LA DONNA GIUSTA

Oggi chiacchieravo con un amico,
che mi raccontava felice della sua storia. Curiosona come sempre, ho chiesto:
“Scusa ma come hai fatto a capire che era lei la donna giusta?”
“Perché dopo un po’ di giorni senza vederla,
mi mancava l’aria…”

– Miriam Messina46656737_1676995862400174_6880783370515644416_n

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ADESSO SONO UN UOMO CHE AMA

Lui le disse: “la gente non si accorge se è estate o è inverno, quando è felice…”
“È una frase famosa questa”, rispose lei. “Una volta non amavi le poesie, ora me ne citi una diversa ogni sera.”
“Una volta ero un uomo arido, vuoto, adesso sono un uomo che ama, che ama solo te”12472493_10209182864962761_4614578633530598369_n

L’AMORE ASPETTATO

L’amore è esserci. Né troppo, né troppo poco.  Così lei, in tutti questi anni, era stata sempre presente, senza mai essere invadente.  Conosceva tutto di me, le mie ansie, le mie debolezze, ma anche le mie forze. Riusciva a comparire quando ne avevo più bisogno, sempre con quelle mani così delicate e così prepotentemente dolci. Il mio volto oggi è povero di quelle mani. Quanto vorrei prenderle quella testa piena di capelli e di sogni e stringermela sul petto, tenere tra le mie braccia, quelle esili spalle, così femminee, così elegantemente fragili.  Lei era tutte le donne che ho avuto, senza essere come nessuna di loro.  Le altre arrivavano, con la loro irruenza e la loro sfacciataggine, e ai primi litigi alzavano la voce e sbattevano la porta, senza tentare mai di capirmi, schiave del loro femminile orgoglio, che non si lascia schiacciare da uno stupido maschio. Io per lei, però, non ero un maschio, ero io, col mio nome e il mio cognome, e lei sapeva parlarmi, sapeva amarmi, sapeva ascoltarmi e sapeva aspettare.  Adesso io cosa faccio qui senza lei?   Io che non ho mai saputo comprendere. Perché ogni uomo si sente onnipotente, ma in fondo  ha paura, sì,  paura, di una donna che ama troppo, forse perché sa di non essere all’altezza.  Oggi non ho più paura, lei però non c’è più.  Non c’è più.  Quel suo sorriso non scalderà che gli angeli ormai.  Sbattete le porte, donnette, andate via, via. Voglio restare solo. 2016-07-31 23.49.58

L’AMORE TOSSICO

Mi dissero che per essere amata avrei dovuto essere ritrosa, e misteriosa, apparire e poi sparire, non rispondere, non dare certezze. Che strano tipo di amore ricercano tali uomini? Non mi interessa saperlo. Io quando amo corro incontro, e abbraccio, e rispondo, anzi chiamo…io amo!12715275_1120634967960572_8793081758948623990_n

IL BACIO

Un bacio atteso da tanto è come un sorso d’acqua gelata in un giorno d’arsura, dopo che hai scalato una collina. E’ come infilare il cucchiaino nel barattolo della2016-03-25 13.05.21 Nutella, dopo mesi di dieta ferrea. E’ come un caminetto scoppiettante in una baia di montagna, dopo che hai attraversato la tormenta. E’ come la prima boccata d’ossigeno quando stavi affogando nell’oceano. Ed è molto, molto di più, se si tratta di noi…

