MI DISAMORO OGNI GIORNO

Anche oggi il mio amore si sta indebolendo:
mi sono alzata dal letto
ho aperto le tende
ho preparato il caffè
e non ti ho ancora pensato.
Ho guardato il cellulare
e non ho pensato a scriverti nulla,
ho risposto alle mie amiche
ai parenti, ai colleghi…
e non ho avuto voglia di scriverti
neanche il buongiorno.

Anche oggi il mio amore si sta indebolendo:
ho avuto mille pensieri,
nuove idee di lavoro,
nuovi libri che vorrei leggere
nuovi posti che vorrei visitare,
nuovi vestiti che vorrei indossare
e non ho pensato a te.
Ripenso alle frasi che mi dicesti
che mi fecero così male,
ma adesso non mi fanno più nulla,
ci rido sopra.
Riguardo la tua foto
e ti vedo meno bello,
quasi ridicolo…
Invece io mi trovo bella,
certamente più bella di come volevi farmi sentire tu.

Anche oggi il mio amore si sta indebolendo:
mi hai scritto un messaggio,
ho pensato a cosa risponderti,
poi mi sono distratta,
con un amico che mi ha fatto ridere,
e ho dimenticato di risponderti,
quasi quasi non lo faccio proprio,
così capirai come mi sentivo io
quando mi facevi attendere
ore e ore…

Anche oggi il mio amore si sta indebolendo,
anzi credo che abbia perso
del tutto il suo potere su di me,
e finalmente sento
di essere tornata padrona
delle mie emozioni
e della mia vita.

– Miriam Messina27751689_761571600708838_8903927356690468234_n

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HO CAPITO DI AMARTI

Ho capito di amarti
quando sono restata sola
e nella distanza
dei nostri corpi
ho avvertito la vicinanza
delle nostre anime.
Ho capito di amarti
quando nella certezza del tuo cuore
non sentivo, prepotente
il desiderio del controllo.
Ho capito di amarti
ogni volta che il lavoro era duro
ma nel ricordo dei tuoi sorrisi
e dei tuoi abbracci
mi appariva leggero.
Ho capito di amarti
quelle sere in cui
tra i mille inviti alle feste
ho preferito il calore delle tue carezze.
Ho capito di amarti dalla volta in cui
mi hai riconosciuta tra mille
e mi sei venuto incontro
anche nella notte più buia
in cui sembrava che l’alba
non dovesse arrivare mai…

  • Miriam Messina19511068_1132043743562058_1409018118245513874_n

 

LA POSTA DEL CUORE

Buon giorno Miriam, le racconto la mia di storia. Ho conosciuto un uomo circa tre anni fa, impegnato da 24 anni, mai avrei immaginato di innamorarmi di lui, per me quelli impegnati non esistevano nemmeno! Eppure con le sue attenzioni, con le sue parole è riuscito a farmi capitolare. Litigavamo spesso perché io, pur mettendocela tutta, non riuscivo ad accettare la situazione, fino al momento in cui abbiamo chiuso. Per sette mesi non mi sono fatta più sentire e poi lo ha fatto lui dicendomi: ho chiesto di te, ti ho pensata, ti ho vista uscire ed entrare dal cancello di casa tua non sai nemmeno quante volte… poi da lì ha continuato a scrivermi fino a quando abbiamo deciso di ricominciare. Con il dolore nel cuore, un dolore che mi ha accompagnata sempre in questi tre anni, ho iniziato a pensare… cosa stai facendo? hai deciso di ricominciare, ma sei disposta, di nuovo, a dividere un uomo con un’altra donna? sei disposta a dividere i sentimenti? Quindi ho deciso di chiedergli se fosse innamorato di me e la sua risposta è stata: io tengo a te, sei una persona importante e per te nutro un affetto sincero. Il mondo mi è crollato addosso, come se tutto quel dolore vissuto in precedenza fosse nulla in confronto. Poi mi ha detto, sei l’unica ad avere le chiavi di questo rapporto, l’unica che può decidere di chiudere. Beh, senza amore nulla aveva più senso , mi ero illusa, DI NUOVO! Avevo creduto che lui mi amasse ed era l’unica cosa che mi faceva sentire meno in colpa nei confronti della compagna. Poi, col suo “affetto sincero” tutto è crollato…non è me che ama! Ho deciso, così, di chiudere. La cosa che mi sta facendo soffrire maggiormente non è il fatto di averlo perso( in realtà non è mai stato mio), ma il fatto che lui sia stato con me per circa tre anni,sapendo dei MIEI SENTIMENTI e, sapendo dei suoi NON SENTIMENTI. Perché? Come si può essere così egoisti e così crudeli?27654489_760698374129494_607169315600034932_n

