PANE E MORTADELLA

Le nostre serate in quella casa così piccola, ma così nostra…Ce le siamo godute tutte senza chiedere niente in cambio. Io sempre a scrivere, quante palle di carta ti lanciavo e tu non ti arrabbiavi mai, anzi mi cantavi sempre le stesse canzoni, con la chitarra sempre addosso, a strimpellare, non suonare, come dicevi tu, e per abbracciarti dovevo strappartela e lanciarla sul letto. Quanto duravano poi quegli abbracci? Eravamo come pane e mortadella, da mangiare a grandi morsi affamati. Noi eravamo dentro e tutti gli altri erano fuori. Ore e ore senza mai accendere i cellulari, e parlavi sempre, e adesso potrei ripeterti a memoria tutte le chiacchiere che facevi. Era questa la differenza tra noi e gli altri, noi ci ascoltavamo, anche le pause, e i silenzi…quelli più di tutti..erano la nostra musica preferita…11130237_10205732891515581_8431432387425397392_n

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