ERA PASSATO – ROMANZO BREVE

Poi lui le disse che nei mesi in cui non si erano visti, era stato con un’altra, che ci aveva fatto l’amore varie volte ed era stato anche bello.
Nell’ascoltare quelle parole, le parve di non avvertire nulla. Anzi, avvertì curiosità e anche un brivido di eccitazione. Era quasi felice, che si fosse confidato, lui che non le raccontava mai nulla della sua vita privata.
Davanti a lui sorrise divertita.
Si credeva divertita.
Avrebbe voluto conoscere tutti i dettagli. Chi era quella donna? Dove l’aveva conosciuta? L’aveva cercata lui o lei? Era bella? Era giovane? Era sexy?
Non ebbe il coraggio di porre quelle domande, tanto sapeva che lui non le avrebbe risposto sinceramente.
Adesso stava con lei, sembrava tutto come prima. Avevano sempre una perfetta sintonia, ma non stavano insieme. Non si erano mai detti “ti amo” e non si erano mai fatti alcuna promessa.
Eppure erano insieme.
Era bastato che lei partisse per poche settimane, che a causa di uno stupido litigio per il quale non si erano sentiti, lui andasse a letto con un’altra?
Lo bacio’ sulla bocca prima di andarsene.
Era stata una bella serata, senza vuoti, senza noia, come sempre tra loro
Passarono circa trenta minuti, il tempo di rientrare a casa, di mettere a bollire l’acqua per il the’, il tempo di lasciar sbollire l’emozione di averlo visto, che il pensiero di lui con un’ altra, a letto, divenne una forma consistente nella sua testa. Non era una puntata di Grey’s Anathomy.
Non era una barzelletta che lui le aveva raccontato.
Le aveva detto che era stato con un’altra, e gli era anche piaciuto.
Non importava neanche più il fatto in sé, ma l’orrore che adesso si andava formando nel suo cervello , nel suo cuore, nella sua anima, era il modo in cui glielo aveva detto. Come se fosse un avvenimento come un altro, che a lei non avrebbe dovuto infastidire, perché tanto non stavano insieme, che male c’era?
Giulia guardo’ il bollitore del the’ che fischiava, con l’acqua bollente che diventava fumo bianco.
Resto’ immobile.
Guardò il filo di fumo, senti’ il tetro fischio.
Era il fischio della fine.
E non se ne era neanche accorta mentre era con lui quella sera.
Si credeva felice come sempre e invece non lo amava più.
Non lo amava più.
Per fortuna era passato.

Miriam Messina

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LA POSTA DEL CUORE

Stamattina mi ha riscritta una ragazza di cui avevo gia pubblicato la lettera. Lui la aveva lasciata senza spiegazioni dopo un intenso, anche se breve, periodo di frequentazione, e lei non capiva il perché. Ecco la spiegazione di lui. Assurdo veramente.
La ragazza si chiama Tatiana e a lei non importa dell’anonimato, infatti lei non ha nulla di cui vergognarsi. Aiutatela a uscire fuori da questo dolore, lei risponderà personalmente ai vostri commenti. Buona domenica 

“Ieri sera mi ha chiamata, ribadendo che sia finita. Ha detto che voleva farlo già da prima di capodanno però non ha avuto il coraggio e non voleva rovinare tutto. Allora penso a tutte le cose che abbiamo fatto a capodanno ma io l’ho visto come sempre. Dice che un po’ per la distanza (1 ora) e non ce la fa più, e poi perché lui non sta più bene perché io lo accontento in tutto e mi faccio in quattro per non farlo arrabbiare, quindi praticamente sono stata lasciata perché sono buona con lui. Mi ha detto mi dispiace non me la sento di andare avanti, si è scusato per come mi ha lasciata due settimane fa e mi ha salutata”

NEL TEMPO IN CUI ERAVAMO FELICI

N17458257_1551057571601302_4028998218525161388_nel tempo in cui eravamo felici
ogni canzone ascoltata
la percepivo bellissima
melodiosa, piacevole da ascoltare.
Nel tempo in cui eravamo felici
ogni persona incontrata
era divertente, simpatica,
ci parlavo volentieri.
Nel tempo in cui eravamo felici
i film comici facevano ridere
e ridevo di gusto.
Nel tempo in cui eravamo felici
il lavoro non mi pesava
era una passeggiata.
Nel tempo in cui eravamo felici
il cioccolato era solo cioccolato
e non una consolazione senza fine.
Nel tempo in cui eravamo felici
ero bella, anche senza trucco
anche con la tuta da ginnastica.

Adesso che ci siamo persi
vesto abiti eleganti
le mie labbra rosso carminio
senza sorriso
i miei occhi blu cobalto senza luce
bella non sono più.
Adesso che ci siamo persi
la musica è banale,
i film fanno cagare
la gente è noiosa
fastidiosa, pallosa.
Adesso che ci siamo persi
mangio cioccolata
lavoro male
dormo poco
son nervosa.
Adesso che ci siamo persi
vivo come vivono gli altri
vivo come vive la gente
senza amore.