ESSERE DONNE OGGI

M27751689_761571600708838_8903927356690468234_ni arrivano lettere quasi tutte uguali : donne molto molto innamorate, che hanno fatto tanto tanto tanto e si ritrovano sole e tristi.
Riflettiamo su questa cosa: gli uomini da piccoli hanno il loro mondo : il lavoro, lo sport, gli amici eccetera. Poi ci siamo noi donne, magari per sesso, magari perché vogliono una famiglia, magari si innamorano, ma al centro mettono sempre loro stessi, la donna è una cosa in più.
Perché non cerchiamo anche noi di fare come loro ? Chi lo ha detto che una donna deve mettere l’uomo al primo posto ?
Al primo posto dobbiamo mettere la salute, curarci di noi, sia fisicamente che mentalmente.
Poi c’è l’indipendenza economica, che vuol dire semplicemente avere di che vivere, senza dover dipendere da nessuno, per poter far la spesa o pagare le bollette.
Dopo queste due basi fondamentali, possiamo pensare all’amore, ai figli, alle nostre passioni eccetera.
Ricordate che anche sugli aerei sta scritto che la maschera per l’ossigeno, deve metterla prima la mamma e poi lei deve metterla ai figli, perché se non stiamo bene noi, non siamo in grado di far star bene neanche loro.
Noi donne dobbiamo imparare a sopravvivere. Se abbiamo serenità interiore e indipendenza economica ed emotiva, state certe che non cadiamo nella trappola delle illusioni.
Quindi prendiamo esempio dai signori uomini, e correliamoci a loro allo stesso modo in cui loro si correlano a noi.
Se poi ci capita un grande uomo, uno di quelli che sa donare, che ci rispetta, che ci ama, allora si che potremo dare tutte noi stesse, ma soltanto allora.

– Miriam Messina

UN PICCOLO MONDO IDEALE

Io lo vorrei
che tu mi sentissi tua.
Un piccolo mondo ideale nostro in cui rifugiarci
contro la cattiveria della gente
contro questa realtà che va a rotoli
senza ideali
contro la paura di questa guerra alle porte..
Vorrei che pensando a me tu avessi il cuore leggero.
Noi
la nostra passione
la voglia di abbracciarci e non pensare più a niente..

– Miriam Messina

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ERA PASSATO – ROMANZO BREVE

Poi lui le disse che nei mesi in cui non si erano visti, era stato con un’altra, che ci aveva fatto l’amore varie volte ed era stato anche bello.
Nell’ascoltare quelle parole, le parve di non avvertire nulla. Anzi, avvertì curiosità e anche un brivido di eccitazione. Era quasi felice, che si fosse confidato, lui che non le raccontava mai nulla della sua vita privata.
Davanti a lui sorrise divertita.
Si credeva divertita.
Avrebbe voluto conoscere tutti i dettagli. Chi era quella donna? Dove l’aveva conosciuta? L’aveva cercata lui o lei? Era bella? Era giovane? Era sexy?
Non ebbe il coraggio di porre quelle domande, tanto sapeva che lui non le avrebbe risposto sinceramente.
Adesso stava con lei, sembrava tutto come prima. Avevano sempre una perfetta sintonia, ma non stavano insieme. Non si erano mai detti “ti amo” e non si erano mai fatti alcuna promessa.
Eppure erano insieme.
Era bastato che lei partisse per poche settimane, che a causa di uno stupido litigio per il quale non si erano sentiti, lui andasse a letto con un’altra?
Lo bacio’ sulla bocca prima di andarsene.
Era stata una bella serata, senza vuoti, senza noia, come sempre tra loro
Passarono circa trenta minuti, il tempo di rientrare a casa, di mettere a bollire l’acqua per il the’, il tempo di lasciar sbollire l’emozione di averlo visto, che il pensiero di lui con un’ altra, a letto, divenne una forma consistente nella sua testa. Non era una puntata di Grey’s Anathomy.
Non era una barzelletta che lui le aveva raccontato.
Le aveva detto che era stato con un’altra, e gli era anche piaciuto.
Non importava neanche più il fatto in sé, ma l’orrore che adesso si andava formando nel suo cervello , nel suo cuore, nella sua anima, era il modo in cui glielo aveva detto. Come se fosse un avvenimento come un altro, che a lei non avrebbe dovuto infastidire, perché tanto non stavano insieme, che male c’era?
Giulia guardo’ il bollitore del the’ che fischiava, con l’acqua bollente che diventava fumo bianco.
Resto’ immobile.
Guardò il filo di fumo, senti’ il tetro fischio.
Era il fischio della fine.
E non se ne era neanche accorta mentre era con lui quella sera.
Si credeva felice come sempre e invece non lo amava più.
Non lo amava più.
Per fortuna era passato.