LA SCELTA

La mia amica Giusy veniva corteggiata contemporaneamente da due ragazzi molto attraenti.  Uno dei due le scriveva ogni giorno, inviandole poesie e canzoni d’amore, chiedendole insistentemente di uscire insieme. L’altro lavorava tutto il giorno e le inviava brevi messaggi, alternati a telefonate, facendole delle domande per conoscerla meglio e chiedendole anche lui ogni volta di uscire insieme.  Giusy decise di uscire con il ragazzo che le inviava le poesie, perché secondo lei era palese che tenesse di più a conoscerla ed avesse un animo più nobile…Proprio quel pomeriggio Giusy fu ricoverata per un attacco di appendicite e fu operata d’urgenza. Il ragazzo delle poesie, in quei giorni le inviò altri poemi, copiaincollati, di Neruda, Coehlo, Shakespeare e diverse canzoni d’amore scelte da youtube. Le telefonò anche un paio di volte, scusandosi se non andava a trovarla, perché si vergognava dei suoi amici e dei parenti e che sperava di vederla appena si fosse rimessa. L’altro ragazzo invece, appena venne a sapere che Giusy era in ospedale, si fece dare un permesso dal lavoro, in cui rivestiva un ruolo di responsabilità, per uscire qualche ora prima e poter attraversare la città e riuscire ad andare a trovarla, prima che terminasse l’orario di visita. Andò a trovarla ogni giorno, fu educato con i genitori di Giusy e strinse amicizia con i suoi amici. Ogni giorno le portava un piccolo dono e una volta si offrì anche di riaccompagnare a casa un’anziana zia di Giusy che abitava fuori città e aveva perso l’autobus. Fu talmente naturale per Giusy continuare a frequentarlo anche dopo, che si dimenticò completamente dell’altro ragazzo, il quale si faceva vivo soltanto tramite cellulare, e messaggi tutti uguali. La sera del primo appuntamento serale, io e la mia amica andammo insieme ad acquistare un abito adatto. Giusy lo scelse verde smeraldo, come gli occhi di Enzo, era questo il nome del ragazzo. Fu una serata indimenticabile, me la raccontò per filo e per segno il giorno dopo, e mi raccontò anche che nel ristorante c’era anche l’altro ragazzo, quello delle poesie, in compagnia di un’altra. A quanto pare non aveva perso tempo. Sono trascorsi tre anni da allora e 10372170_641558419269322_429030945198393652_n mancano due settimane al matrimonio di Giusy ed Enzo e vi racconto questa storia, perché nella sua semplicità, la trovo molto vera. Chi ci vuole conoscere ed amare, trova il modo di farlo, con azioni concrete, con gesti reali e spontanei.

SE HAI UN SOGNO TU LO DEVI PROTEGGERE

Ho ascoltato casualmente un’intervista dell’attore Will Smith, e l’ho scritta, per dare a tutti la possibilità di leggerla e motivarsi. Spero vi darà energia, come l’ha data a me.

“Mi sto davvero divertendo con la mia vita e voglio parlarne. Amo vivere, credo sia una cosa contagiosa e che non puoi fingere. La grandezza non è questa magica, meravigliosa, inafferrabile caratteristica divina, che solo pochi prescelti raggiungeranno mai. E’ qualcosa che davvero esiste in ognuno di noi, è molto semplice. Questo è ciò in cui credo, e sono pronto a morire pur di realizzarlo. Punto. Semplicissimo. So chi sono, so  quello in cui credo, non importa nient’altro. E da lì cominci a fare ciò che devi fare. Spesso invece rendiamo la situazione più difficile di ciò che dovrebbe essere. Cerchiamo sempre la complessità.

