NON FU VANO ASPETTARE

A volte amore significa saper aspettare. Aspettare i tempi dell’altra persona. Paradossalmente chi ha stima di sé non teme il rifiuto, non si sente defraudato nell’attesa, non basta un no per sentirsi umiliato e tagliare corto, definitivamente. Chi ha stima di sé, sa cosa desidera per sé stesso, e se quell’unica persona è capace di far cantare il cuore, vale la pena attendere, incassare, ripartire e…comprendere.  Amici miei, vi dico, se mi fossi arresa la prima volta che abbiamo litigato, adesso magari sarei più serena, camminerei mano nella mano con una brava persona, ma non so a che punto preciso della mia vita, forse da anziana, o forse anche prima, lui mi sarebbe comunque tornato in mente, e mi avrebbe fatto male, molto male, sapere che era da qualche altra parte, in un’altra casa, a organizzare un altro viaggio, a coccolare un altro bambino.   I legami vengono stabiliti dalle stelle, ma sta a noi riconoscerli e proteggerli con cura. Cosa è un poco di orgoglio ferito, rispetto al momento in cui poi finalmente ci si può riabbracciare, risentire quella forza, quell’energia, che soltanto raramente si prova in una vita intera? Fu dura affrontare quel lungo viaggio da sola, sapendo che non ci saremmo rivisti mai più, con ogni maledetta canzone alla radio che faceva male, ogni tramonto infuocato che bruciava dentro lo stomaco, ogni goccia d’acqua sul parabrezza e sulle ciglia, che calcava come un macigno. Ci si costringe poi a continuare, e non è neanche difficile, perché è vero che la vita è bella, e ci sono tanti splendidi motivi per stare bene, davvero tanti, non sono frasi fatte. A un certo punto si crede davvero di aver dimenticato.  La cosa difficile però è riaprire il cuore a una nuova persona, e chissà perché, qualsiasi cosa con un’altra persona,  non  sembra mai giusta, non sembra mai pulita, non sembra mai  infinita, ma è semplicemente una storia, in cui si pretende sempre troppo, perché la colpa del partner è di non essere l’altro, e nessun regalo è abbastanza costoso, nessun complimento abbastanza adatto, nessuna serata abbastanza perfetta. Eppure seppi aspettare. Non arrivai mai a odiarlo del tutto, non arrivai mai a macchiare la sua immagine parlandone ad altri. Lo lasciai sempre lì, dove lo avevo messo il primo giorno, nel posto più riparato del cuore. Fu così che, quando arrivò quel giorno in cui ci rivedemmo, e mi diede quel regalo che aveva conservato tutto il tempo per me, con la carta azzurra e dorata, fu la risposta a tutti i miei tormenti. Non fu vano aspettare. Non fu vano soffrire. Non fu vano dire tanti no. Non fu vano sentirsi ridicola e infantile. Non fu vano. Non lo fu mai.12508787_729431103823326_5467542638461463638_n

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