Miriam Messina

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MARTA E CLAUDIO – ROMANZO BREVE

Marta e Claudio si amano molto.
Si amano da circa due anni di un amore vero e forte, uno di quegli amori che capitano una volta nella vita.
Marta e Claudio non possono stare insieme, perché non sono liberi e non sono quel tipo di persone che buttano tutto all’aria, facendo soffrire altre persone, per realizzare la loro felicità.
Marta, 5 anni fa, ebbe un esaurimento nervoso, a causa di un aborto, e ha trascorso circa 3 anni a letto, imbottita di farmaci che la rendevano insopportabile, ha tentato più volte il suicidio e soltanto il marito le è stato vicino, nessun altro, l’avevano abbandonata tutti.
Quando due anni fa Marta è finalmente guarita , ha promesso al marito che avrebbe fatto di tutto per renderlo felice e dimenticare quei terribili anni vissuti insieme. Il marito ama molto Marta e farebbe qualsiasi cosa per lei.
La compagna di Claudio 8 anni fa è restata incinta, era grande la loro felicità, fin quando, al quinto mese, hanno scoperto che il bambino non avrebbe potuto vivere una vita normale, a causa di una malformazione che lo avrebbe reso invalido sin dalla nascita.
La compagna di Claudio ha vissuto dei momenti terribili e aveva deciso di interrompere la gravidanza, perché non se la sentiva di mettere al mondo un bimbo con così gravi problematiche. Claudio fece di tutto per convincerla a continuare la gravidanza, dicendo che non potevano uccidere il frutto del loro amore e che non l’avrebbe lasciata mai sola, nel difficile compito di tirare su’ e accudire il loro bambino, per sempre.
Marta e Claudio si sono incontrati in un giorno di febbraio, era il 17, la festa del gatto.
Si sono piaciuti subito, ma si piacevano già, perché si conoscevano di vista da sempre, anche se non si erano mai rivolti la parola.
Come descrivere il loro amore?
Nacque cosi naturalmente, così splendente, che non poteva mai essere una cosa sbagliata.
Quando due anime gemelle si incontrano, non c’è da farsi troppe domande, bisogna soltanto stare insieme e mollare tutto il resto.
Per loro non era possibile mollare tutto.
Immaginavano ogni giorno, come sarebbe stato bello, pranzare insieme, fare la spesa insieme, andare al ristorante, in viaggio, fare delle lunghe passeggiate, organizzare cene con gli amici e ridere , baciarsi, progettare il futuro, fare l’amore, litigare, fare pace e dormire insieme nella pace dell’amore vero.
La loro felicità avrebbe distrutto le persone che avevano a fianco e non si sarebbero goduti niente, niente…
Un pomeriggio, al telefono, Claudio le ricordò di quella volta in cui lui, 10 anni prima, era entrato nell’ufficio in cui lei lavorava, perché aveva un appuntamento con un suo collega.
Anche Marta ricordava perfettamente quel giorno.
Era seduta alla sua scrivania e indossava uno dei suoi completi classici, che la facevano sentire così professionale e ordinata. I lunghi capelli sciolti sulle spalle, il sorriso sempre pronto. Lo vide entrare dalla porta a vetri, che bel ragazzo che era, chissà che ci faceva li? Si avvicinò alla scrivania, e con un sorriso dolcissimo, chiese di poter parlare con quel fanatico del suo collega.
Marta guardò Claudio e per un momento non seppe cosa rispondere, dentro di lei era convinta che quel ragazzo era entrato per lei, ma non era cosi.
Lui entrò nell’ufficio del suo collega e si trattenne una ventina di minuti.
Marta pensò che quando fosse uscito, gli avrebbe chiesto di cosa avessero parlato, così lo avrebbe conosciuto meglio, le era sempre piaciuto quel ragazzo, ma non aveva mai avuto occasione di incontrarlo.
Claudio poi le confidò che anche lui aveva pensato di invitarla a prendere un caffè, quando fosse uscito dall’ufficio del collega.
Invece il destino aveva deciso diversamente.