– Miriam Messina

TI PROMETTO

22730384_1233777343388697_4945322849595022968_n (1)– Ti prometto che diventerò una donna ricca
e avremo sempre tutto ciò che desideriamo,
ti prometto che sarò sempre la più bella,
cosicché tu non possa mai guardare nessun’altra,
ti prometto che ogni giorno sarà speciale
e che inventerò per noi, giochi nuovi da sperimentare.

Ti prometto che mi vedrai ogni giorno con occhi diversi
come se avessi ogni giorno
una donna nuova tra le braccia.
Ti prometto di esserci quando avvertirai solitudine
e di ignorarti e quando avrai bisogno di crescere
e capire quali sono le cose che contano.
Io prometto e prometto ancora.
E tu ?

– Io non posso promettere nulla.
Sono un uomo e non posso sapere
cosa domani accadrà.
Vorrei starti accanto,
mi riesce tanto bene abbracciarti,
baciarti, carezzarti,
farti sorridere e brillare gli occhi.
forse è la cosa che mi riesce meglio,
amarti e farti felice…

Miriam Messina

NON ERA PIU’ NIENTE PER LEI

Inizialmente gli raccontava tutto:
i suoi progetti, i sogni,
gli parlava del quotidiano.
Aveva necessità di confidarsi con lui,
lo cercava, per condividere
i suoi pensieri.
Spesso lui non ascoltava,
non aveva mai tempo
oppure non dava importanza
alle parole di lei.
Continuò ad amarlo ma
prima di parlare imparò a
trattenersi, a dire magari
ciò che lui si aspettava
che lei dicesse
e le cose
andarono bene per un bel po’.

Ogni volta però che lei
aveva necessità di un confronto,
o di un dialogo vero,
fu costretta a cercare un’amica
o un compagno di scuola,
una collega, un’altra persona insomma,
in grado di capirla.

Fu così che quel giorno
in cui ebbe quella splendida notizia,
stava correndo da lui
per raccontargliela
e festeggiare insieme,
ma a un certo punto si fermò
e si accorse che non aveva più
voglia di condividere più nulla
con una persona
che era sempre stata indifferente
al suo mondo interiore.

Si rese conto in quel momento
che il suo grande amore
si era consumato,
avvilito in sé stesso,
senza che lei se ne fosse accorta.
Tornò indietro e pensò
che avrebbe voluto festeggiare
con le persone che l’avevano sempre
ascoltata.
Lui non le mancava più.
Non era più niente per lei.

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FAI SPAZIO

21766539_1206345512798547_8832944147774144347_nSai che ti dico?
Che intorno a te ci sono talmente
tante belle persone,
ma tu non le conosci.

Dal momento che comincerai
ad evitare e a smettere
di dedicare tempo ed energie
ad amici, amiche e parenti
che non ti danno nulla,

avrai nuovo spazio
nella tua vita
e giorno per giorno
per magia

ti ritroverai circondato
da persone stupende
con cui condividere
Il tuo prezioso tempo.

#miriammessina

Il terzo occhio e il mostro a due teste

Erano così sicuri che sarebbe stato perfetto, perché lo avevano desiderato a lungo, e nei loro pensieri era semplicemente necessario creare l’incontro e poi tutto avrebbe percorso i binari stabiliti dalla loro fantasia. La realtà però si diverte sempre a beffare chi è troppo sicuro, e così ci furono ferite, contusioni, lussazioni, parole giuste non dette  e parole sbagliate ripetute.  Visto dal loro dentro fu terribile, inconcepibile e imperdonabile.   La delusione si sostituì minuto dopo minuto all’aspettativa e alla felicità iniziali, per poi trasformarsi in un mostro a due teste quando si separarono, senza quasi un saluto.  Eppure c’era qualcun altro con loro quella sera, che li osservò con tenerezza per tutto il tempo.   Avrebbe voluto confortarli quando si separarono e dire loro quelle parole che li avrebbe fatti stare meglio, quelle parole che non potevano dirsi a vicenda, perché lo specchio reciproco della delusione li appannava e li sconfortava. Quel “terzo occhio” era ciò che il loro legame aveva creato, quello spazio in cui entrambi avevano riversato i loro pensieri, le loro speranze e le loro paure.   Viveva di vita propria e si arricchiva di giorno in giorno di nuove e mozioni e sensazioni. Avrebbe voluto dire loro che non conta come vadano le serate, non contano le parole sbagliate e le aspettative deluse. Contano soltanto 11280225_10206133662494605_867027051_ni protagonisti, conta con chi scegli di sbagliare.