La distinzione tra talento e capacita, è uno dei concetti più fraintesi dalle persone che stanno cercando di eccellere, che hanno dei sogni e vogliono realizzarli. Il talento è una dote naturale. Le capacità si sviluppano esclusivamente attraverso ore e ore e ore di lavoro su sé stessi. Non mi sono mai considerato particolamermente dotato. Ciò che mi contraddistingue è un’assurda, folle, etica lavorativa. Quando gli altri dormono, io lavoro. Quando gli altri mangiano, io lavoro. Non c’è via di scampo.  Indipendentemente da quanto sei dotato, il tuo talento ti lascia a piedi, se non sviluppi le tue abilità, se non studi e se non ci lavori sù, se non ti dedichi mente e corpo a migliorare ogni singolo giorno, non sarai mai capace di esprimere il tuo talento nel modo in cui vuoi. L’unica cosa che mi contraddistingue da molti altri è che non ho paura di morire su un tapis roulant. Puoi avere più talento di me, puoi essere più intelligente, ma se entrambi saliamo sul tapis roulant, è una delle due: tu molli prima o io ci lascio la pelle! E’ così che funziona!  Voglio rappresentare un ideale, voglio rappresentare possibilità. Voglio rappresentare l’idea che tu puoi davvero realizzare i tuoi desideri. Uno dei miei libri preferiti è “L’alchimista” di Paulo Coehlo . Io ci credo davvero. Credo di potere realizzare davvero qualsiasi cosa io voglia realizzare. Il primo passo, prima che qualcun altro al mondo ci creda, è che devi crederci tu. Credo che esista una componente di pazzia che ogni persona di successo deve avere. Uno deve credere che qualcosa di diverso possa succedere. Confucio ha detto: “chi crede di farcela e chi crede di non farcela, di solito finiscono per avere entrambi ragione”. Essere realistici è la strada più frequente percorsa sulla via della mediocrità. Perché essere realistici? Per quale ragione? Riuscirò a farlo, l’istante in cui decido di farlo è già realizzato, dobbiamo soltanto aspettare che tutti siano in grado di vederlo. E’ irrealistico pensare di entrare in una stanza, premere l’interruttore e avere la luce, eppure Edison non la pensava così per fortuna. E’ irrealistico pensare che le persone possano volare sull’oceano su un pezzo di metallo, eppure qualcuno non la pensava così. Mi sembra una cosa talmente ridicola quella di adottare l’idea che è impossibile, che non succederà mai, che non è fattibile. I nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre idee, i nostri sogni, si materializzano nell’universo. Se desideriamo qualcosa, se l’immaginiamo, e ci impegniamo seriamente per ottenerla, quella è una sorta di spinta che esercitiamo sull’universo per realizzare quell’idea. L’universo non ci prende in giro. Se non lasciamo che il mondo, le persone, le situazioni, ci sottomettano, allora noi riusciremo a piegare l’universo, a domandare, a comandare, che l’universo diventi quel che vogliamo che sia. Ho studiato il modo in cui l’universo agisce.  C’è una sorta di potere redentore, intrinseco, a prendere una decisione. Invece di sentirti condizionato dalle circostanze che hai intorno, prendi una decisione! Semplicemente, scegli! Quel che succederà, chi diventerai, come riuscirai a farcela. Se prendi una decisione, da quel momento, l’universo si toglierà di mezzo, è come l’acqua, vuole muoversi, raggirare gli ostacoli.   Esiste una sorte di corrente nell’universo che in qualche modo bisogna imparare a navigare. La paura mi dà motivazione. Odio essere spaventato all’idea di dover fare qualcosa, e credo che quel che si è sviluppato in me sin da quando ero piccolo, è un’attitudine ad attaccare le cose che mi fanno paura. Roosvelt disse: “l’unica cosa da temere, è la paura stessa”. Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Se hai un sogno, tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa, lo dicono a te che non sai farla. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila, punto!”sogni-realtà.jpg

 

Sei sicura di amarlo?

  • Ma io lo amo.
  • Ah, lo ami, e perché lo credi?
  • Perché lo penso tutto il tempo, perché vorrei stare sempre con lui.
  • Questo non è amore, è dipendenza, infatuazione.
  • Quindi?
  • Quindi impara a capirlo, ad ascoltarlo, a rispettare il suo passato, le sue idee. Regalagli dei sogni veri e reali, sii una donna risolta e consapevole, realizzata, soddisfatta della tua vita, e non pretendere che lui colmi le tue mancanze con lusinghe, regali, false promesse, o standoti sempre attaccato. Imparalo a memoria, sì, a memoria, e sii la sua complice segreta.amicizia