Squillo’ il telefono di Marta, era l’agenzia di Londra, per un ordine importante, una telefonata troppo urgente, a cui dovette dedicare la massima attenzione.
Quando Claudio ripasso’ davanti alla scrivania, era distratta, lui la salutò con un bacio soffiato sulla mano, lei con un sorriso.
Poi la vita andò avanti, come sempre impietosa e veloce, e non ci pensarono più.
Che pena nel cuore a pensarci oggi.
Se non fosse squillato il telefono, adesso magari erano insieme, sposati, con i loro figli e la loro casa.
Erano sicuri che sarebbe stato un bel matrimonio, non logorato dallo scorrere del tempo, non offuscato dai piccoli o grandi problemi quotidiani.
Una sera d’inverno, si videro al posto dove si erano parlati quel giorno del primo incontro, il giorno della festa del gatto.
Mentre si baciavano, Marta avvertì un fruscio vicino alla gamba e scorse un gatto rosso che si strofinava e faceva le fusa ai loro piedi.
Lo carezzarono insieme. Aveva un collarino verde, a cui attaccato c’era una pallina di vetro, in cui si vedeva un bigliettino.
Marta aprì la pallina ed estrasse il foglio.
Lesse ciò che vi era scritto a mente e poi lo fece leggere a Claudio, che a voce alta disse: “esprimi un desiderio”.
Si guardarono. Sorrisero. Loro due si sorridevano sempre quando si guardavano, ma stavolta il sorriso era diverso, era di una complicità e di un’intensita’, che a scrivere non si può spiegare.
Marta disse con voce ferma e sicura: “vogliamo tornare a dieci anni fa”.
D’improvviso arrivò un temporale violentissimo, acqua a secchiate addosso, vento, raffiche fortissime, sembrava un uragano.
Marta e Claudio persero conoscenza, come fossero annegati o volati via nel vortice del temporale.
Quando Marta aprì gli occhi era nel suo letto, nella sua cameretta, a casa dei suoi genitori.
Sua mamma la stava chiamando dalla cucina per il caffè. Mamma era ancora viva.
Corse in cucina, era tutto come allora, la mamma era di spalle, coi suoi cari vestiti, che aveva dimenticato, ma che adesso erano così familiari. La chiamò: “mamma…”
Che cara parola, che bel suono da pronunciare ad alta voce. La abbraccio’ forte e da quel giorno la abbraccio’ spessissimo.
Era tornata a 10 anni fa, con la memoria di adesso. Sapeva cosa era accaduto e non era un sogno, perché la vita procedeva normale e ordinaria.
Sapeva che era accaduta una magia.
Non voleva fare passi falsi.
Non poteva andare a cercare Claudio dove viveva 10 anni fa, c’era il rischio che l’incantesimo si rompesse.
Doveva aspettare il giorno dell’ufficio, ma non ricordava qual era.
Finalmente una mattina lo vide apparire dalla porta a vetri.
Era tutto esattamente come 10 anni prima.
Claudio si avvicinò alla scrivania e lei si chiese se anche lui avesse la memoria di oggi.
Evidentemente no, perché lui le chiese di parlare col suo collega fanatico.
Mentre Claudio era in ufficio, Marta capì che lui non ricordava nulla di loro e doveva decidere lei da sola se cambiare il destino oppure no.
Squillo’ il telefono. Era Londra. Parlò dell’ordine. Si aprì la porta dell’ufficio del collega, da cui uscì Claudio, che la salutò con un bacio soffiato sulla mano.
Marta posò la cornetta del telefono sulla scrivania, mentre era ancora in corso la conversazione, si alzò in piedi e guardo’ Claudio. Anche lui la guardò, per un attimo che sembrava non dovesse smettere mai.
Le disse: “Quando finisce il turno le piacerebbe prendere un caffè con me?”
Fu il primo caffè della loro meravigliosa storia d’amore, da cui nacquero 2 bambini stupendi e sani, cresciuti in un clima di gioia e purezza infinite.
La vita spesso è dura con noi, ma se sapremo credere alla magia e sapremo essere onesti e attendere, senza fare del male a nessuno, arriverà un segno, un’occasione, che dovremo cogliere, per poter essere felici .

