un’immagine pubblica da difendere, non debba pensarci due volte prima di commentare o di pubblicare. La mia domanda è questa: la vostra opinione su una persona potrebbe cambiare, se questa postasse post non eleganti, troppo sboccati o  volgari? La reputazione e l’immagine pubblica sono importanti  o conta soltanto divertirsi ed essere sé stessi sui social network?

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LA FEDELTA’

Non so se sia peggio il profilo in comune o scambiarsi le password. Se vi fa sentire più tranquille, non siatelo, perché ogni giorno mi contattano decine di uomini con profili falsi, adducendo come scusa che le mogli/fidanzate conoscono soltanto il loro profilo pubblico. Non si puo’ stare tranquilli in amore. Se è questo che cercate: la tranquillità, dovete restare single. Non è un discorso cinico, è un discorso realista, perché il partner non è una nostra proprietà, e se sceglie di esserci fedeli, non sarà perché lo controlliamo a vista, ma perché nessun’altra è meglio di noi ai suoi occhi.amore-smartphone

LA VITA PRIMA DEGLI SMARTPHONE

Sembra assurdo eppure è così: fino a pochi anni fa non passavamo le giornate con un cellulare tra le mani.  Cosa facevamo prima? Anche se in Italia si legge poco, credo che qualche libro in più lo leggessimo tutti, e chi non leggeva libri, acquistava più riviste e fumetti. Guardavamo di più la tv, magari anche programmi che ci interessavano poco, ma stavamo più tempo davanti al televisore. Facevamo anche più telefonate, mentre adesso la chat viene preferita alla conversazione telefonica. Passeggiavamo di più a  piedi e chiacchieravamo di più con le persone nelle sale d’aspetto. Non dimentichiamoci però che prima degli smartphones c’erano i pc, quindi chi parla poco in famiglia, lo faceva anche prima, chiudendosi in uno studio o in una camera davanti a uno schermo, mentre adesso magari si sta insieme nella stessa stanza, ma ognuno con gli occhi fissi sul proprio cellulare. Non voglio però fare un quadro tanto tragico della situazione, perché parto dall’idea che una persona pigra, vuota o passiva, lo resti sempre, a dispetto delle tecnologie che usa. Penso che le persone apatiche, prima passassero la giornata su un divano a guardare programmi tv e adesso trascorrano il tempo libero a leggere i link che pubblicano gli altri. Le persone geniali e creative restano tali, anche se hanno in mano uno smartphone: utilizzano il mezzo per sviluppare le potenzialità e le passioni che li animano e i più bravi lo usano come ottimo mezzo per migliorare il proprio lavoro e fare pubbliche relazioni. Personalmente mi rifugio nel cellulare quando sono circondata da persone noiose di cui non posso liberarmi, ma nel momento in cui ho davanti a me un bel panorama o una persona interessante, che è capace di fare dei bei discorsi o di farmi divertire con risate e aneddoti divertenti, lo smartphone resta chiuso in borsetta. 752521393-piumino-camera-d'albergo-frustration-smsE voi? Cosa facevate prima degli smartphone? 

L’AMORE AI TEMPI DI FACEBOOK

Una volta se a un ragazzo piaceva una ragazza doveva farsi coraggio: cercare di avvicinarla, magari eludendo le barriere di sguardi e  gelosie delle amiche, oppure telefonarle a casa, col rischio che rispondesse proprio il padre.  Nel momento in cui poi lei era davanti a lui, il ragazzo avrebbe dovuto parlare e inventare delle frasi originali e divertenti, con la bocca secca dall’emozione e il cuore palpitante di ansia.   Una volta però superate queste piccole grandi prove, se nasceva una storia, aveva un valore alto, perché a quella storia era legata l’attesa, il coraggio, la forza, la paura e infine il premio della conoscenza. Se ci pensiamo bene, le cose che ci siamo guadagnati con fatica, le consideriamo preziose, e prima di trascurarle o gettarle via, ci pensiamo bene e cerchiamo di tenerle custodite e protette.coppia cellulari    Oggi i ragazzi si conoscono attraverso un click, il massimo del coraggio   è richiedere amicizia su facebook e  poi magari scrivere un messaggio. Se lei accetta, e tra giovani lo si fa facilmente, è una cosa normalissima, e se poi lei ti risponde in chat, è ancora più plausibile, che male c’è in fondo. Cosi’ ci si ritrova magari a un primo appuntamento, senza averlo davvero desiderato, senza averlo potuto programmare  e aspettare a sufficienza. Si dicono parole sbagliate, si passa il tempo col cellulare in mano e, invece di creare la magia del momento, con sguardi e frasi profonde, cercando davvero di conoscere l’altro, si pensa a dove farsi il primo selfie insieme, e come postare il link del posto in cui si sta bevendo qualcosa insieme, per mostrarlo a tutti i contatti, senza pensare che quel qualcosa che si sta creando, potrebbe essere qualcosa di speciale, di segreto anche, che deve crescere piano piano e con attenzione, senza macchiarlo coi giudizi dei finti amici e con un’esposizione prematura che mette in evidenza il look, le marche d’abbigliamento, il fisico, a cui oggi si dà davvero troppa importanza. Col rischio che se quella foto del primo appuntamento non riceve i “mi piace” sperati, si pensa di non esser fatti l’uno per l’altra, e se il migliore amico invidioso, dice che la ragazza ha le gambe storte, non la si considera più la bellissima ragazza che ha fatto girare la testa e non la si cerca più, tanto ce n’è già un’altra pronta su whats app da contattare e a cui mandare una foto a torso nudo, per mostrare i pettorali depilati e il fisico palestrato.