UN POSTO DENTRO

Una donna per stare bene, ha necessità
di centrarsi, di racchiudere sé stessa
in un posto tutto suo. Un posto segreto.
Un posto all’interno del proprio essere donna. Un posto in cui non può entrare nessuno, neanche i figli, neanche l’uomo che ama. In quel posto magico, dovrebbe poter entrare l’amore che lei prova per coloro che ama, ma senza la loro presenza fisica. L’amore dovrebbe essere come un effluvio sparso, ma senza corpo fisico, dove lei è la regina dei propri desideri e dei propri sogni e nessuno possa guastare quel mistico sentirsi sola, ma pregna, ricca, piena, forte. In quel posto, la donna ha il il più grande potere, quello che ogni donna desidera, ma raramente riesce a provare. Il potere di essere felice in sé stessa, senza avvertire solitudine, ma gioia immensa di sentirsi perfetta e viva, vibrante di promesse e di amore da dare.
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LE FRUSTRAZIONI

Nella nostra vita quotidiana, ognuno di noi è soggetto alle frustrazioni. Sul lavoro non siamo valorizzati come meritiamo, nel rapporto di coppia non veniamo capiti profondamente, gli amici non sono disponibili quando ne avremmo bisogno, la nostra immagine allo specchio non ci restituisce ciò che desidereremmo vedere. Anche se in termini differenti, ognuno di noi è soggetto giornalmente a piccole o grandi frustrazioni. Il modo in cui reagiamo ad esse, fa la differenza tra un individuo e un altro. Molti uomini sul lavoro hanno un atteggiamento da zerbino, non hanno il coraggio di controbattere a piccole o grandi ingiustizie, e poi tornano a casa dalla moglie e si sfogano con lei, urlando, sbraitando,  rovesciando su lei  le mancanze che sentono dentro di loro. Frasi come: “non sei capace di fare nulla, sei una persona inutile” che vorrebbero rivolgere a loro stessi, ma che urlano alla malcapitata moglie. Un altro esempio può essere un uomo che viene manipolato da una donna, che lo tratta come una nullità nella vita di coppia e lui poi sfoga in azienda sui propri dipendenti le sue incompiutezze sentimentali. Ci sono poi alcuni genitori, che non essendo soddisfatti della propria carriera, riversano sui figli le loro aspettative, facendoli diventare dei piccoli robot, costretti a ore di pianoforte o di sport per cui non sono predisposti, soltanto per soddisfare le loro aspettative deluse. Per non parlare dei genitori che sono ossessionati dai buoni voti e fanno a gara con gli altri genitori a chi ha il figlio più bravo a scuola, senza pensare che un alunno non va giudicato soltanto dai voti, ma da una serie di comportamenti e piccoli successi che fanno parte del cammino scolastico. Ci sono poi le donne deluse dall’aspettativa del principe azzurro, che devono scaricare la frustrazione del loro matrimonio fallito sul tutto il restocoppia_litigio-645x430 del genere maschile. Ecco, io credo che imparare a gestire le nostre frustrazioni e canalizzarle nel modo giusto, sia una grande prova di maturità e di consapevolezza. Capire quando non siamo contenti e nello stesso tempo riuscire a sfogare nel modo giusto il nostro malessere, senza farlo pesare sugli altri. Riuscire a perdonarci per i nostri insuccessi, volendoci bene senza essere troppo severi con noi stessi, capire come fare a stare meglio: parlare con un amico sincero, fare uno sport, camminare all’aria aperta, insomma “sfogare” nel modo giusto, senza fare del male a noi stessi e neanche alle persone che amiamo. Non c’è niente di più brutto che essere gentili e accomodanti con tutti: colleghi, superiori, conoscenti, e poi buttare tutto il nostro fango interiore sulle persone che ci vogliono sinceramente bene e che ci sono sempre state vicine. Questo è un grandissimo fallimento nella vita: non riuscire a premiare chi ci fa del bene, dando il meglio di noi stessi a chi non lo merita e scaricandoci su chi ci ama. Un grandissimo fallimento che dovremmo evitare assolutamente.