– Miriam Messina

SMETTILA DI GIUSTIFICARTI

Mi sono scoperta libera il giorno in cui parlando con qualcuno, non mi sono applicata più a giustificare la mia vita.
Giustificare il mio modo di pormi,  il posto in cui abito, il lavoro che ho scelto, le mie amicizie , la mia casa, le mie abitudini, i vestiti che indosso.
Quanto tempo ed energie perdiamo nel giustificare noi stessi agli occhi degli altri?
Una persona libera ha come punto di riferimento soltanto il proprio percorso e i propri obiettivi.
Tanto per gli altri non andrai mai bene.
Se hai un figlio, ti chiedono perché non ne hai due, se hai due femmine, ti chiedono perché non provi ad avere un maschietto, se non ne hai proprio, ti fanno sentire mutilata, come se solo i figli ci rendessero felici e completi.
Se sei single, ti chiedono perché non ti fidanzi, se convivi, ti chiedono perché non ti sposi, se hai figli e lavori, sei una mamma degenere, se fai la casalinga, sei una fallita.
Se vesti bene, badi tropo all’apparenza, sei frivola e snob, se vesti sportiva, sei una pezzente.
La gente avrà sempre da giudicare, tu però smettila di dare giustificazioni.
Se sei in crisi con tuo marito e vuoi lasciarlo, non devi spiegare perché, se ti stai vedendo con qualcuno e ti piace, non devi giustificare perché, anzi non devi dirlo proprio a nessuno, se vuoi stare bene con quella persona.
Se hai rotto l’amicizia con un’amica, non devi spiegarlo agli altri Il motivo, se vuoi cambiare lavoro , a nessuno devono interessare le tue motivazioni.
Non devi niente a nessuno, tranne che a te stessa, e alle poche persone che ti sono sempre state vicine e ti hanno aiutato.

– Miriam Messina
miriammessina.wordpress.com

LA DONNA GIUSTA

Oggi chiacchieravo con un amico,
che mi raccontava felice della sua storia. Curiosona come sempre, ho chiesto:
“Scusa ma come hai fatto a capire che era lei la donna giusta?”
“Perché dopo un po’ di giorni senza vederla,
mi mancava l’aria…”

– Miriam Messina46656737_1676995862400174_6880783370515644416_n

ALTERNANZA

L’amore è alternanza, solo così possiamo descriverlo…
Un giorno ci consola come un amico, come un fratello.
Un giorno ci fa soffrire come il peggior nemico, e le spire dell’ odio più potente s’ insinuano tra i nostri pensieri.
Un altro giorno ci scuote la passione più esaltante, e il giorno dopo ancora la tenerezza più dolce,
sempre verso quell’ unica persona,
con mille colori, mille emozioni, tutte in girotondo intorno, dentro e fuori, forza e debolezza, dolcezza e violenza,
ricordo e oblio,
mai più e per sempre,
addio,
no, ancora…
insieme…

– Miriam Messina 44716170_1634172850015809_5160544351654248448_n