LA NOSTRA STORIA

Ci conoscemmo a maggio
e ci sposammo a dicembre,
a Natale.
Non sapevamo niente
delle storie degli altri
e non le volevamo sapere.
Prendemmo una casa,
mettemmo un crocifisso
una Madonnina sul letto
e ogni settimana aggiungevamo
qualche mobile.
Fu tutto talmente naturale
senza difficoltà.
Perché volevamo stare insieme.
Era cosi bello stare abbracciati sul letto.
Lavoravamo e poi stavamo insieme
e piano piano organizzavamo
le cose intorno a noi.
Una storia semplice
forse banale
ma è la nostra storia.

– Miriam Messina

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LA MANCANZA

La mancanza non la avverti mai subito, arriva come un ospite inaspettato in una mattina di primavera, in quelle giornate in cui sembra tutto così lineare, in cui non c’è vento, né pioggia, né troppo sole, e state portando a spasso la vostra esistenza su un passeggino economico e sicuro. Quando il ritmo del vivere vi culla e vi riscalda in un torpore di piccole cose che sembrano tanto importanti e a cui annodate i pensieri ora dopo ora, fino al calare della sera e al dopocena, sempre uguale e rassicurante. Quando le giornate sono attaccate le une alle altre come le tessere del domino, diverse, ma sempre uguali nella forma.  Basta poi uno squarcio, una parola, una fotografia, un pezzo di canzone, un nome ascoltato per strada, per riportare tutto il vortice direttamente alla punta, direttamente al punto più doloroso. Quella è la mancanza che toglie il fiato, perché in quell’attimo le tessere del domino cadono dal tavolo e i pensieri diventano farfalle impazzite in una stanza troppo piccola. La giornata non ha più  un’ora di pranzo e un’ora di cena, non ha più quelle telefonate tranquille e quei caffè sorridenti, quell’ordine e quella pace che ci congelano la mente. La giornata diventa soltanto mancanza, asfissia, ricerca, vuoto, rimpianto. La mancanza che diventa la protagonista senza averla invitata, perché ci sono persone che vogliamo vicine, senza le quali non ha senso, perché sono la nostra luce, la nostra forza e il nostro destino, disperatamente ci restano attaccate all’anima e ci chiamano da lontano, attraverso segni che possiamo ascoltare soltanto noi e che gli altri non possono capire.11015208_10153396687227922_4582715173232680104_n  

La fortuna di un uomo

La fortuna di un uomo è incontrare una vera donna. Una donna che ti fa cadere negli abissi della passione e poi, un attimo prima che stai annegando, ti porge il braccio e ti tira sù, e ti abbraccia come una bambina. Una donna che ti viene a prendere al lavoro, lascia i bimbi dai nonni, ti tiene per mano e ti porta a passeggiare in riva al mare, senza scarpe, capelli al vento e ti bacia come fosse la prima volta. Una donna per cui la casa è soltanto la vostra casa, il vostro nido, e non un santuario patinato di cui vantarsi con le amiche. Una donna che magari non ama cucinare, ma impara i tuoi piatti preferiti,11178380_1577337582542641_7695784388788634202_n che non ti fa i regali al compleanno o a Natale ma te li nasconde nel bauletto dello scooter con un fiocco enorme e un bigliettino scritto a mano. Una donna che mangia sano, fa sport e si fa bella tutti i giorni, perché la bellezza esteriore è lo specchio di quella interiore. Una donna che sta con te perché ha scelto te e non per le cose che hai, ma per le cose che sei, che ama i tuoi occhi, la tua bocca, ma anche il tuo intestino, il tuo fegato, i tuoi polmoni. Sì, perché si dice che se ami qualcuno, ami anche i suoi organi interni. Una donna che per stare bene con te, è gentile con la suocera, anche se è una iena, e non viene a sbatterti ogni giorno in faccia le cattiverie che fa. Una donna che qualunque cosa succederà, non macchierà mai l’immagine del padre agli occhi dei figli.